
La PDL 96/2026 della Regione Liguria introduce autorizzazioni e stop ai nuovi affitti brevi. L’analisi critica del Direttore ANBBA.
di Cesare Gherardi – Direttore ANBBA
Prima ancora di entrare nel merito della nuova proposta di legge della Regione Liguria sulle locazioni turistiche, è impossibile non fermarsi un momento a riflettere su ciò che sta accadendo nel nostro Paese.
Cosa penserebbero oggi i martiri del Risorgimento, coloro che hanno contribuito a costruire un’Italia unita? Cosa direbbero le generazioni che hanno combattuto per difenderla — chi ha versato sangue sul Piave, tornando ferito ma con la certezza di aver servito una Nazione una e indivisibile? E cosa direbbe chi, negli anni successivi, ha continuato a servire lo Stato con disciplina e sacrificio, pagando spesso anche sulla propria pelle?
Oggi ci troviamo di fronte a una realtà profondamente diversa. Un’Italia sempre più frammentata, dove ogni Regione — e spesso ogni Comune — introduce regole proprie, creando un mosaico normativo difficile da interpretare e, per chi lavora, sempre più complicato da sostenere.
Non è solo una questione tecnica o burocratica. È una questione di visione: quella di un Paese che rischia di smarrire l’equilibrio tra autonomia e unità, tra regolazione e libertà d’impresa.
Viene quasi da sorridere amaramente: a volte orientarsi tra norme, divieti e autorizzazioni sembra più complesso che guardare altrove in cerca di semplicità. Ma la verità è un’altra — questa è casa nostra. Ed è proprio per questo che non possiamo permetterci di restare in silenzio.
È da questa consapevolezza che nasce l’analisi della proposta ligure: non come una semplice norma locale, ma come l’ennesimo tassello di un quadro nazionale che merita attenzione, equilibrio e — soprattutto — rispetto per chi opera correttamente.
Una legge che nasce da un dato reale (ma interpretato in un solo modo)
Negli ultimi anni il tema delle locazioni turistiche è diventato il terreno di scontro più acceso tra sviluppo turistico e diritto all’abitare. Ora anche la Liguria torna alla carica con una nuova proposta di legge — la PDL 96/2026 — che punta a ridefinire questo equilibrio con un approccio definito “sperimentale”.
Il presupposto della proposta è chiaro: le locazioni brevi stanno crescendo rapidamente e, secondo i proponenti, starebbero sottraendo immobili al mercato residenziale. I numeri riportati nel documento sono significativi:
- oltre 39.000 appartamenti turistici in Liguria
- circa 160.000 posti letto, pari all’intero comparto ricettivo tradizionale
- un valore economico stimato in circa 600 milioni di euro annui
Eppure, lo stesso documento evidenzia un dato spesso trascurato: in alcune città come Genova esistono decine di migliaia di abitazioni vuote.
Questo apre una domanda fondamentale che ANBBA pone da tempo: il problema è davvero la scarsità di case… o la loro cattiva gestione?
Il cuore della proposta: più potere ai Comuni
La legge non vieta direttamente le locazioni turistiche, ma introduce un meccanismo molto più incisivo.
Zone “critiche”. I Comuni potranno individuare aree con “sostenibilità abitativa critica” sulla base di indicatori come il numero di turisti rispetto ai residenti, l’aumento dei canoni e l’incidenza delle locazioni brevi.
Nuove autorizzazioni. In queste zone le locazioni turistiche potranno essere soggette ad autorizzazione comunale, con durata limitata a un massimo di 5 anni.
Stop temporaneo. I Comuni potranno bloccare nuove attività fino a 24 mesi, rinnovabili.
Misure urbanistiche. Si apre anche a limiti ai frazionamenti immobiliari e vincoli sulla destinazione residenziale.
Un punto chiave: non si toccano i contratti (ma si limita l’attività)
La proposta cerca di evitare conflitti costituzionali dichiarando esplicitamente che non interviene sui contratti di locazione e non modifica l’ordinamento civile. Ma nella pratica limita fortemente la possibilità di esercitare l’attività. Una distinzione giuridica sottile, con effetti molto concreti.
Tutela degli operatori? Sì, ma solo temporanea
È previsto un periodo transitorio: chi già opera potrà continuare per 3-5 anni, poi dovrà adeguarsi alle nuove regole. Il risultato pratico è che il valore economico di molte attività potrebbe diventare incerto nel medio periodo.
Il vero nodo: equilibrio o compressione?
La proposta si fonda su tre principi — sussidiarietà, proporzionalità e tutela dell’affidamento — ma nella realtà operativa emergono criticità evidenti.
Il rischio di frammentazione è concreto: ogni Comune potrà applicare regole diverse, generando confusione normativa e incertezza per gli operatori. La discrezionalità elevata degli indicatori apre la strada a decisioni più politiche che tecniche. E l’effetto blocco del mercato è quasi inevitabile: limitare l’offerta turistica non garantisce automaticamente più affitti residenziali, ma riduce certamente l’attività economica.
Un dato che non si può ignorare
La stessa proposta riconosce che quasi il 44% delle strutture non aveva ancora il CIN. Questo è un punto centrale: prima di introdurre nuovi limiti, è stato davvero completato il controllo di ciò che già esiste? Sono stati utilizzati pienamente gli strumenti nazionali?
La posizione ANBBA: serve equilibrio vero, non solo normativo
ANBBA sostiene da sempre un principio semplice: regolare sì, ma senza penalizzare chi lavora correttamente.
Le locazioni turistiche generano economia diffusa, sostengono territori fragili e valorizzano immobili altrimenti inutilizzati. Il rischio concreto è che norme come questa colpiscano soprattutto i piccoli operatori, favorendo invece grandi player e concentrazioni di mercato.
Il turismo non è il nemico delle città. Il problema nasce quando mancano pianificazione, gestione dei flussi e politiche abitative efficaci.
Conclusione ANBBA
La Liguria apre una nuova fase normativa che potrebbe fare scuola in Italia. Ma la domanda resta aperta: vogliamo governare il fenomeno, oppure limitarlo senza risolvere le cause reali?
ANBBA continuerà a monitorare l’evoluzione della proposta e a difendere gli operatori regolari, il turismo sostenibile e il diritto a fare impresa in modo chiaro e stabile.
Se operi nel settore delle locazioni turistiche o dell’extra-alberghiero, questo è il momento di informarsi, organizzarsi e farti rappresentare. ANBBA è al tuo fianco per consulenza normativa, interpretazione delle nuove leggi e tutela associativa.





