
Nuove commissioni Airbnb: più tasse anche sull’incasso che non arriva
ANBBA: “Il Fisco continua a tassare anche ciò che il gestore non incassa”
Dal prossimo 13 ottobre 2026, Airbnb introdurrà in Europa un nuovo modello di commissioni che, secondo la piattaforma, renderà il sistema “più semplice e trasparente” per gli ospiti.
Per gli host italiani, soprattutto quelli che operano come privati in regime di cedolare secca, la realtà rischia però di essere ben diversa.
ANBBA segue con grande attenzione questa evoluzione perché, ancora una volta, saranno i piccoli gestori delle locazioni turistiche, dei Bed & Breakfast, degli Affittacamere e delle Case Vacanza a subire le conseguenze economiche di una modifica commerciale decisa da una piattaforma internazionale, aggravata da un sistema fiscale italiano che da anni presenta evidenti criticità.
ANBBA interviene su sollecitazione della community “Vita Host”
Nei giorni scorsi ANBBA è stata sollecitata dalla community “Vita Host” a intervenire pubblicamente sul nuovo modello di commissioni annunciato da Airbnb, affinché venissero evidenziate le importanti criticità economiche e fiscali che tale cambiamento comporterà per migliaia di host italiani. La richiesta è stata accolta con grande attenzione dall’Associazione, che da oltre ventisei anni rappresenta e tutela gli operatori dell’ospitalità extra-alberghiera su tutto il territorio nazionale.
L’analisi svolta da ANBBA va ben oltre il semplice aumento delle commissioni applicate dalla piattaforma. Il vero nodo della questione riguarda infatti il paradosso fiscale che continua a penalizzare gli host privati italiani: il nostro sistema tributario assoggetta a tassazione anche somme che il gestore non incassa realmente, perché trattenute direttamente dalle piattaforme OTA a titolo di commissione. Con il nuovo modello Airbnb questa anomalia rischia di diventare ancora più evidente, aumentando ulteriormente il divario tra reddito effettivamente percepito e reddito fiscalmente imponibile.
Cosa cambia dal 13 ottobre 2026
Fino ad oggi il sistema funzionava secondo il modello delle commissioni separate: l’host fissava il proprio prezzo, mentre Airbnb applicava una commissione anche all’ospite.
Un esempio pratico:
- Prezzo impostato dall’host: 100 euro
- L’ospite pagava circa 115 euro
- L’host incassava circa 97 euro, dopo la trattenuta della commissione Airbnb (circa il 3%)
Dal 13 ottobre 2026 tutto cambia. La commissione diventa unica e sarà interamente a carico dell’host, nella misura del 15,5%. L’ospite vedrà semplicemente il prezzo pubblicato dall’host.
Questo significa che:
- se il prezzo rimane 100 euro, l’host incasserà soltanto 84,50 euro;
- se vuole continuare ad incassare circa 97 euro, dovrà aumentare il prezzo fino a circa 115 euro.
Per Airbnb il sistema viene definito più semplice e trasparente. Per gli host italiani, il problema non riguarda soltanto la commissione.
Il vero problema è fiscale
ANBBA denuncia da anni una situazione che riteniamo profondamente ingiusta.
In Italia chi sceglie il regime della cedolare secca paga l’imposta sul canone lordo dichiarato. Le commissioni trattenute dalle piattaforme OTA non sono deducibili. Di conseguenza il proprietario continua a pagare le imposte anche su somme che non entreranno mai nel proprio conto corrente.
Con il nuovo modello Airbnb questo fenomeno rischia di aggravarsi ulteriormente.
Esempio pratico n. 1 — Situazione attuale
- Prezzo pubblicato: 100 euro
- Commissione Airbnb trattenuta all’host: 3 euro
- Incasso effettivo: 97 euro
- Cedolare secca al 21% calcolata su 100 euro: 21 euro
- Reddito disponibile dopo la cedolare: 76 euro
Da questi 76 euro il gestore dovrà ancora sostenere tutte le spese di gestione: pulizie, lavanderia, energia elettrica, gas, acqua, Wi-Fi, prodotti di cortesia, manutenzioni, commissioni bancarie, eventuali spese amministrative, costi di promozione. Il margine reale si riduce sensibilmente.
Esempio pratico n. 2 — Dal 13 ottobre 2026
Per continuare a incassare gli stessi 97 euro, l’host dovrà pubblicare un prezzo di circa 115 euro. Airbnb tratterrà il 15,5%. L’incasso resterà sempre di circa 97 euro.
Ma la cedolare secca non sarà più calcolata su 100 euro: sarà calcolata su 115 euro. L’imposta passerà da 21 euro a 24,15 euro.
L’host avrà praticamente lo stesso incasso netto, ma pagherà oltre tre euro di imposte in più per ogni singola prenotazione. Moltiplicate questo importo per decine o centinaia di prenotazioni annuali: il risultato è evidente.
Secondo immobile: situazione ancora più penalizzante
Per chi possiede due immobili e applica la cedolare secca del 26%, l’effetto diventa ancora più pesante. Su una base imponibile di 115 euro, l’imposta diventa 29,90 euro.
L’host continua quindi a pagare imposte anche su una quota che rappresenta esclusivamente la commissione trattenuta dalla piattaforma.
Il paradosso fiscale italiano
È proprio questo il punto sul quale ANBBA richiama l’attenzione delle Istituzioni.
Le piattaforme OTA svolgono oggi un ruolo essenziale nella commercializzazione delle strutture ricettive. Le commissioni costituiscono un vero e proprio costo di intermediazione. Eppure il sistema fiscale italiano continua a considerarle parte della base imponibile.
In altre parole, migliaia di host privati pagano imposte su denaro che non hanno mai realmente percepito. È un principio che ANBBA ritiene profondamente iniquo e non più sostenibile.
Airbnb sempre più simile a Booking.com
Il nuovo sistema conferma anche una precisa evoluzione del mercato.
Airbnb, nata come piattaforma dedicata all’ospitalità tra privati, sta progressivamente assumendo caratteristiche sempre più simili a quelle di Booking.com. Hotel, strutture professionali, commissioni unificate e maggiore intermediazione stanno riducendo sempre di più le differenze tra le due principali OTA mondiali.
Per gli host privati significa una sola cosa: maggiore dipendenza dalle piattaforme e margini economici sempre più ridotti.
ANBBA: è il momento di cambiare le regole fiscali
ANBBA ritiene che questa vicenda debba rappresentare l’occasione per aprire finalmente un serio confronto con il Governo e con il Ministero dell’Economia, affinché venga rivisto un meccanismo fiscale che appare sempre meno coerente con il principio di equità tributaria. Le imposte dovrebbero gravare esclusivamente sul reddito realmente percepito dal contribuente e non su importi che costituiscono semplicemente costi di intermediazione sostenuti per commercializzare la propria struttura ricettiva.
L’Associazione ritiene inoltre che sia giunto il momento di affrontare anche una più ampia riflessione sulla fiscalità delle locazioni turistiche e dell’ospitalità extra-alberghiera, affinché il principio del reddito effettivo diventi finalmente il criterio guida dell’imposizione fiscale.
Il ringraziamento di ANBBA alla community “Vita Host”
ANBBA desidera ringraziare pubblicamente la community “Vita Host” per aver portato all’attenzione dell’Associazione questa importante problematica. Il dialogo e la collaborazione tra le associazioni di categoria e le comunità degli host rappresentano un valore aggiunto per tutto il settore e consentono di individuare tempestivamente le criticità che incidono sull’attività quotidiana dei gestori.
Solo facendo fronte comune sarà possibile promuovere iniziative concrete da sottoporre alle Istituzioni, nell’interesse delle centinaia di migliaia di operatori italiani dell’ospitalità extra-alberghiera.
Conclusioni
Il nuovo modello di commissioni Airbnb non rappresenta soltanto un cambiamento commerciale. Per gli host italiani rischia di trasformarsi nell’ennesimo aggravio economico, perché si innesta su un sistema fiscale che continua a tassare anche quote di reddito mai effettivamente incassate.
ANBBA continuerà a portare questa battaglia nelle sedi istituzionali, chiedendo una revisione della normativa affinché la tassazione venga finalmente calcolata sul reddito realmente percepito e non su importi soltanto teorici. È una questione di equità fiscale, di tutela delle piccole imprese dell’ospitalità e di rispetto per centinaia di migliaia di famiglie che contribuiscono ogni giorno allo sviluppo del turismo italiano.





