
Registrazione di POS e registratori di cassa dal 2026
Di Paolo Sardi – Direttore sportello INFO-FISCO di ANBBA
Cosa cambia per affittacamere, CAV e locazioni turistiche imprenditoriali
Con la Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) il legislatore ha introdotto nuove disposizioni in materia di tracciabilità dei pagamenti elettronici e certificazione dei corrispettivi, che diventeranno operative dal 1° gennaio 2026.
Le nuove regole prevedono un obbligo di accreditamento e censimento dei registratori di cassa (RT) e dei lettori di carte (POS) presso l’Agenzia delle Entrate, attraverso una procedura di registrazione online sul portale “Fatture e Corrispettivi”.
Si tratta di un adempimento che non riguarda tutti indistintamente, ma che interessa principalmente le attività ricettive e turistiche che operano in forma imprenditoriale, quindi con partita IVA.
Quadro normativo di riferimento
Le nuove disposizioni derivano da:
- Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025)
– art. 1, commi 74 e 77 (spesso richiamati come “art. 9” nei comunicati commerciali) - Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate:
o 21 marzo 2025
o 31 ottobre 2025
Tali provvedimenti attuano un sistema di:
- integrazione tra registratori telematici (RT) e pagamenti elettronici
- rafforzamento dei controlli IVA
- allineamento tra incassi POS e corrispettivi trasmessi
Chi è interessato dall’obbligo (punto fondamentale)
L’obbligo di registrazione NON riguarda tutti gli operatori turistici.
Sono principalmente interessati:
- Affittacamere
- Case e appartamenti per vacanze imprenditoriali
- CAV
- Locazioni turistiche imprenditoriali
- In generale, strutture ricettive extra-alberghiere che operano con partita IVA (ultimamente si aggiungono anche i B&B con partita IVA ) sono tenute all’emissione del documento commerciale tramite RT
Non rientrano normalmente nell’obbligo:
- locazioni turistiche non imprenditoriali
- attività senza obbligo di registratore di cassa
- soggetti che certificano i ricavi esclusivamente tramite fattura elettronica
La discriminante non è il POS, ma l’obbligo o meno di certificazione dei corrispettivi.
Cosa cambia concretamente dal 1° gennaio 2026
Dal 2026:
- i registratori telematici
- i lettori di carte (POS)
- i sistemi integrati cassa + POS
dovranno essere accreditati e censiti presso l’Agenzia delle Entrate.
Il POS non trasmette i corrispettivi, ma viene:
- identificato
- collegato al registratore telematico
- associato all’attività economica
Dove si effettua la registrazione
La procedura avverrà tramite il portale:
“Fatture e Corrispettivi” – Agenzia delle Entrate
Il servizio dedicato all’“Accreditamento e censimento dispositivi” sarà disponibile nelle prime settimane del 2026.
Procedura passo-passo (per i soggetti obbligati)
Accesso al portale
- Entrare nel portale “Fatture e Corrispettivi”
- Accedere con SPID, CIE o CNS
Verifica della posizione
- Controllare che l’attività sia correttamente censita
- Verificare i dati dell’esercizio e della partita IVA
Registrazione del registratore telematico
- Inserire:
o matricola / identificativo RT
o modello e produttore
- Verificare l’associazione all’attività
Registrazione dei POS
- Inserire:
o ID terminale / numero di serie
o dati del fornitore del servizio di pagamento
- Collegare il POS al registratore telematico o alla procedura web
Conferma e conservazione
- Confermare la registrazione
- Conservare la ricevuta dell’avvenuto accreditamento
Tempistiche previste
- Dispositivi già in uso al 1° gennaio 2026
→ registrazione entro 45 giorni dall’attivazione del servizio online - Dispositivi attivati dopo il 31 gennaio 2026
→ registrazione:
o tra il 6° giorno del secondo mese successivo
o e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese
Sanzioni in caso di mancato adeguamento
Il mancato rispetto degli obblighi può comportare:
- da 1.000 a 4.000 euro
per mancata installazione o collegamento RT–POS - 100 euro per ogni trasmissione errata o tardiva (fino a 1.000 euro per trimestre)
- sospensione dell’attività, nei casi più gravi di omessa trasmissione o conservazione dei dati
Il ruolo dei fornitori di POS
Alcuni operatori (come SumUp) hanno comunicato che i propri dispositivi sono tecnicamente conformi alle nuove disposizioni.
È bene però ricordare che:
- la conformità tecnica del dispositivo non sostituisce l’adempimento
- la responsabilità resta sempre in capo al titolare dell’attività
Raccomandazione ANBBA
ANBBA invita tutti gli associati a:
- verificare attentamente se rientrano tra i soggetti obbligati
- evitare adempimenti inutili se si opera fuori dal regime RT
- rivolgersi a un consulente fiscale di fiducia in caso di dubbio
L’Associazione continuerà a monitorare l’evoluzione normativa e a fornire aggiornamenti tempestivi ai propri soci.





