
Norme demagogiche e letture ideologiche delle sentenze colpiscono l’extra-alberghiero, impoverendo territori, Comuni e cittadini.
Di Cesare Gherardi – Direttore ANBBA
Dagli atri muscosi, dai fori cadenti, un volgo disperso repente si desta…
Manzoni parlava di poteri antichi, di autorità che riemergevano dal passato per riaffermare il proprio dominio. Oggi quei versi sembrano descrivere un’altra scena, altrettanto inquietante: un sistema normativo consolidato che viene scosso non per ragioni giuridiche, ma per convenienza politica, con le attività ricettive extra-alberghiere trasformate nel bersaglio di turno.
Un sistema che poggia su basi solide, non su concessioni
È bene dirlo con chiarezza, perché la confusione è ormai funzionale alla propaganda:
l’extra-alberghiero non nasce oggi, né ieri.
Bed & breakfast, affittacamere, locazioni turistiche e forme di ospitalità diffusa:
- sono riconosciute da decenni nell’ordinamento italiano;
- trovano fondamento nella libertà di iniziativa economica garantita dalla Costituzione;
- si inseriscono nel riparto di competenze tra Stato e Regioni così come delineato dopo la riforma del Titolo V;
- sono state disciplinate nel tempo da leggi regionali, regolamenti comunali, prassi amministrative e orientamenti giurisprudenziali ormai stratificati.
Non si tratta di vuoti normativi.
Si tratta, al contrario, di un corpus di regole che ha consentito allo Stato e agli enti locali di governare, tassare e controllare il fenomeno.
Cancellarlo o stravolgerlo con interventi improvvisati non è “governo del turismo”.
È rottura dell’affidamento legittimo.
Le sentenze non cancellano il diritto, lo interpretano
Le recenti pronunce della Corte Costituzionale – come sempre accade – non abrogano sistemi, non azzerano settori, non legittimano crociate.
La Corte:
- richiama al rispetto delle competenze;
- chiarisce i limiti degli interventi regionali o comunali;
- riequilibra, quando serve, eccessi normativi.
Eppure, in molte realtà territoriali, queste sentenze vengono piegate a una lettura ideologica: usate come clava per restringere, vietare, scoraggiare, spesso andando ben oltre quanto la Corte abbia effettivamente affermato.
È qui che il diritto lascia il posto alla politica peggiore: quella che semplifica per colpire, non per risolvere.
Le leggi demagogiche: inefficaci, ingiuste e controproducenti
Le politiche che oggi colpiscono l’extra-alberghiero vengono spesso presentate come:
- difesa delle città,
- tutela dei residenti,
- risposta all’overtourism.
Ma nella realtà producono tutt’altro.
Ridurre o espellere l’ospitalità diffusa significa:
- far emergere nuovo sommerso, non eliminarlo;
- perdere gettito fiscale, non aumentarlo;
- svuotare i bilanci comunali, soprattutto della tassa di soggiorno;
- costringere le amministrazioni a tagliare servizi, non a migliorarli;
- rinunciare a risorse che potrebbero essere investite in decoro urbano, mobilità, manutenzione e sicurezza.
Altro che rigenerazione:
è impoverimento programmato.
A pagarne il prezzo saranno i cittadini
Quando le entrate diminuiscono, i Comuni non diventano più virtuosi:
diventano più fragili.
Meno risorse significa:
- meno servizi;
- meno interventi sugli assetti urbani;
- meno capacità di gestire davvero i flussi turistici.
E il danno finale ricade sugli stessi cittadini che queste politiche dichiarano di voler proteggere.
È il paradosso delle scelte ottuse:
colpire chi è visibile, regolato e tassato, lasciando prosperare ciò che è opaco o concentrato.
Politiche del consenso, non della responsabilità
Dietro molte di queste scelte non c’è una visione del turismo.
C’è la ricerca di consenso immediato, di numeri, di slogan.
È la politica che:
- non governa i fenomeni complessi;
- non distingue tra micro-ospitalità e rendita speculativa;
- non si assume il peso delle conseguenze future.
Una politica che, come troppe volte è accaduto, non si cura dei problemi reali, ma solo della loro rappresentazione.
Conclusione
Un volgo disperso repente si desta.
Oggi si desta un mondo fatto di famiglie, piccoli operatori, territori interni, borghi, città minori.
Un mondo che chiede diritto, non indulgenza.
Regole, non arbitrii.
Programmazione, non crociate.
L’extra-alberghiero non è un nemico da abbattere.
È una risorsa da governare con intelligenza.
Chi lo attacca in nome della demagogia non risolve nulla.
E lascia tutti – amministrazioni comprese – a bocca asciutta.





