
Reazione a catena: dalla Toscana all’Emilia Romagna. Locazioni turistiche e crisi abitativa stanno travolgendo il sistema!
Di Cesare Gherardi – Direttore ANBBA
Affitti brevi: una reazione a catena che rischia di travolgere il sistema
La sentenza della Corte costituzionale sulla Toscana ha acceso una miccia normativa che, se non immediatamente governata, può trasformarsi in una nube tossica destinata a diffondersi in tutta Italia, colpendo turismo, residenzialità e piccoli proprietari. La decisione ha avviato infatti una pericolosa reazione a catena normativa che, se non arginata, rischia di far esplodere le criticità del settore e di propagarsi sull’intero territorio nazionale.
La recente legge approvata dalla Regione Emilia-Romagna in materia di locazioni brevi, sull’onda della sentenza della Corte costituzionale che ha confermato la legittimità della normativa toscana, rappresenta un passaggio di grande rilievo nel dibattito nazionale sul turismo e sulla casa.
Tuttavia, al di là delle dichiarazioni di principio, ANBBA ritiene necessario affermare con chiarezza che ci troviamo di fronte a un provvedimento fortemente punitivo, che non affronta le vere cause della crisi abitativa e rischia di produrre effetti distorsivi sull’economia urbana e sul sistema turistico.
Un errore di fondo: attribuire alle locazioni turistiche colpe che non hanno
Il primo nodo critico è concettuale.
La nuova legge parte dal presupposto che la diffusione delle locazioni turistiche brevi sia una delle principali responsabili della carenza di alloggi, in particolare nelle città universitarie come Bologna.
Si tratta di una semplificazione fuorviante.
Il mercato immobiliare è influenzato da molteplici fattori: politiche abitative assenti da decenni, dismissione del patrimonio pubblico, aumento dei costi di ristrutturazione, rigidità del mercato delle locazioni tradizionali, fiscalità e rischio di morosità. Ridurre tutto a una contrapposizione tra affitti brevi e diritto alla casa significa spostare il problema, non risolverlo.
In un libero mercato i proprietari fanno scelte legittime
In un sistema di libero mercato, i proprietari immobiliari scelgono legittimamente la forma di utilizzo che consente di:
- sostenere i costi di ristrutturazione e manutenzione,
- ammortizzare investimenti spesso molto onerosi,
- ridurre il rischio economico e giuridico.
Le locazioni turistiche, nella maggior parte dei casi, non sono una rendita speculativa, ma una risposta concreta a un contesto normativo e fiscale che rende sempre meno sostenibile l’affitto residenziale di lungo periodo.
Criminalizzare queste scelte significa colpire i piccoli proprietari, non risolvere il problema dell’accesso alla casa.
Le carenze della politica abitativa non possono ricadere sui privati
È inaccettabile che le Pubbliche Amministrazioni tentino di sopperire alla mancanza di alloggi per studenti o residenti scaricando la responsabilità sui privati.
Bologna ospita uno dei più importanti Atenei d’Italia e da anni vive una pressione abitativa prevedibile e strutturale. La risposta a questa situazione dovrebbe essere:
- investimenti in residenze universitarie pubbliche e convenzionate,
- recupero del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato,
- politiche fiscali e contrattuali che rendano nuovamente attrattivo l’affitto a lungo termine.
Nulla di tutto questo può essere ottenuto imponendo per legge un cambio di destinazione d’uso agli immobili privati.
Il fattore turistico e fieristico: un aspetto ignorato
La legge appare ancora più miope se si considera la specificità economica di Bologna.
La città non è solo una città universitaria, ma anche un polo fieristico e congressuale di rilevanza nazionale e internazionale, con eventi distribuiti durante tutto l’anno.
Questo comporta una domanda ricettiva elevata e variabile, che il solo sistema alberghiero non è in grado di assorbire. Le locazioni turistiche svolgono una funzione essenziale di integrazione dell’offerta, garantendo flessibilità, capillarità e sostenibilità economica.
Ridurre drasticamente il numero di posti letto disponibili significa:
- mettere in crisi il comparto turistico e fieristico,
- penalizzare l’indotto economico locale,
- compromettere la capacità della città di ospitare eventi di livello internazionale.
Una regolazione urbanistica che rischia di diventare proibizione
L’introduzione di una destinazione d’uso specifica per la locazione breve, accompagnata da limiti percentuali, vincoli urbanistici, oneri maggiorati e sanzioni elevate, non configura una regolazione equilibrata, ma un meccanismo di selezione ed esclusione.
Il rischio concreto è che la locazione turistica venga resa tecnicamente e economicamente impraticabile, senza alcuna garanzia che gli immobili tornino realmente sul mercato residenziale.
Serve equilibrio, non contrapposizione
ANBBA ribadisce che turismo e residenzialità non sono interessi contrapposti, ma devono convivere attraverso soluzioni condivise e realistiche.
Ogni intervento normativo dovrebbe nascere da:
- un confronto reale con le associazioni di categoria,
- un’analisi dei dati effettivi,
- una valutazione degli impatti economici e sociali.
Imporre soluzioni dall’alto, senza ascoltare chi opera quotidianamente nel settore, significa alimentare conflitti e produrre norme inefficaci.
ANBBA: una disponibilità mai venuta meno
ANBBA è da anni impegnata su questo tema e ha sempre offerto la propria esperienza e competenza per individuare soluzioni equilibrate, capaci di tutelare:
- il diritto alla casa,
- il turismo diffuso,
- i piccoli operatori e le famiglie che accolgono.
La strada non è quella dei provvedimenti punitivi, ma quella di politiche abitative serie, integrate e condivise. Solo così sarà possibile governare un fenomeno complesso senza distruggerne il valore economico e sociale.





