Home / Imposta Soggiorno / AEQUA Roma: continuano le notifiche per pagamenti non dovuti da parte dei gestori di attività ricettive

AEQUA Roma: continuano le notifiche per pagamenti non dovuti da parte dei gestori di attività ricettive

Tassa di soggiorno – Un antico motto latino che oggi sembra descrivere perfettamente ciò che sta accadendo a Roma

Errare humanum est, perseverare diabolicum. Un antico motto latino che oggi sembra descrivere perfettamente ciò che sta accadendo a Roma nei confronti di centinaia di gestori di strutture ricettive extra-alberghiere e di locazioni turistiche.

Da tempo, infatti, Roma Capitale – attraverso il soggetto verificatore AEQUA Roma – continua a perseguire in modo sistematico e spesso acritico i cosiddetti “errori” commessi dai gestori in materia di tassa di soggiorno, notificando richieste di pagamento e ingiunzioni per somme non dovute o già assolte, generando un clima di forte tensione e incertezza in un settore già duramente provato.

Controlli automatici e dati incompleti

Le verifiche avviate da AEQUA Roma si basano prevalentemente su incroci automatici di dati, effettuati attraverso:

  • il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato;
  • le comunicazioni obbligatorie all’Agenzia delle Entrate relative alla tassa di soggiorno (introdotte dal 2020 in sostituzione del modello 21);
  • le dichiarazioni e rendicontazioni inserite dai gestori sul portale comunale GECOS.

Il problema, tuttavia, è evidente: questi sistemi non dialogano correttamente tra loro e, soprattutto, non tengono conto di elementi fondamentali, quali:

  • gli ospiti esenti dal pagamento della tassa (forze dell’ordine, militari, minori, accompagnatori di disabili, ecc.);
  • i soggiorni di lunga durata, per i quali la tassa è dovuta solo fino a un massimo di 10 pernottamenti, oltre i quali nulla è più dovuto;
  • le prenotazioni effettuate tramite portali convenzionati, come Airbnb, che riversano direttamente l’imposta al Comune.

L’errore formale diventa presunta evasione

In molti casi, i gestori vengono contestati non per un reale mancato versamento, ma per meri errori formali:

  • dimenticanze nella compilazione delle denunce a zero sul portale GECOS;
  • discrepanze numeriche tra presenze comunicate su Alloggiati Web e dati fiscali;
  • mancate indicazioni di esenzioni correttamente applicate agli ospiti.

Errori spesso commessi in buona fede, in un contesto normativo complesso, frammentato e in continua evoluzione. Errori che, anziché essere oggetto di chiarimento o correzione, vengono automaticamente trasformati in presunte irregolarità fiscali, con conseguente avvio di procedure di recupero coattivo.

Un sistema che ignora la realtà operativa

È paradossale che le verifiche non tengano conto del fatto che:

  • per le prenotazioni intermediate da Airbnb e altri OTA convenzionati, la tassa viene già riscossa e riversata alla fonte;
  • l’assenza di una denuncia a zero non equivale a evasione, ma a una mera omissione formale, spesso sanabile;
  • i gestori non dispongono di strumenti chiari e unificati per evitare errori, né di un supporto preventivo efficace.

Il risultato è un contenzioso diffuso, oneroso e spesso inutile, che grava sia sui gestori sia sulla stessa amministrazione pubblica.

La posizione di ANBBA

Alla luce di quanto illustrato, ANBBA chiede con forza a AEQUA Roma e a Roma Capitale un cambio di approccio, improntato a ragionevolezza, collaborazione e proporzionalità.

In particolare, ANBBA chiede:

  • una valutazione puntuale e non automatica delle singole posizioni;
  • la notifica preventiva dei dati raccolti, prima dell’emissione di avvisi e ingiunzioni;
  • la possibilità per i gestori di interloquire e fornire chiarimenti in fase istruttoria;
  • il riconoscimento e la correzione degli errori formali senza immediata sanzione.

Meno contenzioso, più collaborazione

Evitare ricorsi inutili significa risparmiare tempo, risorse ed energie per tutte le parti coinvolte. Significa anche ristabilire un rapporto di fiducia tra amministrazione e operatori, che non sono evasori da colpire, ma presidi di accoglienza regolare e controllata sul territorio.

Perché perseverare nell’errore, quando basterebbe ascoltare, verificare e correggere?

ANBBA continuerà a farsi portavoce delle istanze dei gestori extra-alberghieri, affinché il principio di legalità vada finalmente di pari passo con quello di equità e buon senso.

Comunicazione istituzionale

Il presente articolo, contenente le proposte operative di ANBBA, sarà trasmesso formalmente a AEQUA Roma. Un riassunto strutturato dei contenuti e delle criticità evidenziate verrà infatti inviato tramite PEC ad AEQUA Roma, con l’obiettivo di avviare un confronto preventivo, correggere eventuali errori istruttori e ridurre il ricorso a procedure contenziose inutilmente onerose per l’amministrazione e per i gestori.

Tag: