
Legge turismo Toscana: extralberghiero penalizzato e alberghi favoriti nei centri storici
Di Cesare Gherardi – Direttore ANBBA
Gli alberghi hanno carta bianca anche nei centri storici
Una legge unitaria che rischia di affossare il turismo diffuso
Povera Toscana, potremmo parafrasare Dante con un malinconico “Ahì Toscana, vituperio delle genti” per descrivere questa nuova deriva normativa.
La Legge Regionale n. 61/2024 sul turismo non è una semplice regolamentazione: è un vero e proprio disastro che mette una pietra tombale sul comparto extralberghiero, un settore vitale e in continua crescita.
Con questa legge, la Regione ha scelto di assecondare in modo netto e prepotente gli interessi degli alberghi tradizionali, dando loro di fatto carta bianca anche nei centri storici e in tutte le aree urbane.
Il cuore della norma è il vincolo ferreo sulla destinazione d’uso urbanistica: le attività di affittacamere e strutture extralberghiere possono ora essere esercitate solo in immobili con destinazione turistico-ricettiva prevista dal piano regolatore, un ostacolo enorme e praticamente insormontabile nella maggior parte dei casi.
Questa scelta non solo ignora completamente la realtà del turismo diffuso, ma rischia di soffocare ogni forma di ospitalità familiare e indipendente, lasciando spazio solo a grandi strutture e catene alberghiere.
Il risultato? Un impoverimento dell’offerta turistica toscana, meno diversità, meno ricchezza culturale e sociale, e una desertificazione del tessuto locale che aveva fatto del turismo extra-alberghiero un valore aggiunto.
Ma c’è un altro aspetto che i fautori di questa legge sembrano ignorare o sottovalutare: meno strutture extralberghiere significherà automaticamente meno introiti dalla tassa di soggiorno per i Comuni.
Un vero e proprio “karakiri” economico per gli enti locali che oggi devono affrontare questo impoverimento forzato del settore.
Se vengono tagliate centinaia di strutture extralberghiere, il gettito della tassa di soggiorno ne risentirà pesantemente, con un grave danno alle casse comunali, soprattutto in città come Firenze, che da sempre devono ringraziare proprio il turismo diffuso per la sua capacità di attrarre flussi turistici diversificati e contribuire alle entrate locali.
Meditiamo, gente.
Questa legge non è solo un attacco all’extralberghiero: è un colpo di grazia al sistema turistico regionale e un boomerang economico per chi governa le città e i territori.
Chi ha voluto questa legge – e chi la sostiene – si assume una responsabilità enorme: stanno decretando il declino di un settore che ha dimostrato di essere fondamentale per l’economia regionale e per la qualità dell’esperienza turistica offerta.
La battaglia non è finita.
È ora di mobilitarsi per difendere il turismo diffuso, per chiedere modifiche immediate e per far sentire la voce di chi crede in un modello di accoglienza più inclusivo, sostenibile e rispettoso del territorio.





