
L’azione dell’Amministrazione Gualtieri e della Polizia Locale
Negli ultimi mesi, nella Capitale si sta diffondendo una vera e propria “caccia alle streghe” nei confronti dei proprietari che affittano regolarmente i propri appartamenti come locazioni turistiche o affitti brevi.
Sotto la guida del sindaco Roberto Gualtieri, la Polizia Locale di Roma Capitale ha incrementato le ispezioni, con l’obiettivo dichiarato di elevare gli standard di legalità e sicurezza per il Giubileo ancora in corso.
Tuttavia, questa politica si è tradotta in un’attività di controllo che molti operatori denunciano come un eccesso di zelo, arrivando a contestare dettagli che appaiono lontani dalla ratio della legge, come la presenza di piccoli elettrodomestici o prodotti alimentari di base negli appartamenti affittati.
Quando l’eccesso di zelo nei controlli rischia di criminalizzare chi opera nel rispetto delle regole
Questa rigidità, oltre a generare un clima di incertezza e ansia tra i proprietari, rischia di far emergere problemi più profondi:
- la mancanza di una guida chiara e uniforme da parte dell’Amministrazione comunale sulle modalità di controllo e sulle dotazioni consentite;
- la difficoltà di distinguere tra attività ricettiva e normale uso abitativo, con il rischio di sanzionare chi opera nel rispetto della normativa;
- il potenziale impatto negativo sull’immagine di Roma come destinazione accogliente e moderna.
Le ricadute per gli host e per il turismo romano
Le conseguenze di questa stretta si riflettono direttamente sugli host, molti dei quali hanno investito risorse per adeguarsi alle normative e per offrire un servizio di qualità.
Le contestazioni frequenti e spesso ingiustificate comportano:
- un aumento dei costi gestionali e legali;
- la possibile riduzione dell’offerta ricettiva regolare, con conseguenze sull’accessibilità economica della città per i turisti;
- una demotivazione crescente degli operatori a continuare a investire nel settore.
Nel complesso, si crea un clima di incertezza che rischia di danneggiare l’intero ecosistema turistico romano, fondamentale per l’economia locale.
Cos’è una locazione turistica e cosa non è
È bene ricordarlo: la locazione turistica non è un’attività ricettiva in senso stretto, ma un contratto di locazione di breve durata ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c) della Legge 431/1998 e, per i contratti inferiori a 30 giorni, dell’art. 4 del D.L. 50/2017.
In tali casi, l’immobile non fornisce servizi alla persona (come colazione, pulizie giornaliere o cambio biancheria durante il soggiorno) e non necessita quindi di partita IVA o SCIA. Tuttavia, l’host deve adempiere a numerosi obblighi comuni anche alle strutture ricettive, come:
- comunicazione degli ospiti alla Questura tramite il portale “Alloggiati Web” (art. 109 T.U.L.P.S. – R.D. 773/1931);
- versamento dell’imposta di soggiorno, se prevista dal Comune;
- codice identificativo regionale (CIR o CIN) previsto dal D.L. 145/2023 (“Decreto Anticipi”) e dal D.M. 29 aprile 2024;
- rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dell’abitazione.
I controlli del Comune di Roma: eccesso di zelo o interpretazione errata?
La Polizia Municipale sta effettuando controlli capillari sugli appartamenti destinati alla locazione turistica, un’attività legittima e necessaria per contrastare l’abusivismo.
Il problema nasce quando i verbali contestano elementi del tutto irrilevanti rispetto alla legge, interpretando in modo distorto la distinzione tra “servizio alla persona” (tipico delle strutture ricettive) e “dotazione domestica” (legittima in una normale abitazione).
Sono stati segnalati casi in cui agli host è stato contestato di avere:
- una macchinetta del caffè con capsule;
- bottiglie di olio, zucchero, sale o acqua minerale sigillata;
- perfino il forno a microonde usato in sostituzione di un comune forno elettrico o utensili da cucina.
Secondo alcuni verbali, tali oggetti costituirebbero “dotazioni di servizio” assimilabili a quelle alberghiere, e dunque “non compatibili” con l’attività di locazione turistica.
Una tesi che non trova alcun fondamento giuridico.
Il principio di diritto: uso domestico, non servizio
La circolare del Ministero del Turismo n. 1789/2022 ha chiarito che la presenza di cucine, frigoriferi, stoviglie, elettrodomestici o altri utensili rientra nell’uso domestico dell’abitazione e non configura erogazione di servizi ricettivi.
L’ospite, infatti, affitta un alloggio dotato delle normali attrezzature per la vita quotidiana, e non un servizio alberghiero.
L’equipaggiamento della cucina, quindi, non può essere considerato elemento di irregolarità, ma semmai una garanzia di qualità e sicurezza igienica per chi soggiorna.
Il “caso macchinetta del caffè”: consigli pratici di ANBBA
Proprio la macchinetta del caffè è diventata il simbolo di questo paradosso.
ANBBA, da sempre attenta alla conformità normativa, consiglia ai propri soci di adottare piccole accortezze preventive, pur di evitare contestazioni infondate:
- mantenere il serbatoio dell’acqua vuoto, pulito e asciutto tra un soggiorno e l’altro;
- lasciare accanto all’apparecchio una bottiglietta d’acqua minerale sigillata, da utilizzare solo per riempire il serbatoio, con un’etichetta esplicativa multilingue;
- evitare di offrire capsule o cialde come “servizio gratuito”, ma limitarsi a lasciarle a disposizione come dotazione dell’alloggio.
Queste precauzioni permettono di dimostrare che non si tratta di un servizio alla persona, ma di una semplice dotazione d’uso.
Olio, zucchero, acqua e altre “invenzioni” dei verbali
Ancora più assurda è la contestazione della presenza di olio, zucchero o bottiglie d’acqua minerale sigillate, ritenute “forniture” di tipo alberghiero.
ANBBA consiglia ai soci, anche in questo caso, di usare confezioni monouso (bustine o mini porzioni), più igieniche e facilmente dimostrabili come “dotazione di cortesia”, non servizio.
Tali attenzioni non sono obblighi di legge, ma strategie di autotutela in un contesto di controlli spesso interpretativi e non sempre allineati alla normativa nazionale.
Il ruolo e le proposte di ANBBA: tutela, chiarezza e formazione per un equilibrio tra legalità e accoglienza
ANBBA ribadisce la necessità di un approccio equilibrato e ragionevole, che tuteli sia la sicurezza e la legalità sia la vitalità del settore delle locazioni turistiche.
Le principali richieste avanzate all’Amministrazione comunale sono:
- la definizione di linee guida chiare e dettagliate sulle dotazioni consentite negli appartamenti turistici;
- la formazione specifica degli agenti della Polizia Locale sulle peculiarità del settore, per evitare interpretazioni arbitrarie;
- la creazione di un canale diretto di dialogo e confronto tra ANBBA, Comune e Forze dell’Ordine;
- incentivi e misure di sostegno per chi investe nella legalità e nell’adeguamento degli immobili.
Conclusioni
Roma si trova a un bivio: da un lato, l’esigenza legittima di garantire sicurezza e legalità durante il Giubileo 2025; dall’altro, la necessità di non soffocare un settore fondamentale per l’accoglienza e l’economia locale con misure eccessive e non sempre giustificate.
Solo un dialogo costruttivo e un’azione amministrativa calibrata possono evitare che la Capitale si trasformi in un ambiente ostile per chi lavora rispettando le regole e vuole contribuire a mantenere viva la vocazione turistica di Roma.
ANBBA sta raccogliendo le segnalazioni degli host romani e promuove un dialogo istituzionale con il Comune di Roma per ristabilire chiarezza e proporzionalità nei controlli.
La priorità dev’essere la lotta all’abusivismo vero, non la persecuzione di chi opera regolarmente e rispetta ogni norma.
Fonti normative di riferimento
- Legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo)
- D.L. 24 aprile 2017, n. 50, art. 4 (locazioni brevi)
- D.L. 18 ottobre 2023, n. 145 (“Decreto Anticipi”) – art. 13-ter (CIN – Codice Identificativo Nazionale)
- D.M. 29 aprile 2024 (attuazione del CIN)
- R.D. 18 giugno 1931, n. 773 – art. 109 (obbligo comunicazione ospiti)
- Circolare Ministero del Turismo n. 1789/2022 (chiarimenti su locazioni turistiche)





