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Affitti brevi e Olimpiadi 2026: una patrimoniale mascherata sul turismo extra-alberghiero?

La nuova cedolare secca proposta nella legge di bilancio al 26% sugli affitti brevi rischia di penalizzare il turismo diffuso verso Milano-Cortina 2026. ANBBA lancia l’allarme.

A cura dei Servizi Tecnici ANBBA

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 rappresentano una straordinaria opportunità per il turismo e per l’economia italiana. Tuttavia, mentre il Paese si prepara a ospitare il mondo, il comparto degli affitti brevi si trova di fronte a una svolta fiscale che rischia di penalizzare centinaia di migliaia di piccoli proprietari e operatori del turismo diffuso.

Cedolare secca: l’aumento che pesa sul settore

Con la manovra economica da 18,7 miliardi di euro, il governo ha confermato la cedolare secca al 21% per le locazioni dirette, ma ha previsto un aumento al 26% per gli affitti brevi gestiti tramite portali online come Airbnb e Booking — che oggi rappresentano oltre il 90% del mercato.
Una misura che, se da un lato mira a incrementare il gettito fiscale e a contenere la scarsità di alloggi nelle grandi città, dall’altro rischia di diventare, come sottolineano gli esperti, una “patrimoniale mascherata” per oltre mezzo milione di italiani che affittano un immobile in modo trasparente per integrare il reddito familiare.

Un comparto che sostiene il turismo italiano

Secondo le stime di una delle Associazione più rappresentative, in campo nazionale, di Gestori di Affitti Brevi, il mercato di questo settore in Italia vale circa 66 miliardi di euro tra prenotazioni e indotto.
Un comparto che genera occupazione, valorizza il patrimonio immobiliare esistente e contribuisce in modo significativo alla vitalità turistica di città e borghi.

L’aumento della tassazione, previsto dal 2026, rischia di rallentare questo processo virtuoso proprio mentre l’Italia si prepara a un evento di portata mondiale come le Olimpiadi Invernali, che richiederanno capacità ricettiva diffusa in tutto il Nord Italia. Da notizie degli ultimi giorni sembra che questa aliquota venga ridotta e questo anche a seguito alle prese proteste di tante associazioni fra le quali la nostra.

ANBBA: “Non si penalizzino i piccoli operatori”

ANBBA – Associazione Nazionale Bed & Breakfast, Affittacamere e Case Vacanze – esprime forte preoccupazione per l’impatto che l’aumento della cedolare secca può avere sui piccoli proprietari e sugli operatori dell’ospitalità extralberghiera, che rappresentano la spina dorsale del turismo esperienziale italiano.

«Le locazioni turistiche e i B&B regolari non sono evasori né concorrenti sleali», sottolinea Johnny Malerba, presidente ANBBA. «Sono una parte essenziale del sistema turistico nazionale, che integra l’offerta alberghiera e permette a migliaia di famiglie di “vivere di turismo” in modo onesto e sostenibile».

Per ANBBA, la vera sfida non è aumentare la pressione fiscale, ma favorire la regolarizzazione, migliorare i controlli e contrastare con efficacia le situazioni abusive, senza colpire chi opera nel rispetto delle regole.

Verso Milano-Cortina 2026: un banco di prova per il turismo diffuso

L’appuntamento olimpico sarà un test fondamentale per misurare la capacità dell’Italia di coniugare grandi eventi e ospitalità diffusa.
Mentre alcune associazioni spingono per misure restrittive e limitazioni, ANBBA ribadisce la necessità di politiche equilibrate, che riconoscano il valore economico, sociale e territoriale del settore extralberghiero.

Un comparto che, se sostenuto, può contribuire in modo decisivo al successo delle Olimpiadi e all’immagine di un Paese accogliente, moderno e inclusivo.

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