
Flat tax sotto esame: cosa sta cambiando (e cosa no) per chi è a regime forfettario
A cura del Rag. Paolo Sardi, responsabile Sportello INFO-FISCO ANBBA
Il regime forfettario è tornato al centro del dibattito politico ed economico. Per i gestori di B&B, affittacamere e locazioni turistiche — che in larga misura si affidano a questo strumento — vale la pena fare il punto su cosa si muove, cosa (per ora) non cambia e cosa potrebbe cambiare nei prossimi mesi.
Un regime nato per semplificare
Il successo del forfettario si basa su un principio chiaro: il contribuente non paga IRPEF ordinaria, addizionali regionali e comunali né IRAP, ma versa un’unica imposta sostitutiva del 15% — ridotta al 5% per le nuove attività nei primi cinque anni.
Il reddito imponibile non si calcola sottraendo le spese effettive, ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività stabilito per legge in base all’attività svolta. Per molte categorie questo meccanismo produce un imponibile sensibilmente inferiore agli incassi reali, con un’incidenza fiscale complessivamente più contenuta rispetto al regime ordinario.
Le critiche dall’Europa e dalla Corte dei Conti
Negli ultimi mesi due voci autorevoli hanno alzato il tono della discussione.
La Commissione Europea, nel Country Report 2026 sull’Italia, ha segnalato che l’ampia soglia di accesso e la marcata differenza di tassazione rispetto al regime ordinario possono creare squilibri e disincentivare la crescita dimensionale delle imprese.
Anche la Corte dei Conti, in diverse analisi sui conti pubblici, ha richiamato l’attenzione sugli effetti dei regimi agevolati sul gettito erariale, evidenziando come le proroghe delle agevolazioni fiscali abbiano contribuito a una compressione delle entrate tributarie.
Cosa cambia nel 2026? Per ora nulla
È importante dirlo con chiarezza: al momento non esistono provvedimenti che abbiano modificato il regime forfettario nel 2026. Restano confermati:
- limite di ricavi: 85.000 euro
- aliquota ordinaria: 15%
- aliquota start-up (primi cinque anni): 5%
- tutte le altre condizioni di accesso previste dalla normativa vigente
Le ipotesi che circolano nel dibattito — riduzione della soglia, introduzione di aliquote progressive, revisione dei coefficienti di redditività, maggiore armonizzazione con l’IRPEF ordinaria — rimangono tali: ipotesi, non provvedimenti.
La posizione di ANBBA
Per ANBBA il regime forfettario è oggi uno strumento fondamentale per migliaia di piccoli operatori dell’extra-alberghiero. In un settore già gravato da adempimenti amministrativi crescenti — CIN, comunicazioni statistiche, procedure SUAP, obblighi di pubblica sicurezza — il forfettario rappresenta spesso l’unica vera semplificazione fiscale rimasta.
Qualsiasi revisione del sistema dovrà tenere conto non solo delle esigenze di gettito, ma anche della necessità di garantire sostenibilità economica alle microimprese turistiche che costituiscono una parte significativa dell’offerta ricettiva italiana.
ANBBA seguirà con attenzione l’evoluzione del dibattito e informerà tempestivamente gli associati su ogni proposta concreta di modifica.





