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Nuovo APE 2026: cosa cambia per i gestori di B&B e affittacamere

Dal 29 maggio 2026 cambia la classificazione energetica degli edifici. Ecco gli impatti del nuovo APE europeo per i gestori di B&B e affittacamere.

Dal 29 maggio 2026 entra in vigore il nuovo sistema europeo di classificazione energetica degli edifici, introdotto dalla Direttiva UE 2024/1275 (cosiddetta “Case Green”). Una riforma che non riguarda solo il settore immobiliare tradizionale, ma tocca direttamente anche i gestori di B&B, affittacamere e case vacanze, per i quali l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è già oggi un documento obbligatorio in molti contesti di locazione.

Ecco cosa cambia e cosa è utile sapere.

Dalla scala A4-G alla nuova scala A-G

Il sistema attuale prevede dieci livelli di classificazione, dalla A4 (massima efficienza) alla G (minima). Con il nuovo modello europeo si passerà a una scala semplificata dalla A alla G, già in uso in altri Paesi UE.

La novità sostanziale non è solo grafica. La classe A sarà riservata agli edifici a emissioni zero (Zero Emission Buildings), mentre la classe G identificherà gli immobili con le prestazioni peggiori dell’intero patrimonio edilizio nazionale. Le classi intermedie saranno determinate sulla base della distribuzione reale degli edifici esistenti nel Paese.

Questo significa che la nuova classificazione dipenderà non soltanto dai consumi del singolo immobile, ma dal suo posizionamento relativo rispetto all’intero patrimonio edilizio italiano. È quindi possibile che un immobile venga riclassificato in una classe diversa, verso l’alto o verso il basso, senza che siano stati eseguiti lavori o modifiche agli impianti.

Gli APE già rilasciati restano validi

I gestori che dispongono già di un APE non sono tenuti a rinnovarlo automaticamente. Gli attestati già rilasciati mantengono la loro validità di dieci anni, a condizione che siano rispettati gli obblighi di manutenzione degli impianti termici previsti dalla normativa vigente.

Il nuovo sistema si applicherà agli APE emessi dopo l’entrata in vigore del sistema europeo e a quelli aggiornati a seguito di interventi edilizi o impiantistici che richiedano una nuova certificazione.

Cosa cambia nel metodo di calcolo

Il nuovo APE europeo introduce criteri di valutazione più articolati. Oltre ai consumi energetici tradizionali, assumeranno maggiore peso elementi come la qualità dell’involucro edilizio, la presenza di ponti termici, l’integrazione di fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo e la predisposizione alla gestione intelligente dei consumi.

L’APE si avvicinerà sempre più a una carta d’identità energetica completa dell’immobile.

Sul fronte normativo italiano, il D.M. 28 ottobre 2025 “Decreto Requisiti Minimi”, in vigore dal 3 giugno 2026, aggiorna già le metodologie di calcolo della prestazione energetica, anticipando parte dell’impostazione europea pur senza introdurre ancora formalmente il nuovo modello APE. [NOTA: verificare il testo del D.M. 28 ottobre 2025 e lo stato aggiornato del recepimento nazionale della Direttiva UE 2024/1275 prima della pubblicazione.]

Impatti sulle locazioni turistiche e affitti brevi

Attualmente l’APE è obbligatorio per le locazioni ordinarie a uso abitativo; per gli affitti brevi e le locazioni turistiche il quadro è più articolato e varia a seconda della normativa regionale. La Direttiva europea prevede però una progressiva estensione degli obblighi di trasparenza energetica anche agli immobili destinati alla locazione breve.

Questo scenario suggerisce ai gestori di strutture ricettive non alberghiere di verificare fin d’ora la classe energetica del proprio immobile e valutare l’opportunità di aggiornare l’attestato in vista dei cambiamenti normativi attesi.

La posizione di ANBBA

ANBBA segue con attenzione l’evoluzione normativa in materia di prestazione energetica degli edifici e il suo impatto sulla categoria dei gestori di B&B e affittacamere. La riforma del sistema APE si inserisce in un quadro europeo che punta a trasparenza e progressivo miglioramento dell’efficienza del patrimonio edilizio.

ANBBA ritiene che i gestori debbano essere adeguatamente informati e supportati in questa fase di transizione, affinché possano affrontare i futuri adempimenti senza oneri imprevisti. Seguiremo l’iter di recepimento della direttiva a livello nazionale e forniremo aggiornamenti puntuali ai soci non appena le disposizioni attuative saranno disponibili.

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