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Corte Costituzionale – Pubblicata la sentenza ammazza turismo in Toscana

Ecco il regalo di Natale!

La sentenza che ammazza il turismo in Toscana.

ROMA – Palazzo della Consulta

Regione Toscana: La sentenza che ammazza la ricettività extra-alberghiera. Il futuro è in pericolo!

Il 16 dicembre 2025 la Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 186, respingendo senza appello tutti i ricorsi contro la legge regionale Toscana n. 61/2024, il cosiddetto “Testo unico del turismo”. Con questa decisione, il futuro della ricettività extra-alberghiera in Toscana è a serio rischio di tracollo.

Cosa significa davvero questa sentenza?

Dietro la facciata di un apparente rispetto delle competenze regionali e delle pianificazioni urbanistiche, la Corte ha di fatto concesso un via libera pesantemente sbilanciato a favore delle strutture alberghiere. La legge e i piani regolatori generali (PRG) saranno ora strumenti nelle mani della Regione e dei comuni – con Firenze in testa – per reprimere e soffocare le attività turistico-ricettive extra-alberghiere.

La norma impone che gli immobili utilizzati per affittacamere, B&B, case vacanza e altre strutture extra-alberghiere debbano avere una destinazione d’uso turistico-ricettiva, escludendo in modo netto quelli con destinazione residenziale. I comuni potranno così modificare le norme tecniche di attuazione (NTA) dei PRG, creando veri e propri articoli “ad hoc” per bloccare, ostacolare o rendere impossibile lo svolgimento delle attività extra-alberghiere, negando cambi di destinazione d’uso o imponendo limiti insostenibili.

In altre parole:

  • Le strutture extra-alberghiere rischiano di essere soffocate e limitate drasticamente, mentre le grandi strutture alberghiere sono favorite da norme che ne ampliano capacità e gestione.
  • I piccoli e medi gestori extra-alberghieri, cuore pulsante e identità autentica del turismo toscano, saranno messi ai margini, con molte realtà destinate alla chiusura.
  • La norma transitoria, che concede un adeguamento fino al 1° luglio 2026, è ormai un conto alla rovescia verso una crisi senza precedenti.

Questa sentenza non mette a rischio solo migliaia di imprese e posti di lavoro, ma mina alle radici la varietà, la qualità e l’autenticità dell’offerta turistica toscana, già duramente colpita dall’overtourism e da politiche che premiano quasi esclusivamente i grandi operatori.

Questo non può e non deve essere il destino della ricettività extra-alberghiera!

L’ANBBA lancia un appello urgente a tutti i gestori: è il momento di svegliarsi, unirsi e mobilitarsi in una protesta collettiva forte e determinata. Solo una risposta compatta e decisa potrà fermare questa deriva normativa e difendere un settore che è una risorsa insostituibile per la Toscana.

Il turismo toscano non può essere sacrificato sull’altare di regolamenti rigidi e interessi che vogliono ridurre la ricettività extra-alberghiera a un ruolo marginale e residuale.

Il tempo delle parole è finito. Ora serve una mobilitazione concreta, organizzata e coraggiosa, per far sentire la voce di chi ogni giorno, con passione e dedizione, tiene viva l’ospitalità toscana.

ANBBA è al fianco di tutti voi. Non lasciamo che la Toscana perda la sua anima turistica!

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