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Toscana, il Consiglio Regionale modifica la legge sul turismo extra-alberghiero: proroga al 2027, ma i nodi restano

Toscana: proroga al 2027, ma i nodi del cambio d’uso restano aperti

Di Cesare Gherardi – Direttore ANBBA

Dopo mesi di polemiche, proteste degli operatori, richieste di chiarimento da parte dei Comuni e prese di posizione delle associazioni di categoria, il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato una serie di modifiche al Testo Unico del Turismo (L.R. 61/2024), intervenendo su alcune delle disposizioni che avevano generato le maggiori criticità applicative.

La novità principale: proroga al 30 dicembre 2027

Tra le modifiche più attese figura la proroga del termine previsto per il cambio di destinazione d’uso degli immobili utilizzati per attività ricettive extra-alberghiere. Bed and breakfast, affittacamere, case e appartamenti per vacanze e residenze d’epoca avranno ora tempo fino al 30 dicembre 2027 per adeguarsi alle disposizioni regionali.

Una decisione che rappresenta, di fatto, il riconoscimento delle enormi difficoltà create dalla norma originaria, che aveva imposto l’obbligo di destinazione urbanistica turistico-ricettiva anche a strutture che da decenni operano legittimamente all’interno di immobili a destinazione residenziale.

ANBBA aveva fin dall’inizio evidenziato come tale previsione rischiasse di generare un contenzioso diffuso, interpretazioni differenti da Comune a Comune e gravi conseguenze per migliaia di piccoli operatori del settore dell’ospitalità familiare.

La Regione corregge se stessa

L’intervento legislativo approvato dal Consiglio Regionale appare come un tentativo di correggere alcune delle criticità emerse dopo l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico del Turismo.

Non si tratta però soltanto della proroga dei termini.

Le modifiche introducono anche una semplificazione delle procedure amministrative relative alle locazioni turistiche non imprenditoriali, prevedendo il passaggio delle comunicazioni di avvio, variazione e cessazione direttamente attraverso gli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP).

Viene inoltre ampliata la platea dei Comuni che potranno applicare gli strumenti previsti dall’articolo 59 del Testo Unico per il governo delle aree interessate da elevata pressione turistica, consentendo una maggiore possibilità di intervento nei territori maggiormente esposti ai fenomeni di concentrazione turistica.

Il provvedimento contiene infine disposizioni riguardanti le professioni turistiche e alcuni servizi collegati alle attività ricettive. La Regione ha adeguato la disciplina relativa alle guide ambientali, agli accompagnatori turistici e alla somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere, recependo le osservazioni formulate dalla Corte Costituzionale e armonizzando la normativa regionale con quella nazionale. [NOTA: verificare che le modifiche sui servizi di ristorazione e sulle professioni turistiche siano effettivamente contenute nel testo approvato — al momento non disponibile nella versione definitiva]

Una proroga che non risolve tutti i problemi

La proroga al 30 dicembre 2027 rappresenta certamente una boccata d’ossigeno per gli operatori, ma non risolve il nodo principale della questione.

Il vero problema non è tanto lo spostamento della scadenza, quanto capire come dovrà avvenire concretamente il cambio di destinazione d’uso richiesto dalla normativa regionale.

Dalle dichiarazioni rilasciate dagli esponenti della Giunta Toscana emerge la volontà di consentire il passaggio alla destinazione turistico-ricettiva senza necessità di varianti urbanistiche comunali e senza il pagamento di oneri di urbanizzazione, con la possibilità di tornare successivamente alla destinazione residenziale in caso di cessazione dell’attività.

Si tratta di indicazioni positive, ma che dovranno trovare una precisa conferma all’interno del testo normativo definitivo.

Le domande che restano aperte

Restano numerosi interrogativi che interessano migliaia di operatori.

La procedura sarà realmente automatica oppure richiederà la presentazione di pratiche urbanistiche e l’intervento di tecnici abilitati?

Il cambio di destinazione d’uso sarà effettivamente gratuito oppure comporterà costi professionali e amministrativi a carico dei gestori?

I Comuni saranno obbligati ad accogliere le richieste oppure conserveranno un margine di discrezionalità?

E soprattutto: cosa accadrà qualora il gestore presenti regolarmente la domanda e il Comune non si pronunci, o ritenga di non poter autorizzare il cambio richiesto?

Un altro aspetto fondamentale riguarda le strutture già esistenti e regolarmente autorizzate prima dell’entrata in vigore della L.R. 61/2024. Molti operatori si chiedono se la loro situazione consolidata nel tempo possa costituire un elemento di tutela o se saranno comunque costretti ad affrontare procedure urbanistiche che, almeno sulla carta, sembrano essere state concepite per realtà completamente diverse.

Sono questioni che non possono essere considerate marginali, poiché riguardano il futuro di migliaia di bed and breakfast, affittacamere, case vacanze e altre strutture extra-alberghiere che da anni contribuiscono in modo determinante all’offerta turistica della Toscana.

Il dibattito resta aperto

La sensazione è che la Regione Toscana abbia preso atto delle difficoltà generate da una norma che, fin dalla sua approvazione, aveva suscitato forti perplessità tra operatori, tecnici, amministratori locali e associazioni di categoria.

La proroga al 2027 evita una situazione di emergenza che avrebbe potuto produrre effetti pesanti sul tessuto dell’ospitalità extra-alberghiera regionale, ma non sembra ancora rappresentare la soluzione definitiva al problema.

La questione del cambio di destinazione d’uso continua a richiedere risposte chiare, uniformi e giuridicamente solide, affinché gli operatori possano programmare il proprio futuro con la necessaria certezza del diritto.

Conclusioni

ANBBA pubblica questa notizia sulla base delle informazioni attualmente disponibili, delle dichiarazioni rese dagli esponenti della Giunta Regionale, dei comunicati istituzionali e dei resoconti diffusi in merito alle modifiche approvate dal Consiglio Regionale della Toscana.

Al momento della stesura, l’Associazione è ancora impegnata nell’acquisizione e nell’analisi approfondita dei testi normativi ufficiali definitivamente approvati.

Non appena sarà possibile esaminare il contenuto integrale delle disposizioni, ANBBA tornerà su questo argomento con uno studio tecnico e giuridico dettagliato, finalizzato a chiarire gli effetti concreti delle modifiche introdotte e le conseguenze operative per gli operatori del settore.

Parliamo di una materia che interessa migliaia di imprenditori e gestori dell’ospitalità familiare in una delle regioni più turistiche d’Italia, dove il comparto extra-alberghiero rappresenta da anni una componente essenziale dell’accoglienza, dell’economia locale e della valorizzazione del territorio.

Continueremo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della normativa, con l’obiettivo di fornire ai soci ANBBA e a tutti gli operatori informazioni chiare, affidabili, tempestive e basate sui testi ufficiali delle disposizioni approvate.

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