
Alberghi eliminano la porta del bagno: trend di design e risparmio, con reazioni negative di viaggiatori e implicazioni per chi opera nell’ospitalità.
Negli ultimi mesi una nuova tendenza di design alberghiero ha catturato l’attenzione dei viaggiatori e degli operatori dell’ospitalità: la progressiva eliminazione della porta tradizionale del bagno nelle camere d’hotel. Secondo un servizio del Wall Street Journal, segnalato anche da Sky TG24 nel suo segmento di lifestyle, molti hotel di catene internazionali stanno sostituendo o addirittura rimuovendo completamente questa componente architettonica, ricorrendo a soluzioni alternative come pareti parziali, vetri satinati, pannelli scorrevoli o tendine.
La scelta di eliminare la porta del bagno nasce da motivazioni principalmente economiche e di design: per alcune strutture, specie di fascia media, la porta tradizionale rappresenta un costo significativo in termini di materiali, manutenzione e gestione operativa. Le porte richiedono ricambi (maniglie, cerniere), manutenzione periodica e spazi che possono influenzare i costi di illuminazione e pulizia.
Questa trasformazione architettonica, tuttavia, ha suscitato forti reazioni da parte dei clienti, che lamentano un compromesso troppo significativo sulla privacy personale e sul comfort dell’esperienza di soggiorno.
Il fenomeno – tra costi, estetica e funzionalità
Il trend si manifesta in varie forme:
- Pareti parziali o pannelli in vetro satinato che non isolano acusticamente né visivamente il vano bagno;
- Pannelli scorrevoli o tendine che sostituiscono la porta;
- Ambienti open-plan in cui il bagno si integra nello spazio notte senza alcuna separazione fisica.
Alcuni alberghi, soprattutto boutique hotel o strutture “moderne”, affermano che queste soluzioni aumentano la sensazione di spazio, ariosità e luce naturale, e possono ridurre i costi di costruzione e gestione.
La reazione dei viaggiatori e la richiesta di privacy
La risposta dei clienti è stata immediata e, in molti casi, negativa. La campagna social “BringBackDoors” (letteralmente Riportate le porte dei bagni negli hotel) è nata proprio come reazione a questa tendenza. La digital influencer Sadie Lowell ha creato un sito dedicato dove vengono catalogati hotel che non hanno porte nei bagni e classificati per livello di privacy offerto, con l’invito ai viaggiatori di informarsi prima di prenotare.
Secondo chi si è trovato in queste camere, la mancanza di una barriera fisica completa può generare situazioni imbarazzanti o scomode, soprattutto quando si viaggia con altre persone con cui non si ha confidenza totale. Le critiche più frequenti riguardano:
- mancanza di isolamento acustico;
- esposizione visiva delle aree igieniche;
- odori non contenuti;
- percezione di perdita di privacy fondamentale per il soggiorno.
Alcuni ospiti riferiscono di verificare la presenza di porte tradizionali prima di prenotare, chiedendo esplicitamente conferme alle strutture alberghiere per assicurarsi una soluzione più riservata.
Implicazioni per l’ospitalità extra-alberghiera
Per chi opera nel settore extra-alberghiero – B&B, affittacamere, case vacanza e locazioni turistiche – questa tendenza offre uno spunto di riflessione importante:
- Privacy e comfort restano elementi centrali dell’esperienza ricettiva: la percezione di riservatezza è un valore che può influenzare le scelte di prenotazione, soprattutto per famiglie o gruppi non conviventi.
- Le strutture ricettive di piccole dimensioni possono trarre vantaggio da layout tradizionali e funzionali come elemento competitivo rispetto ad alcune soluzioni di hotel più grandi.
- Una progettazione attenta degli spazi – compresi i bagni – può diventare un elemento di storytelling e valore aggiunto nell’offerta ricettiva.
ANBBA invita tutti i soci e gli operatori a considerare il tema della privacy e della funzionalità degli spazi nei propri immobili, ponendo sempre al centro l’esperienza positiva dell’ospite.





