Home / Locazioni Brevi / Venezia, tassa di soggiorno e ticket d’accesso: ANBBA chiede una svolta

Venezia, tassa di soggiorno e ticket d’accesso: ANBBA chiede una svolta

Prima semplificare, poi discutere gli aumenti.

Basta con il labirinto delle tariffe: servono semplificazione, equità e regole chiare. Tra aumenti annunciati, nuove ipotesi di tassazione e un contributo d’accesso che potrebbe arrivare a 30 euro, ANBBA propone una riforma dell’imposta di soggiorno fondata su due soli ambiti territoriali.

Verso il tavolo di confronto del 3 novembre: la posizione di ANBBA

Alla vigilia del tavolo di confronto convocato per il 3 novembre 2026, al quale ANBBA è invitata a partecipare insieme alle altre associazioni di categoria, questo articolo anticipa le riflessioni e le proposte che l’associazione intende portare alla discussione. Non si tratta di conclusioni già condivise dal tavolo, ma di un contributo costruttivo per aprire un dialogo concreto con il Comune di Venezia.

La partecipazione di ANBBA assume anche un particolare valore storico: l’associazione, fondata proprio a Venezia nel 1999, è stata la prima realtà associativa italiana nata per promuovere, informare e formare gli operatori del settore B&B e dell’ospitalità extra-alberghiera. Questa esperienza, maturata nel confronto con i piccoli operatori e successivamente estesa alle diverse forme di ricettività, è alla base della proposta di semplificazione.

Venezia, un caso unico che richiede soluzioni nuove

Venezia è una città unica al mondo. Un patrimonio storico, artistico e culturale straordinario, che ogni anno richiama milioni di visitatori e che deve confrontarsi con le conseguenze di un turismo complesso da governare.

Ma se Venezia è unica per bellezza e conformazione, non è detto che debba esserlo anche per la complessità delle regole fiscali applicate a chi vi soggiorna. È da qui che parte la riflessione di ANBBA, di fronte alle ipotesi di aumento dell’imposta di soggiorno e alle discussioni sul contributo d’accesso per i visitatori giornalieri.

Sono strumenti differenti, che rispondono a finalità diverse. Prima di discutere nuovi aumenti occorre affrontare l’eccessiva frammentazione del sistema tariffario, particolarmente onerosa per le piccole strutture.

L’imposta di soggiorno: un sistema diventato un labirinto

L’imposta di soggiorno veneziana è applicata per persona e per notte, fino a un massimo di cinque pernottamenti consecutivi. Il suo importo dipende però dalla tipologia ricettiva, dalla classificazione della struttura, dall’ubicazione e dalla stagionalità. Per le locazioni turistiche valgono criteri specifici, anche con riferimento alle categorie catastali.

Il sistema distingue il centro storico e determinate isole, altre isole lagunari e la terraferma; per le locazioni turistiche è prevista una zona tariffaria unica. Ne risulta un quadro difficile da comprendere per gli ospiti e da gestire per gli operatori.

B&B, affittacamere, case vacanza e proprietari di locazioni turistiche, spesso senza uffici amministrativi, sono tenuti a riscuotere e riversare l’imposta, sostenendo oneri e responsabilità. La semplificazione è quindi anche una questione di interesse pubblico.

Nuovi aumenti in vista: l’obiettivo è arrivare a 50 milioni di euro

Secondo le anticipazioni pubblicate nel settembre 2026, il Comune valuta una revisione dell’imposta per portare il gettito annuo dagli attuali 36–38 milioni a circa 50 milioni di euro. Le ipotesi riportate dalla stampa indicano tariffe alberghiere fino a 9 euro e importi per gli alloggi turistici fino a 7 euro, in funzione dei criteri adottati.

Si discute anche di nuove zone territoriali e di una diversa applicazione delle riduzioni stagionali. Si tratta di ipotesi e non di tariffe definitivamente approvate.

ANBBA ritiene che un intervento simile non possa essere giudicato soltanto dalle maggiori entrate: occorre valutarne gli effetti sulla competitività, sulle famiglie, sulla permanenza media e sulle diverse forme di ospitalità. Aumentare senza semplificare rischia di aggravare un sistema già complesso.

Il turismo giornaliero e il contributo d’accesso

Venezia riceve numerosi visitatori che arrivano al mattino e ripartono senza pernottare. La loro presenza incide sulla mobilità, sulla pulizia, sui rifiuti e sulla vivibilità del centro storico.

Nel 2026 il contributo d’accesso è stato applicato per 60 giornate, con tariffe di 5 euro per chi prenotava in anticipo e 10 euro per le prenotazioni più ravvicinate. Secondo i dati provvisori del Comune sono stati registrati 679.553 voucher a pagamento e circa 5,22 milioni di euro di incassi lordi.

Il Comune ha comunicato di aver destinato circa 1,77 milioni di euro, dopo le spese di gestione considerate, alla riduzione della TARI. Non sarebbe dunque corretto affermare senza un rendiconto analitico che tutti gli introiti siano stati assorbiti dai controlli.

La questione decisiva è un’altra: quanto costa gestire il contributo e quanto riesce davvero a contenere i flussi? Occorre misurarne gli effetti sui comportamenti dei visitatori e sulla città, non soltanto contarne i biglietti.

Ticket fino a 30 euro: servirebbe una modifica della legge

Nel settembre 2026 è emersa l’ipotesi di portare il contributo fino a 30 euro nelle giornate di massimo affollamento. L’attuale quadro normativo non consente però al Comune di fissare autonomamente una tariffa ordinaria di tale importo: sarebbe necessario un intervento legislativo nazionale.

ANBBA chiede che l’efficacia di un simile aumento sia valutata con dati verificabili. Soprattutto, il problema del turismo giornaliero non può essere affrontato caricando indiscriminatamente nuovi costi anche su chi sceglie di pernottare in città.

Il visitatore che soggiorna contribuisce all’economia locale attraverso alloggio, ristorazione, commercio e servizi. Le politiche per governare gli accessi giornalieri devono essere distinte da quelle rivolte al turismo con pernottamento.

La proposta ANBBA: due soli ambiti territoriali

ANBBA propone di aprire un confronto con il Comune per superare l’attuale frammentazione e ricondurre la disciplina a due soli ambiti territoriali:

  1. Venezia insulare: centro storico, sei sestieri, Giudecca e isole della laguna, senza ulteriori sottodivisioni territoriali.
  2. Venezia terraferma: Mestre, Marghera e le altre località della terraferma comunale, con una tariffazione distinta e più contenuta.

La proposta più incisiva è valutare due sole tariffe territoriali di riferimento, applicabili in modo uniforme alle diverse forme di ospitalità, superando per quanto possibile distinzioni fondate su stelle, categorie e classificazioni catastali. La fattibilità richiede una verifica normativa ed economica.

Il principio è semplice: chi soggiorna nello stesso ambito dovrebbe incontrare criteri chiari, omogenei e facilmente verificabili. Meno combinazioni tariffarie significano meno errori e meno burocrazia.

Extra-alberghiero e locazioni turistiche: superare le disparità

Per ANBBA occorre riconsiderare criteri non sempre direttamente legati all’impatto del soggiorno sulla città. Tra questi, la categoria catastale impiegata per determinare la tariffa delle locazioni turistiche: la classificazione catastale nasce per finalità diverse dalla gestione dei flussi turistici.

La semplificazione deve riguardare anche gli adempimenti: procedure digitali uniformi, comunicazioni comprensibili, pagamenti agevoli e riduzione delle attività ripetitive. Gli operatori sono una parte essenziale del sistema di riscossione e meritano regole sostenibili.

Trasparenza sugli incassi e sull’uso delle risorse

Se si chiedono ulteriori sacrifici ai visitatori e agli operatori, è necessario rendere comprensibile la destinazione del gettito. ANBBA propone rendicontazioni accessibili sugli interventi finanziati per manutenzione, decoro, pulizia, mobilità e tutela del patrimonio.

Per il contributo d’accesso, è opportuno distinguere chiaramente costi tecnologici, amministrativi e spese specifiche per i controlli. Soltanto dati analitici permettono di stabilire se il sistema funzioni e come migliorarlo.

Non solo tasse: serve una strategia per il turismo

Imposta di soggiorno e contributo d’accesso possono concorrere alla gestione del turismo, ma non sostituiscono una strategia complessiva. Servono politiche per la mobilità, la distribuzione dei flussi, la qualità dei servizi, la tutela della residenzialità e la valorizzazione del turismo attento al territorio.

Le piccole strutture extra-alberghiere e le locazioni turistiche regolarmente esercitate devono essere considerate interlocutori del confronto, non soltanto destinatarie di nuovi obblighi.

Il 3 novembre ANBBA porterà queste proposte al confronto

Nel tavolo del 3 novembre ANBBA intende sostenere una posizione chiara: la specificità di Venezia merita attenzione, ma non deve tradursi in un sistema di calcolo sempre più difficile da applicare. Due ambiti territoriali, criteri più uniformi, procedure semplici e trasparenza sui costi e sugli incassi rappresentano le priorità da discutere con il Comune e con le altre associazioni.

L’obiettivo è contribuire a una soluzione condivisa, senza contrapporre la tutela della città alle esigenze di chi offre ospitalità regolare. Rendere pubbliche queste riflessioni alla vigilia dell’incontro significa presentare in modo trasparente la posizione con cui ANBBA arriva al confronto.

L’appello di ANBBA: prima semplificare, poi discutere gli aumenti

La revisione dell’imposta di soggiorno è un’occasione da non sprecare. Limitarsi ad aumentare gli importi mantenendo un sistema articolato significherebbe rinunciare a una vera riforma.

ANBBA chiede un confronto tecnico con il Comune e con le rappresentanze del settore, fondato su due ambiti territoriali, criteri uniformi, riduzione della burocrazia e valutazioni trasparenti degli impatti.

Venezia è unica al mondo, ma questa unicità non deve diventare il pretesto per mantenere un sistema fiscale unico per complessità. La salvaguardia della città richiede risorse, responsabilità e collaborazione: non necessariamente decine di combinazioni tariffarie.

Due ambiti territoriali, regole chiare, meno burocrazia e maggiore trasparenza: questa è la direzione indicata da ANBBA.

ANBBA – Associazione Nazionale Bed & Breakfast, Affittacamere, Case Vacanza e Locazioni Turistiche

2 novembre 2026. Le ipotesi di aumento non devono essere confuse con tariffe definitivamente approvate; le proposte ANBBA sono indirizzi di confronto da verificare sul piano normativo.

Fonti

Tag:

Comunicati recenti

Categorie