
Adattando un celebre verso che il Sommo Poeta dedicò a Pisa, una riflessione sulle contraddizioni della città e sulle politiche che riguardano il turismo.
«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.»
Dante Alighieri – Inferno, Canto XXVI
Quello che segue non è un atto d’accusa. È una riflessione giornalistica che prende spunto da temi presenti nel dibattito pubblico e pone alcune domande sulla coerenza delle politiche che interessano il turismo, la gestione del territorio e il patrimonio pubblico. Qualcuno si domanderà perché ANBBA continui a dedicare così tanta attenzione alla Toscana e, in particolare, a Firenze.
La risposta è semplice.
È proprio dalla Toscana che ha preso avvio una delle più incisive campagne politiche e normative nei confronti del settore extra-alberghiero e delle locazioni turistiche. Una linea che, negli anni, ha finito per influenzare anche altre importanti città d’arte italiane. Per questo motivo ANBBA continua a osservare con particolare attenzione ciò che accade nella regione che, più di ogni altra, ha dato origine a un modello di regolamentazione destinato a fare scuola, nel bene e nel male. Passeggiando per Firenze è quasi inevitabile fermarsi in piazza Santa Croce. Lì, alla sinistra della splendida facciata della Basilica, lo sguardo severo della statua di Dante Alighieri sembra ancora vegliare sulla sua città. Ed è proprio osservando quel volto di marmo che nasce spontanea una domanda.
Che cosa direbbe oggi Dante della Firenze del XXI secolo?
Probabilmente farebbe ciò che ha sempre fatto: osservare, ascoltare e poi giudicare.Noi, molto più modestamente, ci limitiamo a porre alcune domande.
Le regole devono essere uguali per tutti
Da anni Regione Toscana e Comune di Firenze sostengono una politica molto rigorosa nei confronti delle locazioni turistiche e delle attività extra-alberghiere. L’obiettivo dichiarato è contrastare l’overtourism, tutelare la residenza e restituire immobili ai cittadini. Sono finalità certamente rispettabili. Ma proprio perché queste politiche impongono limitazioni a migliaia di piccoli proprietari e operatori turistici, diventa inevitabile chiedersi se gli stessi criteri vengano applicati indistintamente a tutti. È questa la domanda che ANBBA pone da tempo.
Gli studentati
Uno dei temi che negli ultimi anni è entrato con forza nel dibattito cittadino riguarda gli studentati. Diversi organi di informazione hanno riportato notizie secondo cui alcune strutture nate per ospitare studenti verrebbero utilizzate, in determinati periodi dell’anno e secondo le modalità consentite dalla normativa applicabile, anche per forme di ospitalità rivolte ai turisti. Naturalmente ogni struttura opera sulla base delle autorizzazioni previste dalla legge e spetta esclusivamente agli organi competenti verificarne il corretto utilizzo. Resta però una riflessione politica. Se l’obiettivo dichiarato è limitare la pressione della ricettività turistica nei centri storici, perché su queste realtà il dibattito appare spesso molto più silenzioso? Forse esistono spiegazioni tecniche che non conosciamo. Oppure, come qualcuno sostiene con toni polemici, su determinate situazioni si preferisce fare “orecchie da mercante”. Noi non lo sappiamo. Ed è proprio per questo che chiediamo chiarezza.
Il patrimonio pubblico e il caso Montedomini
Tra gli argomenti più delicati compare anche Montedomini. È opportuno ricordare che si tratta di una delle più antiche istituzioni assistenziali di Firenze, una realtà storica che da secoli rappresenta un patrimonio della città e che ha svolto un ruolo fondamentale nell’assistenza agli anziani e alle persone più fragili.Nel dibattito pubblico e su alcuni organi di informazione sono state riportate ricostruzioni e interrogativi riguardanti la gestione di alcuni immobili riconducibili al patrimonio dell’ente. ANBBA non dispone di elementi autonomi per verificarne la fondatezza e richiama integralmente il principio della presunzione di correttezza dell’operato amministrativo fino all’eventuale accertamento di fatti diversi da parte delle autorità competenti. Qualora, all’esito di eventuali verifiche o chiarimenti istituzionali, alcune delle questioni emerse nel dibattito pubblico trovassero riscontro in atti ufficiali, si aprirebbe una riflessione sulla coerenza delle politiche pubbliche. Perché diventerebbe difficile spiegare ai piccoli proprietari le ragioni di limitazioni sempre più severe se, contemporaneamente, altri soggetti potessero beneficiare di percorsi differenti.
Il patrimonio abitativo pubblico e il centro storico
Un’altra riflessione riguarda il patrimonio abitativo pubblico. Da tempo, anche nel dibattito cittadino e sui mezzi di informazione, si parla dell’esistenza di un numero significativo di alloggi di proprietà comunale che risulterebbero non assegnati perché bisognosi di interventi di manutenzione o di recupero. ANBBA non dispone di dati ufficiali aggiornati e, proprio per questo, ritiene opportuno che l’Amministrazione renda pienamente trasparente la consistenza di questo patrimonio, lo stato degli immobili e gli eventuali programmi di recupero e assegnazione. Se anche solo una parte di questi alloggi potesse essere restituita rapidamente alla disponibilità abitativa, rappresenterebbe certamente un contributo importante alle politiche per la casa. Resta però un’altra domanda. Da anni si sostiene che sia necessario riportare residenti nel centro storico UNESCO di Firenze. È un obiettivo certamente condivisibile. Occorre tuttavia domandarsi se esista oggi una reale e diffusa domanda di residenza stabile proprio nel cuore del centro storico oppure se molte famiglie preferiscano quartieri più moderni e funzionali. Negli ultimi decenni, infatti, numerose funzioni pubbliche e amministrative sono state progressivamente trasferite all’esterno del centro cittadino. Basti pensare al decentramento di importanti uffici pubblici, come il Tribunale e altri servizi, una scelta che ha inevitabilmente modificato gli equilibri urbani e il modo di vivere Firenze. Il risultato è che il centro storico, pur rimanendo uno dei luoghi più belli e prestigiosi del mondo, presenta caratteristiche molto diverse rispetto a quelle di un moderno quartiere residenziale: accessibilità limitata, scarsità di parcheggi, costi elevati e una presenza sempre più marcata di attività legate al turismo. Passeggiando per le vie di Santa Croce, di San Frediano e di altri quartieri storici si coglie chiaramente come Firenze sia diventata una città profondamente internazionale. Nei palazzi convivono residenti provenienti da molte parti del mondo, testimonianza di una trasformazione demografica che interessa ormai tutte le principali città europee. Questa evoluzione non costituisce di per sé un problema; rappresenta piuttosto un cambiamento sociale che merita di essere compreso. La vera questione è un’altra. Quali politiche possono davvero favorire una residenza stabile e duratura nel centro storico e quali, invece, rischiano semplicemente di sostituire una categoria di residenti con un’altra senza risolvere le criticità che da anni caratterizzano il cuore della città? È su questo terreno che sarebbe utile aprire un confronto pubblico fondato su dati, programmazione e trasparenza, piuttosto che su slogan e contrapposizioni ideologiche.
Il “Cubo Nero”
Da anni molti fiorentini discutono di quello che ormai è entrato nel linguaggio comune come il “Cubo Nero”.Chi raggiunge Piazzale Michelangelo per ammirare uno dei panorami più belli del mondo difficilmente può evitare di notarlo. Per alcuni rappresenta un esempio di architettura contemporanea. Per altri costituisce un autentico pugno nell’occhio che interrompe l’armonia dei tetti della città. ANBBA non intende esprimere giudizi estetici. Ma una domanda crediamo sia legittima. In una città dove perfino installare una semplice targa, modificare una finestra o intervenire su una facciata richiede autorizzazioni, pareri, vincoli e un rigoroso percorso amministrativo, quale sia stato l’iter autorizzativo che ne ha consentito la realizzazione? Siamo certi che esistano spiegazioni urbanistiche e autorizzazioni perfettamente legittime. Sarebbe però interessante conoscerle. Anche perché Firenze non è una città qualunque. È uno dei patrimoni culturali più importanti del mondo e ogni intervento sul suo skyline inevitabilmente suscita attenzione.
Una questione di credibilità
Il tema, in fondo, non riguarda questa o quella persona. Non riguarda il sindaco di oggi o quello di ieri. Riguarda la credibilità delle istituzioni. Ogni amministrazione ha il diritto di scegliere il proprio indirizzo politico. Ma ha anche il dovere di apparire coerente. Se le notizie che alimentano il dibattito pubblico dovessero rivelarsi infondate, sarebbe un bene per Firenze che fossero definitivamente chiarite. Qualora, all’esito di eventuali verifiche o chiarimenti istituzionali, alcune delle questioni emerse nel dibattito pubblico trovassero riscontro in atti ufficiali, si aprirebbe inevitabilmente una riflessione sulla coerenza delle politiche pubbliche. Perché sarebbe legittimo domandarsi se le regole siano davvero uguali per tutti. E questo non rappresenterebbe un buon esempio di amministrazione della cosa pubblica.
Dante aspetta ancora una risposta
Dante non scrisse mai «Ahi … Firenze, vituperio delle genti». Quel celebre verso era rivolto a Pisa. Noi ci siamo concessi la libertà di adattarlo, con il massimo rispetto per il Sommo Poeta, come semplice figura letteraria. Forse Dante, tornando oggi nella sua Firenze, non pronuncerebbe quelle parole. Oppure ne troverebbe di ancora più severe. Noi non possiamo saperlo. Possiamo però continuare a fare ciò che una libera associazione ha il dovere di fare: osservare, porre domande e chiedere trasparenza. Perché il buon governo non si misura soltanto dalle leggi che approva. Si misura soprattutto dall’esempio che riesce a dare. Ed è proprio questo esempio che cittadini, imprese e operatori del turismo hanno il diritto di pretendere. Firenze è troppo importante per essere divisa tra slogan e contrapposizioni ideologiche. Merita trasparenza. Merita coerenza. Merita una politica capace di ascoltare, di spiegare e, quando necessario, anche di chiarire i dubbi che inevitabilmente sorgono nel dibattito pubblico.
È questo, in fondo, il vero insegnamento che Dante continua ancora oggi a lasciare alla sua città.
Nota della Redazione
L’articolo che precede propone una riflessione giornalistica prendendo spunto da fatti, notizie, commenti e opinioni che fanno parte del dibattito pubblico e che, in molti casi, sono stati oggetto di articoli di stampa, interventi pubblici e discussioni sui media. Ogni riferimento a vicende amministrative, urbanistiche o patrimoniali è riportato con il massimo beneficio d’inventario e deve essere inteso come spunto di riflessione e di approfondimento, non come accertamento definitivo dei fatti. ANBBA non intende formulare accuse né sostituirsi agli organi competenti nell’eventuale verifica delle circostanze richiamate. Qualora alcuni degli elementi richiamati dovessero risultare inesatti o incompleti, l’Associazione è naturalmente disponibile a pubblicare precisazioni, chiarimenti o documentazione provenienti dai soggetti interessati, nel rispetto del principio del contraddittorio e del diritto a una corretta informazione. L’Associazione ribadisce il pieno rispetto dell’operato delle istituzioni e delle autorità competenti, alle quali soltanto compete l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità. L’intento dell’articolo è esclusivamente quello di contribuire al dibattito pubblico su temi di interesse generale, nel rispetto del diritto di cronaca, di critica e della libera manifestazione del pensiero.





