
Il vino toscano perde uno dei suoi grandi visionari
Si è spento a Firenze, nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2026, Vittorio Frescobaldi. Aveva 97 anni ed era l’esponente più anziano della trentunesima generazione di una famiglia che da oltre sette secoli lega il proprio nome alla viticoltura toscana. Lascia la moglie Bona e i quattro figli Fiammetta, Angelica, Lamberto e Diana.
Per chi lavora ogni giorno nell’ospitalità extra-alberghiera, in particolare nelle zone vitivinicole, la sua scomparsa non è solo una notizia di cronaca: Frescobaldi è stato uno degli artefici silenziosi di quella trasformazione che ha reso il vino toscano — e con esso i territori che lo producono — una destinazione turistica ambita in tutto il mondo.
Da erede a stratega: la svolta internazionale
Nato a Firenze il 30 novembre 1928, si era laureato in Agraria nel 1953 e aveva iniziato presto ad affiancare il padre Lamberto nella gestione delle tenute di famiglia. Alla morte di quest’ultimo, nel 1959, ne aveva ereditato la responsabilità insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo.
Fu con loro che l’azienda cambiò passo: da realtà legata al mercato locale a gruppo capace di guardare oltre i confini nazionali. Un passaggio chiave arrivò nel 1989, con l’acquisizione di CastelGiocondo a Montalcino, che pochi anni dopo sarebbe diventato il terreno di un’operazione destinata a cambiare la percezione internazionale del vino italiano.
L’incontro con Mondavi e la nascita di Tenuta Luce
Nel 1995 Vittorio Frescobaldi strinse un accordo con l’imprenditore statunitense Robert Mondavi, tra i nomi che avevano rivoluzionato la viticoltura californiana. Da quella collaborazione nacque Tenuta Luce a Montalcino, e più avanti il gruppo arrivò a controllare anche Ornellaia a Bolgheri.
Fu un’operazione fuori dagli schemi per l’epoca: unire il prestigio di una casata toscana con la capacità distributiva e la visione di mercato americana aprì ai vini della regione le porte di aste internazionali e collezionisti di tutto il mondo, contribuendo a costruire la reputazione che oggi attira migliaia di visitatori nelle cantine e nei borghi del Chianti, di Montalcino e di Bolgheri.
Un legame speciale con l’Inghilterra
Insieme alla moglie Bona, Frescobaldi mantenne vivo per decenni un rapporto con la casa reale britannica che affonda le radici nei secoli, quando la famiglia riforniva di vino la corte d’Inghilterra. I coniugi ospitarono più volte l’allora principe Carlo nelle tenute di campagna, con uno stile riservato ed elegante che li rese un punto di riferimento della diplomazia informale toscana.
Perché la sua eredità riguarda anche l’enoturismo extra-alberghiero
La storia di Frescobaldi interessa da vicino chi gestisce un B&B, un affittacamere o una locazione turistica in territorio vinicolo. È anche grazie a operazioni come le sue che il vino toscano è diventato un prodotto di richiamo internazionale, e con esso un motore di turismo che oggi si traduce in pernottamenti, degustazioni ed esperienze diffuse su tutto il territorio. ANBBA racconta questa relazione tra vino e accoglienza anche nel progetto Visita l’Italia con ANBBA, con gli itinerari enoturistici dedicati alla Toscana.
Un ricordo personale di Cesare Gherardi
“Ho avuto modo, in passato, di avere contatti con sua moglie, in occasione delle trattative per l’acquisto di un complesso ex rurale situato in località Poggiobellino, nel Comune di Scandicci, a pochissima distanza da Villa I Collazzi.
Quella stessa villa che, nell’aprile del 1986, ospitò il principe Carlo, oggi Re Carlo III d’Inghilterra, a testimonianza dell’antico legame tra la famiglia Frescobaldi e la Corona britannica.
Il complesso era di loro proprietà e, insieme ad altri soci, costituimmo una cooperativa con l’obiettivo di recuperarlo e realizzarvi dieci appartamenti, successivamente assegnati ad altrettanti soci della cooperativa.. Ne conservo, tuttavia, un ricordo particolarmente caro e di cui vado fiero: aver avuto l’opportunità di lavorare, anche solo per un tratto di strada, a contatto con una delle famiglie che hanno contribuito a fare la storia del vino italiano.“
Vittorio Frescobaldi lascia un patrimonio che va oltre le tenute e le etichette: un modello di apertura e visione che ha reso la Toscana del vino, e con essa l’accoglienza che la circonda, un riferimento nel mondo.





