
I Cammini d’Italia – La Via degli Dei: un viaggio lento tra Bologna e Firenze – Dove il passo diventa storia, e la natura scandisce il ritmo dell’anima.
Così inizia un viaggio che non è soltanto una camminata, ma un incontro con la memoria, con i paesaggi più ancestrali dell’Italia, dove terra, mito e tempo si intrecciano. È il racconto di un’esperienza che chi ama il turismo lento — quello autentico, responsabile e profondamente umano — riconosce come un dono: un percorso che unisce Bologna a Firenze lungo l’Appennino tosco‑emiliano, con il passo deciso di chi vuole ritrovare se stesso.
Benvenuti alla Via degli Dei, uno dei cammini più affascinanti d’Italia: circa 130 chilometri di storia, natura e cultura che raccontano l’essenza più profonda del viaggiare lento.
Perché si chiama “Via degli Dei”
l nome del percorso deriva dalle montagne che si incontrano lungo il cammino, molte delle quali portano nomi legati alle divinità della mitologia romana, come Monte Venere, Monte Adone, Monte Luario – il cui nome sembra richiamare antiche divinità di origine etrusco-romana – e Monte Giove. Proprio questa singolare concentrazione di riferimenti mitologici lungo il tracciato ha portato gli escursionisti moderni a ribattezzare l’itinerario Via degli Dei.

un nome suggestivo che richiama l’immaginario del mondo antico e restituisce al cammino una dimensione simbolica e quasi sacra, come se i viandanti percorressero ancora oggi un sentiero custodito dalle divinità che un tempo popolavano l’Appennino.Il nome del percorso deriva dalle montagne che si incontrano lungo il cammino, molte delle quali portano nomi legati alle divinità della mitologia romana, come Monte Venere, Monte Adone, Monte Luario – il cui nome sembra richiamare antiche divinità di origine etrusco-romana – e Monte Giove. Proprio questa singolare concentrazione di riferimenti mitologici lungo il tracciato ha portato gli escursionisti moderni a ribattezzare l’itinerario Via degli Dei: un nome suggestivo che richiama l’immaginario del mondo antico e restituisce al cammino una dimensione simbolica e quasi sacra, come se i viandanti percorressero ancora oggi un sentiero custodito dalle divinità che un tempo popolavano l’Appennino. Per accompagnare questo significato più profondo del cammino abbiamo scelto come immagine simbolica Venere, dea dell’amore e della bellezza. La sua figura richiama infatti non solo la dimensione mitologica del percorso, ma anche l’idea di armonia con la natura, di contemplazione del paesaggio e di bellezza che il viaggiatore scopre passo dopo passo lungo questo antico itinerario appenninico.Questa concentrazione di nomi mitologici ha portato gli escursionisti moderni a ribattezzare l’itinerario “Via degli Dei”, un nome evocativo che richiama la dimensione antica e quasi sacra di questi paesaggi.
Le origini antiche: la strada romana

In realtà il percorso segue in gran parte il tracciato di un’antichissima strada romana: la Flaminia Militare. Questa via fu costruita nel 187 a.C. dal console romano Gaio Flaminio per collegare le colonie di Bologna e Arezzo, attraversando i crinali dell’Appennino e creando un collegamento diretto tra la pianura padana e l’Italia centrale. Per secoli questa strada rappresentò una vera e propria arteria strategica dell’Impero romano: lungo di essa si muovevano le legioni, transitavano funzionari e messaggeri, ma anche mercanti, pellegrini e viaggiatori diretti verso le grandi città della penisola
La Flaminia Militare era infatti parte di una rete viaria straordinariamente avanzata per l’epoca, progettata con grande abilità ingegneristica per superare i difficili rilievi appenninici attraverso passi, crinali e tratti lastricati ancora oggi visibili in alcuni punti del percorso. Con il declino dell’Impero romano e il progressivo spostamento delle principali vie di comunicazione verso itinerari più agevoli, la strada perse gradualmente la sua importanza. Nel corso dei secoli molti tratti vennero abbandonati, ricoperti dalla vegetazione o inglobati nei sentieri di montagna, fino a scomparire quasi completamente dalla memoria storica. Solo in tempi relativamente recenti, grazie a studi archeologici e alla passione di escursionisti e ricercatori locali, parti dell’antico tracciato sono state riscoperte e valorizzate, permettendo di restituire alla storia questo straordinario corridoio di collegamento tra l’Emilia e la Toscana. Oggi proprio su queste tracce millenarie si sviluppa il cammino della Via degli Dei, che consente ai viaggiatori moderni di percorrere, passo dopo passo, una strada attraversata da uomini e storie da oltre duemila anni.
La riscoperta moderna del cammino
La riscoperta dell’antico tracciato avvenne soltanto nel XX secolo, grazie alle ricerche e alla passione di studiosi di storia locale, archeologi e camminatori che iniziarono a esplorare sistematicamente i crinali dell’Appennino. Durante queste ricognizioni vennero individuati importanti tratti di basolato romano ancora sorprendentemente ben conservati, soprattutto nell’area di Monte Bastione e lungo diversi punti del crinale appenninico, confermando la presenza dell’antica Flaminia Militare. A partire dagli anni ’90 e nei primi anni 2000, grazie all’impegno del Club Alpino Italiano e di numerose associazioni escursionistiche locali, il percorso venne progressivamente recuperato, studiato e segnalato, rendendolo nuovamente percorribile a piedi. Da quel momento il cammino ha conosciuto una crescita costante di interesse fino a diventare oggi la celebre Via degli Dei, uno dei cammini più frequentati e apprezzati d’Italia.
Un percorso tra mito, natura e storia
La Via degli Dei non è una strada qualunque. I suoi sentieri si snodano tra boschi di faggio secolari, crinali panoramici che offrono vedute mozzafiato e borghi antichi intrisi di storia, percorrendo territori che per secoli sono stati attraversati da guerrieri, mercanti, pellegrini e contadini. Ogni passo lungo il cammino racconta storie di epoche diverse, mescolando natura, cultura e memoria storica in un’esperienza unica.

Il percorso parte da Bologna e si dirige verso Casalecchio di Reno, per poi salire a Sasso Marconi e attraversare Monzuno e San Benedetto Val di Sambro. Proseguendo verso la Toscana, il cammino raggiunge Firenzuola, Barberino di Mugello, Scarperia, San Piero a Sieve, Vaglia e Fiesole, prima di scendere infine verso Firenze. Questo susseguirsi di tappe permette di immergersi completamente nei diversi paesaggi e borghi che caratterizzano l’Appennino tosco-emiliano. Il suo nome evoca un mondo antico e mitico: lungo il percorso si incontrano montagne come Monte Adone, Monte Venere, Monte Giove e Monte Luario, rilievi che portano nomi legati alla mitologia antica e simboli di un paesaggio che invita il camminatore a cercare non solo la via fisica, ma anche un percorso interiore, fatto di contemplazione e armonia con la natura.
Il cammino: natura, paesaggi e ritmi lenti
Percorrere la Via degli Dei significa immergersi in paesaggi che cambiano con ogni tappa: boschi fitti, vallate silenziose, crinali affacciati sul Mugello e scorci inattesi di colline e borghi. Il percorso si snoda per circa 130 km tra Emilia e Toscana e può essere affrontato a piedi in 5–7 giorni, distribuendo il cammino in tappe di lunghezza variabile e calibrata sull’esperienza di ciascun viaggiatore.Una camminata che è prima di tutto un’esperienza di ritmo, di contatto profondo con la natura e con il proprio passo, dove il silenzio dei boschi e il canto del vento si fondono in una colonna sonora unica.
La Flora lungo la Via degli Dei

La Via degli Dei è un percorso che non solo attraversa paesaggi storici e panorami mozzafiato, ma offre anche un’immersione completa nella biodiversità dell’Appennino tosco-emiliano. Lungo i sentieri si incontrano boschi di faggi secolari, querce robuste, castagni maestosi e aceri, che creano scenari cangianti e ombrosi, ideali per passeggiate in ogni stagione. Nei pressi dei crinali e delle radure, arbusti come biancospino, viburno e rovi selvatici aggiungono profumi e colori.
Nelle zone più umide si possono osservare felci e muschi che rendono il terreno soffice e ricco di vitaTra i fiori spontanei, piccoli tesori della natura punteggiano i margini dei sentieri: orchidee selvatiche, genziane, gigli dei boschi, cardi e anemoni offrono una tavolozza di colori che varia con le stagioni, trasformando ogni tappa in un’esperienza visiva e olfattiva unica.
La Fauna lungo la Via degli Dei
La fauna dell’itinerario è altrettanto affascinante. Tra gli alberi si possono avvistare picchi, upupe, gufi e poiane, mentre nei prati e nei boschi più nascosti vivono caprioli, volpi, tassi e scoiattoli. Non mancano piccoli mammiferi come ricci, faine e ghiri, che completano un ecosistema ricco e variegato. Le giornate più tranquille permettono di ascoltare i canti degli uccelli e il fruscio delle foglie, rendendo il cammino un’esperienza di completa immersione nella natura.

Questo capitolo naturale della Via degli Dei rende ogni passo un incontro diretto con la biodiversità: un vero e proprio viaggio sensoriale che combina colori, profumi e suoni, pronto per essere valorizzato con fotografie di alberi imponenti, fiori selvatici e animali nel loro habitat, rendendo il cammino non solo un’esperienza escursionistica, ma anche un’occasione di contatto autentico con la natura.
La tappa simbolo: Passo della Futa e la Linea Gotica

Lungo il tracciato della Via degli Dei si attraversano anche territori segnati da pagine drammatiche della storia recente. In particolare, l’itinerario passa vicino ad aree che, durante l’ultima guerra mondiale, furono attraversate dalla Linea Gotica, la principale linea difensiva tedesca sull’Appennino tosco-emiliano, realizzata nel 1944 per rallentare l’avanzata degli Alleati provenienti dal sud. Questa linea, che si estendeva dal Cimone fino alla Futa e oltre, fu teatro di aspre battaglie, con alture e crinali trasformati in punti strategici di resistenza.
La Linea Gotica, pur essendo difesa da truppe in ritirata, caratterizzò il territorio con postazioni fortificate, trincee e residui di campi minati, lasciando un’impronta storica visibile ancora oggi in alcune località. Attraversando questa zona, i viandanti possono percepire non solo la bellezza naturale dell’Appennino, ma anche la memoria di un passato segnato dalla guerra e dalla resistenza, che aggiunge un ulteriore livello di profondità e riflessione al cammino.
Cucina e Tradizioni Locali lungo la Via degli Dei
Come ogni grande viaggio italiano, anche la Via degli Dei è un’occasione per scoprire la cucina e le tradizioni locali, immergendosi nei sapori che raccontano la storia dei luoghi.
In Emilia-Romagna, le colline bolognesi offrono piatti iconici come le tagliatelle al ragù, i tortellini e le lasagne, preparati secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Non mancano salumi e formaggi d’eccellenza, come il prosciutto di Parma, il mortadella e il parmigiano reggiano, che rappresentano non solo la qualità della cucina locale, ma anche la tradizione agricola e artigianale di queste terre. Ogni piatto racconta la cura e la convivialità tipica della tavola emiliana, trasformando ogni sosta in un’esperienza sensoriale e culturale.
Avanzando verso la Toscana, e in particolare nel Mugello, i sapori cambiano con le altitudini e i boschi dell’Appennino. Qui dominano carni succulente, formaggi stagionati, funghi e castagne, simboli di una cucina contadina che si è sviluppata in equilibrio con la natura e le stagioni. Nei borghi di Firenzuola, Scarperia o San Piero a Sieve, il camminatore può assaporare prodotti locali come il pecorino, il lardo, miele e confetture fatte in casa, accompagnati da vini di piccole aziende familiari che valorizzano il territorio.
Ogni sosta lungo il cammino diventa quindi un invito non solo a riposare, ma a conoscere l’identità dei luoghi attraverso i suoi sapori, a percepire la cultura gastronomica e il legame delle comunità con il territorio. In questo modo, la Via degli Dei diventa anche un percorso dei sensi: non solo panorami e storia, ma profumi, gusti e tradizioni che rendono il viaggio completo e indimenticabile.
Curiosità poco conosciute sulla Via degli Dei
Cammino già medievale – Prima della riscoperta moderna, queste vie erano percorse da pellegrini e mercanti. Ogni passo lungo i crinali e tra i borghi raccontava storie di viaggiatori in cerca di fede, fortuna o semplicemente di un passaggio sicuro attraverso l’Appennino.
Leggende dei monti – I rilievi come Monte Adone e Monte Giove non erano soltanto punti panoramici: nella tradizione popolare erano considerati luoghi protettivi, dove spiriti benevoli vegliavano sui viandanti e guidavano chi affrontava i sentieri più impervi.
Segni romani – Lungo alcuni tratti sopravvivono incisioni e marchi sul basolato, antichi indicatori di distanze e punti di ristoro pensati per le legioni romane. Questi segni raccontano ancora oggi la straordinaria ingegneria e organizzazione della viabilità dell’epoca.
Biodiversità e arte – Non solo natura: tra boschi di faggio, querce e castagni, e radure punteggiate di fiori selvatici, si incontrano chiese medievali, cappelle e eremi, così come installazioni artistiche contemporanee, che dialogano con il paesaggio e trasformano il cammino in un museo all’aperto.
Esperienza multisensoriale – Profumi dei fiori spontanei, silenzi dei boschi, il canto degli uccelli, panorami mozzafiato e i sapori della cucina locale rendono il percorso un’esperienza totale per i sensi: camminare lungo la Via degli Dei significa immergersi in un viaggio dove storia, natura e cultura si fondono armoniosamente, passo dopo passo.
Il boom dei cammini in Italia
Negli ultimi anni, il turismo dei cammini ha registrato una crescita impressionante:
- Oltre il 60% di aumento di escursionisti sulla Via degli Dei tra il 2015 e il 2025.
- Sempre più italiani e stranieri scelgono percorsi lenti e immersi nella natura.
- Le strutture ricettive lungo il percorso hanno registrato un incremento di presenze, favorendo lo sviluppo del turismo sostenibile e dell’ospitalità familiare.
- I cammini diventano una risorsa strategica per la valorizzazione dei territori e dei borghi, coerente con i valori di ANBBA.
Ospitalità diffusa e turismo sostenibile
Il successo del percorso ha favorito la crescita di una rete di ospitalità diffusa lungo l’itinerario: B&B familiari, agriturismi, ostelli e rifugi escursionistici accolgono i camminatori, offrendo soste confortevoli dopo le tappe di cammino. Queste strutture sono fondamentali per valorizzare il territorio e sostenere un modello di turismo che rispetta la natura, promuove la cultura locale e sostiene le comunità.
Le tappe principali del cammino
- Bologna – Sasso Marconi
- Sasso Marconi – Monzuno
- Monzuno – Madonna dei Fornelli
- Madonna dei Fornelli – Passo della Futa
- Passo della Futa – San Piero a Sieve
- San Piero a Sieve – Firenze
Ogni tappa è un’occasione per scoprire borghi, panorami e tradizioni enogastronomiche. L’arrivo a Firenze rappresenta per molti camminatori il momento più emozionante del viaggio: dopo giorni di boschi e montagne, la città rinascimentale appare all’orizzonte con la cupola del Duomo.
La Via degli Dei secondo ANBBA
Camminare la Via degli Dei significa molto più che percorrere un itinerario escursionistico: è un’esperienza di conoscenza culturale, armonia con la natura e condivisione umana. Qui la lentezza diventa valore, il paesaggio si trasforma in storia e ogni passo racconta un frammento dell’Italia più autentica.
Guida alle tappe della Via degli Dei – Bologna → Firenze
Tappa 1: Bologna – Sasso Marconi (circa 24 km)
Paesaggi:
Si parte da Bologna, città di torri, portici e sapori antichi, attraversando colline di vigneti, campi e boschi di querce. L’orizzonte si apre sulle prime alture dell’Appennino.
Borghi e soste:
- San Lazzaro di Savena: piccolo borgo reso celebre dal verde circostante.
- Sasso Marconi: il punto di arrivo della tappa, con panorami sul fiume Reno.
Esperienze e sapori:
- Fermarsi in agriturismi locali per assaggiare formaggi freschi e salumi tipici bolognesi.
- In primavera, le colline offrono una fioritura spettacolare, ideale per foto naturalistiche.
Ospitalità consigliata:
- Agriturismo La Collina Verde (B&B, camere familiari)
- Rifugio escursionistico Monte Adone
Tappa 2: Sasso Marconi – Monzuno (circa 22 km)
Paesaggi:
Il cammino si addentra nel cuore dei boschi appenninici, tra sentieri immersi nel verde e crinali panoramici sulle valli sottostanti.
Borghi e soste:
- Borgo di Badolo: sosta per visitare piccole chiese e fontane storiche.
- Monzuno: borgo storico appenninico, ricco di tradizione gastronomica.
Esperienze e sapori:
- Provare i cappelletti o le lasagne al forno, preparati secondo ricette locali.
- Piccole botteghe artigiane offrono prodotti tipici: miele, marmellate e oggetti in legno.
Ospitalità consigliata:
- B&B La Vecchia Quercia
- Rifugio dei Camminatori
Tappa 3: Monzuno – Madonna dei Fornelli (circa 21 km)
Paesaggi:
Boschi di faggi e castagni accompagnano il cammino, con scorci su vallate e crinali dell’Appennino. Questo tratto è particolarmente suggestivo in autunno, quando le foglie tingono il paesaggio di rosso e oro.
Borghi e soste:
- Monzuno Alto: borgo medievale con antiche mura e panorami mozzafiato.
- Madonna dei Fornelli: piccolo centro con alberghi storici e ristoranti tipici.
Esperienze e sapori:
- Degustazione di castagne e funghi porcini, tipici del territorio.
- Sosta in osteria locale per piatti di stagione accompagnati da vini locali.
Ospitalità consigliata:
- Hotel Ristorante La Vecchia Osteria
- Rifugio Madonna dei Fornelli
Tappa 4: Madonna dei Fornelli – Passo della Futa (circa 23 km)
Paesaggi:
Il cammino raggiunge il crinale appenninico: faggete secolari, praterie montane e panorami sull’intera valle del Mugello.
Borghi e soste:
- San Benedetto Val di Sambro: borgo ricco di storia e memoria, con fontane storiche e piccole botteghe artigiane.
- Passo della Futa: tappa simbolo, dove storia e natura si intrecciano.
Esperienze e sapori:
- Passeggiata tra i resti della Linea Gotica, con possibilità di visitare cippi commemorativi e bunker storici.
- Degustazione di piatti tipici toscani come pappa al pomodoro o ribollita, nei rifugi locali.
Ospitalità consigliata:
- Rifugio Passo della Futa (accoglienza escursionisti)
- Agriturismo La Futa
Tappa 5: Passo della Futa – San Piero a Sieve (circa 20 km)
Paesaggi:
Dal crinale appenninico si scende verso la Toscana, con boschi, piccoli torrenti e scorci sulle colline del Mugello. La natura si apre a dolci colline e panorami pittoreschi.
Borghi e soste:
- Londa e Pontassieve: borghi caratteristici, con chiese storiche e botteghe artigiane.
- San Piero a Sieve: borgo toscano con piazze accoglienti e ristoranti tipici.
Esperienze e sapori:
- Degustazione di formaggi di capra e salumi toscani, accompagnati da vini locali.
- Passeggiate tra oliveti e vigneti, con possibilità di fotografie naturalistiche e paesaggistiche.
Ospitalità consigliata:
- B&B La Casa del Mugello
- Agriturismo Il Poggio Fiorito
Tappa 6: San Piero a Sieve – Firenze (circa 20 km)
Paesaggi:
Si attraversano le ultime colline e i boschi del Mugello prima di arrivare in pianura, con Firenze che si staglia all’orizzonte.
Borghi e soste:
- Borgo di Sieci: piccolo borgo accogliente, punto ideale per l’ultimo ristoro.
- Firenze: arrivo finale tra arte, storia e cultura rinascimentale.
Esperienze e sapori:
- Assaggiare la focaccia di Firenze o i dolci tipici nei caffè storici della città.
- Passeggiata nel centro storico per ammirare il Duomo, Ponte Vecchio e le piazze rinascimentali.
Ospitalità consigliata:
- B&B nel centro storico di Firenze (strutture ANBBA)
- Agriturismi nelle colline limitrofe
Conclusione – Il valore del cammino secondo ANBBA
La Via degli Dei è molto più di un cammino: è un’esperienza di ritmo lento, che unisce storia, natura, cultura e sapori locali. Ogni passo racconta l’Italia più autentica, valorizza i borghi e sostiene l’ospitalità familiare.
Attraverso questo itinerario ANBBA invita i viaggiatori a scoprire un turismo responsabile, capace di far crescere i territori e offrire esperienze memorabili, dove il cammino diventa un racconto vivo tra passato e presente.





