
Affitti brevi Roma: incontro in Campidoglio sul nuovo Regolamento
Si è svolto nella mattinata del 28 febbraio 2026, presso la Sala Laudato Si’ in Campidoglio, un incontro promosso dalla Rete romana del Social Forum dell’Abitare per presentare le proposte associative in vista del nuovo Regolamento capitolino sugli affitti brevi.
I presupposti dell’iniziativa non apparivano inizialmente favorevoli al comparto extra-alberghiero: gli argomenti all’ordine del giorno e la composizione dei relatori lasciavano presagire un’impostazione fortemente orientata alla restrizione del fenomeno. Tuttavia, nel corso del dibattito – coordinato dalla giornalista De Gantuz Cubbe della testata la Repubblica – sono emersi elementi di riflessione che aprono scenari meno rigidi di quanto si temesse.
Un confronto a senso unico (ma non privo di spiragli)
All’incontro hanno preso parte esponenti istituzionali, accademici, rappresentanti sindacali e associazioni civiche. È risultata invece completamente assente una rappresentanza strutturata del mondo extra-alberghiero, circostanza che ha determinato un’impostazione del dibattito sostanzialmente univoca e fortemente critica nei confronti dei piccoli proprietari immobiliari e delle locazioni turistiche.
La Rete promotrice ha illustrato otto punti molto restrittivi da inserire nel nuovo regolamento comunale, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la crescente penuria di alloggi residenziali a Roma.
Eppure, proprio nel corso del confronto, si è delineata una distinzione importante:
- il pregresso non si tocca;
- le strutture già attive, aperte e legalmente operanti non verrebbero messe in discussione;
- le eventuali misure restrittive riguarderebbero soprattutto le nuove aperture.
Un passaggio non secondario, che rappresenta un elemento di stabilità per chi opera oggi nel rispetto delle regole.
L’intervento dell’Assessore Alessandro Onorato
La vera sorpresa dell’incontro è stato l’intervento dell’Assessore al Turismo, Sport e Grandi Eventi di Roma Capitale, Alessandro Onorato.
Pur ribadendo la necessità di una riorganizzazione del fenomeno degli affitti brevi, l’Assessore ha riportato il dibattito su un piano pragmatico, ricordando come il turismo rappresenti per Roma un motore economico imprescindibile.
In particolare, ha evidenziato che il recente acquisto da parte del Comune di circa 1.000 immobili Enasarco (per un valore complessivo di 250 milioni di euro) è stato possibile unicamente grazie agli introiti derivanti dal contributo di soggiorno. Un dato che dimostra in modo concreto come il settore turistico, comprese le locazioni brevi, generi risorse fondamentali per la collettività.
Da tale presa di posizione si può ragionevolmente dedurre che l’Amministrazione capitolina non abbia intenzione di procedere con una riduzione indiscriminata delle strutture esistenti. Un segnale che lascia intravedere un possibile cambio di rotta rispetto a orientamenti che, in passato, apparivano più rigidamente restrittivi.
Il nodo delle nuove aperture e il ruolo del legislatore nazionale
È emersa con chiarezza la necessità di individuare soluzioni urgenti per le nuove strutture. Tuttavia, trattandosi in larga parte di locazioni turistiche, è stato sottolineato come la materia richieda un intervento dei Ministeri competenti, attraverso una legge quadro nazionale che stabilisca regole chiare e uniformi per la gestione di queste attività.
L’auspicio condiviso è che tali soluzioni possano concretizzarsi entro l’estate, ponendo fine a un clima di incertezza normativa che penalizza sia i proprietari sia gli stessi Comuni chiamati a regolamentare il fenomeno.
La presenza ANBBA
Le informazioni sono state raccolte dal nostro delegato di settore a Roma , Gianluigi Sinico , che ha rappresentato ANBBA all’incontro, in sostituzione del Presidente Malerba impossibilitato a partecipare per motivi familiari.
La partecipazione di ANBBA ha consentito di seguire direttamente il dibattito e di monitorare un passaggio che potrebbe incidere in modo significativo sul futuro delle locazioni turistiche nella Capitale.
In conclusione, se da un lato permane la pressione legata alla carenza di alloggi residenziali, dall’altro si registra un elemento di rassicurazione: le attività già legittimamente avviate non sembrano essere oggetto di interventi retroattivi.
La partita resta aperta, ma il confronto odierno ha mostrato che il dialogo istituzionale è possibile e che il contributo economico del turismo non può essere ignorato nelle scelte future di Roma Capitale





