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VIVERE di Turismo – Il giorno dopo: riflessioni sul futuro del settore extra-alberghiero in Italia

Vivere di Turismo – la voce dell’extra-alberghiero secondo ANBBA

Il settore dell’accoglienza privata vive un momento decisivo. Tra nuove regolamentazioni, burocrazia complessa, limiti all’ospitalità e campagne mediatiche ormai ricorrenti, chi lavora davvero nel turismo si trova ogni giorno a difendere la propria attività e il proprio ruolo nella filiera nazionale. La terza edizione di Vivere di Turismo ha confermato un dato chiave: gli host e i piccoli gestori non chiedono privilegi, ma equità, tutele e rispetto per un comparto che genera valore economico e sociale. ANBBA continua a essere in prima linea per la tutela del settore extra-alberghiero, dando voce a chi nel turismo non solo lavora, ma resiste, innova e costruisce accoglienza autentica.


Si spengono le luci, tacciono le voci…
Le parole di una vecchia canzone degli anni Sessanta fotografano perfettamente l’atmosfera che rimane, il giorno dopo, dietro le quinte della terza edizione di Vivere di Turismo.

Un’edizione partecipata, forse più affollata delle precedenti, ma che ha lasciato la sensazione di un entusiasmo attenuato. Una parte del pubblico sembrava più interessata a vivere sulle spalle di chi, realmente, nel turismo ci vive — e oggi, più che vivere, spesso sopravvive.

Perché la verità è semplice e dura:
non passa giorno senza che il comparto extra-alberghiero venga attaccato da stampa, media e istituzioni.

Roma: l’accoglienza privata in salita

Con i nuovi poteri del Sindaco di Roma Capitale, per gli host e i piccoli gestori la strada è diventata un percorso ad ostacoli, proprio come i sampietrini sconnessi della città.
La tassa di soggiorno — nata per migliorare vivibilità, decoro, mobilità — sembra perdersi nei meandri dei bilanci comunali, mentre ai privati si chiede sempre di più e si concede sempre meno.

L’overtourism è diventato il capro espiatorio universale:

  • quando i flussi calano, si grida al “crollo del turismo in Italia”;
  • quando aumentano, si invoca la chiusura di strade, piazze e perfino fontane.

A Venezia, le “milizie del Doge” sono ormai pronte a intervenire per impedire che orde di turisti mordi-e-fuggi invadano calli e campielli o assaltino vaporetti stipati all’inverosimile.
A Roma, invece, si è sfiorato il grottesco: l’amministrazione ha assoldato una task force privata per stanare presunti abusivi e — peggio ancora — per colpire chi, per un errore su un modulo, si è ritrovato coinvolto in una storia di folle burocrazia.

Firenze: il proibizionismo modello anni ’20

Sul caso Firenze potremmo scrivere un libro.
Le politiche della giunta Funaro hanno assunto tratti quasi da proibizionismo, dove un host che offre una semplice colazione “fuori legge” rischia la gogna pubblica.

E dopotutto, viene da pensare: se Firenze ebbe il coraggio di cacciare Dante Alighieri, cosa possono mai riservare a un povero gestore di B&B?

Una signora fiorentina, in fiera, ci ha mostrato la raccolta firme contro le nuove “porte telematiche”, più severe dei vecchi dazi comunali, che almeno si limitavano a chiedere un pagamento per entrare in città — non certo a controllare ogni passo del cittadino

Sicilia: tra decreti assurdi e burocrazie mute

Un signore di Siracusa ci ha raggiunti al nostro stand per denunciare l’assurdità di un decreto assessorile emanato a fine luglio.
Noi abbiamo fatto tutto: PEC su PEC, osservazioni tecniche, richieste di chiarimento.
Risposte? Nessuna.
Un silenzio che pesa quasi quanto le norme.

E allora, come si fa a vivere di turismo?

In questo scenario surreale la domanda è legittima:
come si fa a continuare davvero a vivere di turismo?

Eppure una risposta c’è.
È la stessa che ci accompagna dal 1999:
la determinazione, la pazienza, il senso di giustizia e il coraggio di chi, come noi, non si arrende.

ANBBA: i bersaglieri del turismo

Mentre rivolgiamo i nostri ringraziamenti a Danilo Beltrante, che con straordinaria energia ha rimesso in piedi anche questa edizione, noi ricordiamo chi siamo:

I bersaglieri del turismo.
Dal 1999 marciamo senza cappello piumato ma con una fanfara che non si spegne mai:
la forza di difendere l’extra-alberghiero da tutto e da tutti.

Non cerchiamo trofei né record. Non cerchiamo vetrine o applausi.
Lavoriamo in sordina, da 26 anni, con perseveranza e competenza, sempre dalla parte dei piccoli gestori.

Non ci faremo sopraffare. Non ci faremo intimidire. E non permetteremo che venga “scippato” il lavoro di chi porta avanti, spesso da solo, l’accoglienza autentica, quella che ha fatto grande l’Italia.

Noi ci siamo, ieri, oggi e domani.
E continueremo a esserci.

Cesare Gherardi
Direttore ANBBA 

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