Home / Visitalia / Visita l’Italia con ANBBA: itinerari enoturistici in Abruzzo

Visita l’Italia con ANBBA: itinerari enoturistici in Abruzzo

Visita l’Italia con ANBBA: itinerari enoturistici in Abruzzo, tra vini, borghi e tradizioni

Montepulciano d’Abruzzo, Colline teramane, Terre di Chieti, Colline pescaresi

Storia e Territorio: Abruzzo, terra forte e gentile

Nel cuore dell’Appennino centrale, tra montagne maestose e un mare luminoso, l’Abruzzo custodisce un’identità antica e autentica, fatta di silenzi, lavoro, spiritualità e accoglienza. È una regione che sorprende per la varietà dei suoi paesaggi e per la forza della sua storia, dove la natura non è semplice cornice ma protagonista assoluta della vita quotidiana.

Con oltre il 65% del territorio montano e una lunga apertura sull’Adriatico, l’Abruzzo è da sempre un ponte naturale tra Nord e Sud, tra interno e costa, tra civiltà pastorali e rotte commerciali. Non a caso è conosciuto come la “regione verde d’Europa”: tre Parchi Nazionali – Gran Sasso e Monti della Laga, Majella, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – insieme a numerose riserve regionali, proteggono un patrimonio ambientale tra i più integri del continente.

Il territorio: montagne, borghi e mare

Monti e Parchi

Il profilo dell’Abruzzo è dominato dal Gran Sasso d’Italia, che con i suoi 2.912 metri rappresenta la vetta più alta dell’Appennino, e dal massiccio della Majella, la “montagna madre”, aspra e solenne. Questi territori ospitano una biodiversità straordinaria: il camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano, il lupo appenninico sono simboli di un equilibrio millenario tra uomo e natura.

Costa e clima

Scendendo verso est, il paesaggio cambia rapidamente. La costa adriatica alterna lunghe spiagge sabbiose a tratti rocciosi e promontori, con un clima mite e luminoso. L’interno, invece, presenta condizioni più rigide sui rilievi, con inverni nevosi e estati fresche, ideali per un turismo lento, escursionistico e sportivo.

Geografia umana

La popolazione si è storicamente concentrata lungo la fascia costiera, mentre l’entroterra conserva una costellazione di borghi medievali, spesso arroccati, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui resistono tradizioni artigiane, feste popolari e un forte senso di comunità.

Dalle origini italiche a Roma

L’Abruzzo fu abitato fin dall’antichità da popolazioni italiche come Marsi, Peligni, Vestini e Sanniti. Durante la Guerra Sociale (91–88 a.C.) fu protagonista della Lega Italica che si oppose a Roma per ottenere la cittadinanza: Corfinium venne designata come prima capitale simbolica di un’Italia unita, un evento di straordinaria importanza storica.

Medioevo e grandi dominazioni

Nel Medioevo il territorio entrò a far parte del Regno di Sicilia sotto i Normanni e, con Federico II di Svevia, divenne un giustizierato nel 1233 con capitale Sulmona. L’Aquila, fondata nel 1254 come città federale di castelli, divenne rapidamente un centro politico ed economico di primo piano.

Abruzzo Ulteriore e Citeriore

Per secoli la regione fu divisa amministrativamente in Abruzzo Ulteriore e Abruzzo Citeriore, separati dal fiume Pescara. Questa frammentazione non impedì però la formazione di un’identità forte e condivisa, legata al Regno del Sud e a un’economia fondata sulla pastorizia.

La civiltà della transumanza

Elemento centrale della storia abruzzese è la transumanza: un sistema economico e culturale che per secoli ha regolato la vita delle comunità montane. I grandi tratturi collegavano l’Abruzzo al Tavoliere delle Puglie, creando una vera e propria rete di scambi, saperi e relazioni umane oggi riconosciuta come patrimonio culturale immateriale.

Tra borghi, spiritualità e paesaggi

L’Abruzzo offre un turismo storico-culturale ricchissimo: castelli come Rocca Calascio, tra i più suggestivi d’Europa, abbazie e santuari incastonati nella roccia, come San Clemente a Casauria o San Bartolomeo in Legio. I borghi – da Santo Stefano di Sessanio a Scanno, da Guardiagrele a Pacentro – raccontano storie di resilienza e bellezza.

Accanto a questo, il turismo naturalistico e sportivo trova qui uno dei suoi luoghi ideali: sci d’inverno, trekking, ciclovie, cammini spirituali ed escursioni tutto l’anno, in un contesto ambientale ancora autentico e poco antropizzato.

Abruzzo, terra di vini: l’anima enoturistica

Dopo secoli di lavoro agricolo legato alla montagna e alla collina, l’Abruzzo si afferma oggi come una delle grandi terre del vino italiano. Il suo enoturismo nasce proprio dall’incontro tra paesaggio, storia e cultura contadina.

Il Montepulciano d’Abruzzo, il Trebbiano d’Abruzzo, il Cerasuolo, insieme a vitigni autoctoni minori e a una nuova generazione di produttori attenti alla sostenibilità, raccontano un territorio schietto, generoso, mai artificiale. Le vigne si arrampicano tra colline che guardano il mare e pendii interni protetti dalle montagne, creando microclimi ideali.

Le cantine abruzzesi – spesso a conduzione familiare – sono luoghi di accoglienza, dove il vino si accompagna a olio, formaggi, salumi, pane e racconti di famiglia. L’enoturismo in Abruzzo è esperienza autentica: degustazioni lente, passeggiate tra i filari, incontri con i produttori e scoperta dei borghi.

Un invito al viaggio responsabile

L’Abruzzo è una regione che non si consuma, si vive. È ideale per un turismo sostenibile, diffuso, capace di valorizzare le strutture extra-alberghiere, i B&B, le case storiche e l’ospitalità familiare.

Nel progetto Enoturismo di ANBBA, l’Abruzzo rappresenta una destinazione perfetta per chi cerca vini veri, paesaggi incontaminati e relazioni umane sincere. Un viaggio che unisce gusto, cultura e rispetto dei luoghi, nel segno di un’Italia autentica da scoprire, calice dopo calice.

Luoghi storici e borghi da visitare

Santo Stefano di Sessanio

Cenni storici – Le origini di Santo Stefano di Sessanio affondano nell’antichità. Il territorio era abitato già in epoca italica dal popolo dei Vestini, come testimoniano le necropoli rinvenute a sud-est dell’attuale borgo. In età romana l’insediamento era noto come Sextantia, dal latino sextum miliarium, a indicare la distanza di sei miglia romane dalla vicina città di Peltuinum, importante nodo commerciale lungo le direttrici tra Roma e l’Adriatico. Dopo la crisi seguita alla caduta dell’Impero romano, il territorio conobbe una nuova fase di sviluppo nell’Alto Medioevo, grazie alla ripresa delle attività pastorali e all’opera dei monaci cistercensi insediati sull’altopiano di Campo Imperatore.

La presenza della grangia di Santa Maria del Monte, legata all’abbazia di Casanova, fu determinante per l’organizzazione della transumanza, che segnò profondamente l’economia e l’identità del borgo. Dopo la crisi seguita alla caduta dell’Impero romano, il territorio conobbe una nuova fase di sviluppo nell’Alto Medioevo, grazie alla ripresa delle attività pastorali e all’opera dei monaci cistercensi insediati sull’altopiano di Campo Imperatore. La presenza della grangia di Santa Maria del Monte, legata all’abbazia di Casanova, fu determinante per l’organizzazione della transumanza, che segnò profondamente l’economia e l’identità del borgo. Nel XIII secolo Santo Stefano entrò a far parte della Baronia di Carapelle. Nel 1483 divenne feudo dei Piccolomini e, dal 1579, passò sotto il dominio dei Medici di Firenze. Proprio durante il periodo mediceo il borgo visse una fase di prosperità, con il rafforzamento del sistema difensivo e la costruzione delle case-mura e delle porte d’accesso, una delle quali conserva ancora oggi lo stemma della celebre famiglia toscana. Dopo circa due secoli, Santo Stefano entrò nel Regno delle Due Sicilie, rimanendo patrimonio della Corona fino all’Unità d’Italia.

Cosa vedere

Il cuore del borgo medievale è dominato dall’imponente torre cilindrica merlata, alta circa venti metri, simbolo del controllo sul territorio e perfettamente inserita in un sistema difensivo che comunicava visivamente con i centri vicini. Attorno alla torre si sviluppa un tessuto urbano compatto, di forma ellissoidale, con vicoli stretti, case-torri e suggestive case-mura dal profilo scarpato.

Nel centro storico si possono ammirare:

  • la Chiesa Madre di Santa Maria in Ruvo (XIII-XIV secolo),
  • la Chiesa del Suffragio sulla Piazza Medicea,
  • numerose abitazioni quattrocentesche con portali, loggiati e finestre finemente decorati da maestranze toscane.

Tra i luoghi più curiosi spicca la “Buscella”, detta anche Vico del Bacio, una stretta fenditura tra le case e la roccia, legata a suggestive leggende popolari.

Fuori dalle mura meritano una visita la Chiesa della Madonna del Lago (XVII secolo), affacciata su un piccolo specchio d’acqua naturale, e la Chiesa di Santo Stefano Protomartire, edificata tra il XIV e il XV secolo.

SCANNO

Il borgo che custodisce l’anima d’Abruzzo

Adagiato nella suggestiva Valle del Sagittario, tra la Montagna Grande e il Monte Godi, Scanno sorge all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in un contesto naturale di rara bellezza. Le origini del nome non sono certe: potrebbe derivare dal latino scamnum, per la forma del colle su cui il borgo si adagia, oppure da scannella, una varietà di orzo coltivata in passato nella zona. Abitato sin dall’epoca romana, Scanno è documentato per la prima volta nel 1067. Nei secoli passa sotto diversi feudatari, raggiungendo il suo massimo splendore tra Seicento e Settecento, periodo in cui si afferma la lavorazione della lana e della tintoria. Proprio in quegli anni nasce uno dei simboli più celebri del borgo: il costume femminile tradizionale, ancora oggi emblema di identità e orgoglio.

Abitato sin dall’epoca romana, Scanno è documentato per la prima volta nel 1067. Nei secoli passa sotto diversi feudatari, raggiungendo il suo massimo splendore tra Seicento e Settecento, periodo in cui si afferma la lavorazione della lana e della tintoria. Proprio in quegli anni nasce uno dei simboli più celebri del borgo: il costume femminile tradizionale, ancora oggi emblema di identità e orgoglio. Il centro storico, perfettamente conservato, è un intreccio di vicoli, archi, portali in pietra, fontane barocche, palazzi nobiliari e chiese, dove si sovrappongono stili medievali, rinascimentali e barocchi. Le influenze orientaleggianti, dovute ai passaggi saraceni e ottomani, si riflettono soprattutto nel folklore e nell’abbigliamento tradizionale femminile, i cui copricapi ricordano turbanti e drappeggi d’Oriente. Per la sua bellezza autentica e senza tempo, Scanno è entrato a pieno titolo tra I Borghi più belli d’Italia ed è da sempre meta prediletta dei grandi maestri della fotografia, da Henri Cartier-Bresson a Mario Giacomelli, da Ferdinando Scianna a Giovanni Bucci. Ospita inoltre il prestigioso Premio Scanno, oggi riconoscimento multidisciplinare di rilievo nazionale.

Cosa vedere e vivere a Scanno

  • Il centro storico, con Porta della Croce (unica superstite dell’antica cinta muraria), archi e palazzetti nobiliari
  • Le botteghe artigiane, famose per gioielli in filigrana d’oro e d’argento, merletti e lavorazioni al tombolo
  • Il Lago di Scanno, il più grande lago naturale d’Abruzzo, incastonato tra boschi di querce, salici e pioppi
  • Il Parco Nazionale d’Abruzzo, habitat di orsi, cervi, lupi e camosci
  • Le tradizioni popolari, come Vivi il Costume, settimana dedicata all’abito tradizionale femminile, e la suggestiva Festa delle Glorie di San Martino, con i grandi falò che illuminano la valle nelle notti di novembre

Scanno non è solo un luogo da visitare, ma un borgo da ascoltare, dove la montagna, la storia e le tradizioni continuano a dialogare con chi cerca un’Italia autentica, fatta di identità, bellezza e accoglienza.

SULMONA

Il cuore storico e culturale dell’Abruzzo

Situata al centro di una fertile conca, nel cuore della “Regione verde d’Europa” che è l’Abruzzo, Sulmona affonda le sue radici nell’antichità come insediamento peligno, divenuto poi municipium romano dopo la Guerra Sociale. La città è celebre anche per essere stata sede vescovile fin dal V secolo e per aver ispirato il grande poeta latino Ovidio, che nelle sue opere ne celebra la fertilità e la prosperità:
“terra ferax Cereris multoque feracior uvis” (Amores II, 16, 7) – terra feconda di grano e ancora più di uva.

Storia e identità

Nel Medioevo Sulmona visse alti e bassi: sotto gli Svevi fu “capitale” del Giustizierato d’Abruzzo e sede di uno Studium di diritto canonico paragonabile a quello di Napoli. Fu anche il luogo della prima delle sette fiere annuali volute da Federico II nel suo Regno. Con gli Angioini, la città perse parte del suo ruolo politico a favore dell’Aquila, ma ottenne nel 1410 da Re Ladislao d’Angiò Durazzo il titolo di città, con uno stemma che riporta l’acronimo SMPE, rimando all’emistichio ovidiano “Sulmo mihi patria est” (“Sulmona è la mia patria”). Le vicende della città si intrecciano con quelle del Regno di Napoli e successivamente del Regno d’Italia, e durante la Seconda Guerra Mondiale la sua posizione strategica sulla linea Gustav la rese teatro di eventi tragici e di eroica resistenza, che le valsero la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Eccellenze e personaggi illustri

Sulmona è famosa nel mondo per la sua secolare tradizione nella produzione di confetti, apprezzati fin dal passato, tra cui la pregiata varietà “cannellini” che ha conquistato anche Giacomo Leopardi. Un altro fiore all’occhiello è l’aglio rosso di Sulmona, riconosciuto per le sue proprietà salutari e unico nel suo genere grazie al caratteristico colore vinaccia delle tuniche esterne. Tra i personaggi legati a Sulmona spiccano il Papa Innocenzo VII, il giurista Giuseppe Capograssi e soprattutto l’eremita Pietro Angelerio, poi Papa Celestino V, che qui visse e istituì la Perdonanza Celestiniana: una sorta di Giubileo antecedente a quello ufficiale, oggi riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

Cosa vedere e vivere a Sulmona

  • Il centro storico, ricco di architetture antiche e palazzi nobiliari
  • La cattedrale di San Panfilo e le numerose chiese storiche
  • Il Complesso di San Francesco della Scarpa, sede di mostre e musei
  • Le botteghe artigiane e i negozi storici dei confetti
  • La Perdonanza Celestiniana, manifestazione religiosa e culturale unica nel suo genere

Eventi e tradizioni

Sulmona è una città viva, con un calendario culturale ricco di eventi di rilievo:

  • I riti della Settimana Santa, tra cui la suggestiva Processione del Venerdì Santo e la “Madonna che scappa in piazza”
  • Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail in primavera, che celebra la Resistenza
  • Festival estivi come Muntagninjazz e le Giostre Cavalleresche
  • Premi e rassegne d’arte contemporanea e musica come il Premio Sulmona, il Sulmona International Film Festival e il Concorso Internazionale di Canto Lirico Maria Caniglia

Gemellaggi

Sulmona è gemellata con le città romene di Costanza e Ovidiu, luoghi strettamente legati alla memoria del poeta Ovidio, esiliato e morto proprio in quella regione. Sulmona è quindi un crocevia di storia, cultura e natura, una città che custodisce radici antiche e un patrimonio culturale unico, da scoprire tra arte, sapori e tradizioni.

Costa dei trabocchi

Itinerario già pubblicato nel progetto “Visita l’Italia con ANBBA” –

Altri città e luoghi da visitare

  • L’Aquila: Con la Basilica di Santa Maria di Collemaggio e il centro storico in via di ricostruzione.
  • Sulmona: Città natale di Ovidio, con un ricco patrimonio storico.
  • Civitella del Tronto: Famosa per la sua imponente fortezza, un tempo confine tra stati.
  • Alba Fucens & Castello Piccolomini: Siti archeologici e castelli che narrano storie antiche.
  • Campo Imperatore & Gran Sasso: Un altopiano carsico spettacolare, spesso chiamato il “Piccolo Tibet d’Italia”.
  • Parco Nazionale della Maiella: Montagne, valli (come la Valle dell’Orfento) ed eremi spirituali.
  • Grotte di Stiffe: Un tesoro nascosto con percorsi suggestivi all’interno di un fiume sotterraneo.

Vitigni e vini

I vitigni dell’Abruzzo: un patrimonio di storia e qualità

L’Abruzzo è una regione dalla lunga tradizione vitivinicola, dove i terreni collinari e montuosi, un clima mite e la passione secolare per la vite si uniscono per dare vita a vini di alta qualità, riconosciuti in Italia e all’estero. La viticoltura abruzzese affonda le radici in epoche antichissime, ben prima dell’arrivo dei Romani, e ha saputo evolversi nei secoli mantenendo viva la vocazione ai vitigni autoctoni e valorizzando le proprie eccellenze.

Una storia antica e prestigiosa

I primi vigneti in Abruzzo furono probabilmente impiantati dai popoli italici pre-romani, poi la coltivazione della vite si sviluppò con l’Impero Romano, grazie anche alle infrastrutture che favorivano il commercio del vino. Nel Rinascimento, la viticoltura abruzzese visse un nuovo splendore con l’introduzione di varietà e tecniche di vinificazione più raffinate. Nel XX secolo, dopo un periodo di difficoltà dovuto a guerre e crisi economiche, la regione ha intrapreso un percorso di modernizzazione e valorizzazione della qualità, ottenendo un prestigio crescente sul mercato nazionale e internazionale.

Vitigni a bacca rossa

  • Montepulciano: il vitigno simbolo dell’Abruzzo, il più coltivato in regione, da cui nascono vini rossi corposi e armonici, con profumi di frutti rossi e spezie e tannini morbidi ma decisi. È la base del celebre Montepulciano d’Abruzzo DOC e del più pregiato Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG.
  • Sangiovese: presente soprattutto in blend con Montepulciano o altre uve autoctone, aggiunge freschezza e struttura ai vini.
  • Refosco dal Peduncolo Rosso: vitigno autoctono meno diffuso, ma tradizionale, noto per i suoi aromi intensi di frutta e spezie.

Dal Montepulciano nasce anche il Cerasuolo d’Abruzzo, vino dal colore rosa intenso, una particolare espressione della vinificazione in rosato di uve rosse, unico nel suo genere.

Vitigni a bacca bianca

  • Trebbiano d’Abruzzo: principale uva bianca della regione, caratterizzata da freschezza, equilibrio tra acidità e intensità aromatica. È alla base dei vini bianchi più diffusi in Abruzzo.
  • Pecorino: vitigno autoctono tornato in auge, molto apprezzato per vini bianchi con acidità vivace e profumi floreali e minerali.
  • Passerina: altra varietà locale, dall’aromaticità fresca e fruttata, spesso impiegata anche per vini spumanti o da bere giovani.
  • Cococciola: bianco tradizionale, coltivato soprattutto nella provincia di Chieti, con acidità decisa e profumi delicati.
  • Montonico bianco: presente soprattutto sui versanti dei Monti della Majella e del Gran Sasso, anche in versioni frizzanti.

Vitigni internazionali e altri

Oltre agli autoctoni, in Abruzzo si coltivano anche varietà internazionali, impiegate soprattutto in blend o per vini dal carattere più moderno:

  • Bianchi: Chardonnay, Pinot Bianco
  • Rossi: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon

L’Abruzzo, grazie alla sua straordinaria varietà di terreni, microclimi e tradizioni, riesce a esprimere con i suoi vitigni una ricchezza di profumi, sapori e caratteri che ne fanno un’eccellenza del panorama vitivinicolo italiano

I Vini

Vini d’Abruzzo: un viaggio tra tradizione, gusto e territori di eccellenza

L’Abruzzo è una terra di vini straordinari, capace di esprimere nel calice la ricchezza del suo territorio, la passione dei suoi produttori e la storia millenaria della sua viticoltura. Questo itinerario vi guiderà alla scoperta dei vini simbolo della regione, dai rossi intensi e corposi ai bianchi freschi e aromatici, fino ai rosati originali e apprezzati nel panorama nazionale e internazionale.

Montepulciano d’Abruzzo: il re dei rossi abruzzesi

Il Montepulciano d’Abruzzo rappresenta senza dubbio il vino rosso più celebre e iconico della regione Abruzzo, ma è anche uno dei vini rossi italiani più apprezzati e riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Questo vino è prodotto esclusivamente con uve Montepulciano, un vitigno autoctono abruzzese che si adatta perfettamente al clima e ai terreni delle colline e delle montagne della regione. Il Montepulciano è una varietà robusta, capace di esprimere una grande complessità aromatica e una struttura tannica ben definita, che conferiscono al vino equilibrio e longevità.

La coltivazione di questo vitigno risale a secoli fa e rappresenta una parte fondamentale della tradizione agricola e culturale abruzzese. Grazie a condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli – come l’altitudine, l’escursione termica tra giorno e notte e la composizione dei suoli ricchi di minerali – il Montepulciano d’Abruzzo sviluppa un carattere distintivo, con aromi intensi di frutti rossi maturi come ciliegie e prugne, arricchiti da sentori speziati, note balsamiche e leggere sfumature terrose. Al palato si presenta corposo e avvolgente, con tannini morbidi ma ben presenti, un’ottima acidità e una persistenza gustativa notevole, che lo rendono perfetto sia da bere giovane, per la sua freschezza e vivacità, sia da invecchiare, quando acquisisce complessità e profondità ulteriori. È un vino versatile, che si abbina splendidamente con la cucina tradizionale abruzzese, dai piatti di carne come l’agnello e gli arrosticini, ai formaggi stagionati e ai sughi ricchi e saporiti. La DOC Montepulciano d’Abruzzo copre un vasto territorio, ma è nelle zone collinari di Teramo, Chieti, Pescara e L’Aquila che il vitigno dà il meglio di sé, con particolari punte di eccellenza nella DOCG Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, riconosciuta per vini di altissima qualità, strutturati e longevi. Negli ultimi anni, i produttori abruzzesi hanno investito in tecniche moderne di viticoltura e cantina, mantenendo però un forte legame con la tradizione, che si riflette nella straordinaria espressione territoriale di questo grande vino.

  • Aspetto: colore rosso rubino intenso, spesso con riflessi violacei nei vini più giovani.
  • Profumi: complessi, con evidenti note di frutti rossi (ciliegia, prugna), spezie dolci, leggere sfumature terrose e sentori di erbe aromatiche.
  • Sapore: corposo e armonico, con tannini morbidi ma ben presenti e una buona acidità che garantisce freschezza e capacità di invecchiamento.
  • Abbinamenti: ideale con carni rosse, arrosti, formaggi stagionati e piatti della tradizione abruzzese come l’agnello alla brace o l’arrosticino.
  • Zone migliori: le colline di Teramo, Chieti, Pescara e L’Aquila sono le aree più vocate, con particolare rilievo per la DOCG Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, territorio d’elezione che produce vini di grande finezza e longevità.

Trebbiano d’Abruzzo: freschezza e semplicità per i bianchi

Il Trebbiano d’Abruzzo è il vino bianco più diffuso in regione, tradizionale e versatile.

  • Aspetto: giallo paglierino con riflessi verdolini.
  • Profumi: delicati e freschi, con sentori di frutta bianca (mela, pera), agrumi e fiori di campo.
  • Sapore: leggero e piacevole, con acidità equilibrata che lo rende particolarmente rinfrescante, perfetto per l’estate.
  • Abbinamenti: piatti a base di pesce, frutti di mare, antipasti leggeri, insalate e primi piatti delicati.
  • Zone migliori: coltivato soprattutto nelle province di Chieti e Pescara, dove il clima e i terreni favoriscono la produzione di vini equilibrati e gradevoli.

Pecorino: l’autoctono di tendenza

Il Pecorino d’Abruzzo è uno dei vitigni autoctoni più interessanti e apprezzati che negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rinascita e un crescente riconoscimento, sia a livello nazionale che internazionale. Originario delle regioni centrali italiane, con una forte presenza proprio in Abruzzo, il Pecorino è stato a lungo trascurato, ma oggi rappresenta una delle eccellenze enologiche più promettenti del territorio.

Questo vitigno prende il nome, secondo alcune teorie, dalla sua diffusione tradizionale nelle zone di pascolo delle pecore, ma soprattutto per la sua capacità di produrre vini caratterizzati da una straordinaria freschezza e mineralità. Coltivato principalmente su terreni collinari e di media altitudine, il Pecorino beneficia di un clima mediterraneo mitigato dall’influenza appenninica, con escursioni termiche che favoriscono lo sviluppo di aromi complessi e una buona acidità. Il vino ottenuto dal Pecorino si presenta con un colore giallo paglierino intenso, spesso con riflessi verdognoli. Al naso si distingue per profumi eleganti e complessi, che spaziano dalla frutta esotica come l’ananas e il mango, ai fiori bianchi come la camomilla e la ginestra, fino a delicate note erbacee e balsamiche. Questo bouquet aromatico rende il Pecorino un vino raffinato e molto piacevole. Al palato, il Pecorino è strutturato e sapido, con una spiccata acidità che ne garantisce grande freschezza e longevità. Questa acidità bilancia perfettamente la morbidezza del corpo, rendendo il vino equilibrato e molto versatile. La sapidità minerale, caratteristica distintiva, deriva dai suoli calcareo-argillosi tipici di alcune zone abruzzesi, soprattutto nelle province di Teramo e Chieti. Il Pecorino d’Abruzzo è ideale per accompagnare una vasta gamma di piatti, grazie alla sua struttura e freschezza. Si abbina perfettamente a piatti di pesce, frutti di mare, crostacei e primi piatti delicati, ma si sposa anche molto bene con carni bianche e formaggi a pasta molle. Inoltre, è spesso utilizzato come base per vini spumanti e frizzanti, grazie alla sua acidità naturale. Negli ultimi anni, molti produttori abruzzesi hanno investito nella valorizzazione del Pecorino, adottando tecniche moderne di coltivazione e vinificazione che esaltano la tipicità del vitigno, senza perdere il legame con la tradizione. Questo ha portato a un aumento della qualità e della notorietà del Pecorino d’Abruzzo, che oggi è considerato una delle punte di diamante della produzione enologica regionale

  • Aspetto: giallo paglierino brillante.
  • Profumi: complessi e intensi, con note di frutta esotica (ananas, mango), fiori bianchi e erbe aromatiche.
  • Sapore: strutturato, sapido e di buona acidità, che ne esalta la freschezza e la persistenza.
  • Abbinamenti: eccellente con piatti di pesce, carni bianche, formaggi a pasta molle e verdure grigliate.
  • Zone migliori: le colline di Teramo e Chieti, dove il Pecorino esprime il meglio del suo carattere.

Passerina: freschezza e aromaticità

La Passerina è un altro vitigno locale, apprezzato per la produzione di vini bianchi freschi e profumati.

Zone migliori: coltivata soprattutto nella provincia di Fermo e in altre zone collinari dell’Abruzzo.

Aspetto: giallo paglierino chiaro.

Profumi: frutta gialla (pesca, albicocca), fiori bianchi e note minerali.

Sapore: fresco, leggero e di facile beva, con una buona acidità.

Abbinamenti: ottimo con antipasti, insalate, primi piatti a base di pesce e piatti leggeri in generale.

Cerasuolo d’Abruzzo: il rosato che fa scuola

Il Cerasuolo d’Abruzzo è il vino rosato più noto e apprezzato della regione, un unicum nel panorama italiano.

Zone migliori: tutto l’Abruzzo, con particolare attenzione alle colline di Teramo e Chieti.

Aspetto: rosa ciliegia intenso, da cui deriva il nome “Cerasuolo”.

Profumi: freschi e fruttati, con note di fragola, ciliegia, lampone e leggere sfumature speziate.

Sapore: equilibrato tra struttura e freschezza, con una buona acidità e una piacevole persistenza.

Abbinamenti: versatile, si sposa bene con primi piatti, carni bianche, pesce alla griglia e anche come aperitivo.

Le migliori zone vitivinicole d’Abruzzo

L’Abruzzo vanta diverse aree con caratteristiche microclimatiche e pedologiche che influenzano la qualità e lo stile dei vini:

  • Teramano: terra di Montepulciano, Pecorino e Cerasuolo, con colline ricche di calcare e un clima favorevole. Qui si producono vini eleganti e longevi.
  • Chietino: zona vocata soprattutto per Montepulciano e Passerina, con influenze marine e terreni sabbiosi e argillosi.
  • Pescarese: area in cui il Trebbiano d’Abruzzo trova condizioni ideali per vini freschi e profumati.
  • Aquilano: zone montane più fresche, dove si trovano vitigni resistenti e vini più delicati, spesso frizzanti o spumanti.

Perché scegliere i vini abruzzesi

La regione offre un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, qualità e convenienza, grazie anche a una viticoltura sostenibile e rispettosa del territorio. I vini d’Abruzzo sono protagonisti di un’offerta enoturistica in crescita, che unisce degustazioni, visite in cantina e percorsi tra paesaggi mozzafiato.

L’area dell’antica Krimisa, sorta tra il VII e il VI secolo a.C., si sviluppava lungo il mare, circondata da uliveti, agrumeti e vigneti resi rigogliosi dalla presenza di corsi d’acqua e da un microclima particolarmente favorevole.
Ancora oggi questo paesaggio conserva la sua vocazione agricola, articolandosi in pianure costiere e colline che danno origine a diverse sottozone, ognuna con caratteristiche pedoclimatiche specifiche.

Il vitigno simbolo di questa terra è il Gaglioppo, tra i più antichi del Meridione, da cui nasce il celebre Cirò DOC nelle versioni Rosso, Rosato e Bianco.
Un vino che rappresenta la continuità tra passato e presente, tra eredità storica e ricerca contemporanea.

Accanto alla ricchezza enologica, il territorio custodisce testimonianze archeologiche di straordinario valore, come l’area del Tempio di Apollo Aleo sul promontorio di Punta Alice e i reperti conservati nel Museo Civico Archeologico.
Segni tangibili di una civiltà che seppe intrecciare agricoltura, commercio e cultura.

Oggi questo tratto di costa, insignito della Bandiera Blu e della Bandiera Verde per la qualità del mare e dei servizi, è meta non solo balneare ma anche culturale ed esperienziale.
Negli ultimi anni si è affermato come destinazione per il cosiddetto wine trekking, un modo nuovo di vivere il territorio, tra vigneti affacciati sul mare, percorsi naturalistici e degustazioni.

In questa cornice si inserisce il lavoro di famiglie storiche del vino calabrese che, da generazioni, hanno scelto di valorizzare i vitigni autoctoni attraverso ricerca, recupero storico e pratiche sempre più sostenibili, contribuendo a restituire alla Magna Grecia il ruolo che le spetta: quello di autentica terra del vino.


Invito ad aderire al progetto ANBBA

Fattorie, cantine e strutture ricettive extra-alberghiere sono invitate a partecipare con proposte di vendita diretta e degustazioni scrivendo a:
📩 consulente@anbba.it


Enoteca “Le Barrique” – Firenze

Scopri il gusto autentico di Firenze con l’Enoteca Le Barrique!
Situata nel cuore del quartiere di San Frediano, il più caratteristico e autentico di Firenze, l’Enoteca Le Barrique è la meta ideale per gli amanti del vino e della cultura enogastronomica.

Grazie alla passione e alla competenza del sommelier Iacopo, partner prezioso di questo progetto, potrai esplorare vini selezionati con cura e vivere un’esperienza unica tra tradizione e innovazione.

ANBBA ringrazia calorosamente Enoteca Le Barrique per la collaborazione e ti invita a visitare il loro sito per scoprire offerte, eventi e tanto altro!

info@enotecalebarrique.com

Tag: