Paolo Sardi Informa

 

 

 

 

PAOLO SARDI
 

Consulente fiscale ANBBA

Commercialista-Revisore Contabile


Albo Dottori Commercialisti Firenze


Paolo Sardi

Informa

Postato il 10/01/2022 

 

DAL MINISTERO DELLA SALUTE 

 

In Gazzetta ufficiale il decreto legge 7 gennaio 2022 n. 1 "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore". Il provvedimento mira a “rallentare” la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e a fornire maggiore protezione a quelle categorie che sono maggiormente esposte e che sono a maggior rischio di ospedalizzazione.

Obbligo vaccinale 

In vigore dall'8 gennaio 2022 l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni e più.

Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso anche al personale universitario così equiparato a quello scolastico.

Green pass rafforzato, esteso obbligo a lavoratori dai 50 anni

Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio 2022. 

Green pass base, estensione obbligo

È esteso l’obbligo di Green pass base (tampone/guarigione/vaccinazione) a coloro che accedono ai servizi alla persona (dal 20 gennaio) e inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali (dal 1 febbraio) fatte salve eccezioni che saranno individuate con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.

Scuola, regole per la gestione dei casi positivi

Cambiano le regole per la gestione dei casi di positività.

Scuola dell’infanzia

Già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni. 

Scuola primaria

Con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività, test che sarà ripetuto dopo cinque giorni. 

In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di dieci giorni.

Scuola secondaria di primo e secondo grado, sistema di istruzione e formazione professionale

Fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2. 

Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe. 

Con tre casi nella stessa classe è prevista la DAD per dieci giorni.

Consulta

Paolo Sardi

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Postato il 05/01/2022 

 

Banca dati delle strutture ricettive accessibile al fisco

 

Modificata la disciplina riguardante la creazione di una banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi. Ora, per le esigenze di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, la banca dati è accessibile all’Amministrazione Finanziaria degli enti creditori per le finalità istituzionali.

La disposizione è contenuta nell’articolo 1, commi 373 e 374, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, Legge di bilancio 2022, che interviene sul comma 4 dell’articolo 13-quater del D.L. n. 34/2019, il quale prevede l’istituzione di una banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi.

Il Decreto Crescita
 - L’articolo 13-quater del D.L. n. 34/2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 58/2019, rubricato “Disposizioni in materia di locazioni brevi e attività ricettive”, ha inasprito i controlli nei confronti delle strutture ricettizie nel settore turistico, imponendo obblighi e adempimenti.

 

Continua a leggere su: 

 

 

 

https://www.fiscal-focus.it/quotidiano/il-quotidiano/articoli-fisco/banca-dati-delle-strutture-ricettive-accessibile-al-fisco,3,138387

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Sardi

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Postato il 04/01/2022 

 

 

SULLA SOGGETTIVITA' PASSIVA IVA

 

STABILITA' (ABITUALITA') PRIMA DI TUTTO.

 

 

Elementi sintomatici dell'attività imprenditoriale sono la sistematicità e ripetitività (continuità) degli atti economici.

Significativa, al fine di escludere l'esercizio di attività imprenditoriale, è la circostanza rappresentata dal numero esiguo di operazioni (vendite) realizzate, prevalentemente, tra i medesimi soggetti; a tal riguardo la CTR TOSCANA n. 826 del 10.05.2016 riguardo l'attività di scambio e vendita effettuata da collezionista, che compie atti di compravendita non per raggiungere uno scopo economico speculativo, ma per ampliare e diversificare la propria collezione.

Nell'ordinamento Comunitario la Corte di Giustizia UE ha chiarito che, come regola generale, “un'attività è considerata economica quando presenta un carattere stabile ed è svolta a fronte di un corrispettivo percepito dall'autore della prestazione” (Corte di giustizia UE, sentenze 13.12.2007, causa C-408/06,ecc). Inoltre, sempre secondo il giudice comunitario, il concetto stesso di attività economica, ai sensi della VI Direttiva CEE , comprende in sé tutte le operazioni che comportino lo sfruttamento di un bene, materiale o immateriale, per ricavarne introiti aventi un carattere di stabilità, tenendo conto di tutti gli elementi della fattispecie, in particolare, la natura del bene  sfruttato.

Nell'ordinamento italiano il concetto di stabilità (abitualità) è espresso negli artt. 4 e 5 del DPR 633/72, ove si precisa che ai fini IVA l'esercizio di impresa, arte o professione è collegato con lo svolgimento delle stesse attività “per professione abituale ancorché non esclusiva”.

Premesso che la nozione di ESERCIZIO DI IMPRESA non coincide tra la normativa IVA e la concezione civilistica, ma va ricavata dalla normativa comunitaria, in particolare dalla VI DIRETTIVA IVA 77/388/CEE ora trasfusa nella Direttiva CE 28.11.2006 n. 122, riguardo i requisiti di professionalità dell'imprenditore commerciale per la Corte di Cassazione, già dal 1981, era necessario per l'acquisizione della qualifica di imprenditore commerciale, lo svolgimento sistematico ed abituale di un'attività imprenditoriale, anche non esclusiva: cosicché si riscontra l'esercizio professionale anche in colui che svolga una pluralità di attività, senza la preminenza di una sull'altra.

Si riscontrano altresì i medesimi presupposti, sempre intesi come abitualità e sistematicità e continuità dell'attività economica, come indici di della professionalità necessaria per l'acquisto della qualifica di imprenditore, anche laddove l'attività si protragga nel tempo per una durata apprezzabile ancorché  finalizzata al compimento di un'unica operazione speculativa (realizzazione di un fabbricato di notevoli dimensioni, comprendente venti appartamenti e relativi box destinati alla vendita a terzi). Infatti, è del tutto irrilevante che l'esercizio di impresa si esaurisca in un singolo affare, poiché anche il compimento di un unico affare può costituire impresa quando questa implica una serie coordinata di attivi economici.

Quindi, l'assoggettabilità ad IVA va esclusa solo nel caso di attività meramente occasionale.

Il consolidato orientamento interpretativo nell'ambito delle attività commerciali rientrano solo quelle che siano svolte in forma di impresa, e quindi, imprescindibilmente qualificata dai caratteri dell'abitualità (ancorché non dell'esclusività) e della professionalità dell'esercizio, per cui si devono ritenere rilevanti solo le cessioni di beni e le prestazioni di servizi compiute nell'esercizio di attività commerciali continuative e stabili e non quelle che si esauriscono in isolati atti di produzione o commercio.

 

Articolo IPSOA