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Cambiano le regole per camini e stufe a legna: cosa devono sapere gli operatori extra-alberghieri

Regole più rigide per camini e stufe a legna: multe, incentivi e adeguamenti per le strutture extra-alberghiere. Scopri cosa cambia.

Il riscaldamento a legna è parte integrante della tradizione nei borghi e in molte aree montane. Ma fra il 2025 e il 2026, gli operatori del turismo – in particolare B&B, affittacamere, case vacanza e strutture extra-alberghiere – devono prepararsi a regole più stringenti.

Non si tratta di un divieto totale, ma di una modernizzazione: le Regioni stanno introducendo limitazioni per ridurre l’inquinamento da polveri sottili, obbligando i vecchi impianti a essere adeguati o sostituiti.

Le nuove regole in breve

  • La direttiva europea Ecodesign fissa limiti di efficienza e emissioni per i nuovi impianti a biomassa. Non obbligherà alla disinstallazione dei camini esistenti, ma impedirà la vendita dei modelli che non soddisfano i criteri previsti.
  • La normativa italiana UNI 10683 regola gli impianti a legna e pellet fino a 35 kW, stabilendo criteri per installazione e manutenzione.
  • Alcune Regioni del Nord (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna) hanno già vietato l’uso di camini aperti e stufe con meno di 3 o 4 stelle di efficienza nei periodi critici. Chi non rispetta rischia multe fino a 5.000 euro.
  • Per chi adegua l’impianto, sono previsti incentivi economici: il Conto Termico 2.0 consente rimborsi fino al 65% della spesa per chi sostituisce vecchi camini e stufe con modelli certificati, pompe di calore o caldaie più efficienti.

Implicazioni per le strutture extra-alberghiere

Per B&B, agriturismi, affittacamere e case vacanza, le novità implicano:

  1. Verificare se il proprio impianto a legna / camino soddisfa i requisiti di efficienza richiesti dalla Regione o dalle leggi locali.
  2. Se l’impianto è obsoleto, considerare la sostituzione con modelli certificati o sistemi alternativi meno inquinanti.
  3. Usare gli incentivi disponibili per ammortizzare i costi di adeguamento.
  4. Monitorare le ordinanze locali: alcune Regioni già applicano i divieti nei periodi di emergenza ambientale.

Il consiglio ANBBA

ANBBA raccomanda ai propri soci:

  • fare una valutazione tecnica del proprio impianto con professionisti;
  • tenersi aggiornati sulle normative regionali/municipali relative alle emissioni e alla qualità dell’aria;
  • pianificare gli adeguamenti per tempo, visto che i controlli stanno aumentando;
  • sfruttare incentivi e bonus per ridurre i costi.
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