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Imprese extralberghiere a rischio chiusura: Confcommercio Siena lancia l’allarme sul Testo Unico del Turismo

Extralberghiero e locazioni brevi non sono la stessa cosa: una distinzione che la norma ignora

Arriva da Confcommercio Siena un allarme chiaro e documentato: con il Testo Unico del Turismo della Regione Toscana (LR 61/2024), migliaia di imprese extralberghiere rischiano di dover chiudere i due terzi della propria attività. A lanciarlo è Daniele Pracchia, direttore dell’associazione, in un intervento che fotografa con precisione le contraddizioni di una norma che confonde fenomeni diversi e punisce chi ha sempre operato in regola.

Il nodo: sei camere come tetto invalicabile

Il problema è tecnico, ma le conseguenze sono concrete. La nuova normativa stabilisce che un unico soggetto — o soggetti a lui collegati — non può gestire più strutture di affittacamere o B&B nello stesso edificio se la somma delle camere supera il limite previsto per una singola struttura, fissato a sei camere. Chi oggi opera legalmente con un numero superiore, allo scadere del periodo transitorio, sarà costretto a ridurre la propria attività o a cercare forme alternative di ospitalità — se e quando praticabili.

È un mutamento retroattivo delle regole. Chi ha investito, assunto personale e costruito un’impresa nel pieno rispetto delle norme precedenti si trova ora di fronte a una scelta impossibile: ridimensionarsi drasticamente o chiudere.

Il paradosso: si soffocano le imprese, esplodono le locazioni non regolamentate

Pracchia individua la contraddizione più grave: mentre la norma stringe i vincoli sulle imprese extralberghiere storiche — quelle iscritte al Registro delle Imprese, soggette ad autorizzazioni, che pagano tasse e garantiscono standard di sicurezza — le locazioni turistiche non imprenditoriali proliferano senza freni. Nella sola provincia di Siena, al momento della dichiarazione, se ne contavano oltre 3.400.

Il risultato è un mercato distorto: da un lato si colpisce chi ha investito in qualità e occupazione, dall’altro si lascia campo libero a un’offerta non regolamentata che cresce senza controllo.

La confusione tra extralberghiero e locazioni brevi

Al cuore del problema c’è un equivoco concettuale che ANBBA denuncia da tempo. Extralberghiero e locazioni brevi non sono la stessa cosa. Le strutture extralberghiere — affittacamere, B&B, residenze d’epoca, case vacanza — sono imprese a tutti gli effetti, nate e disciplinate da normative regionali specifiche, con titoli autorizzativi, obblighi di legge e una funzione economica e sociale riconosciuta. Trattarle come un unico fenomeno con le locazioni turistiche private significa ignorare una distinzione fondamentale — e produrre norme sbagliate.

Le ricadute sui comuni

Il problema non riguarda solo gli operatori. Pracchia sottolinea che anche centinaia di comuni si troveranno in difficoltà, dovendo intervenire sui propri strumenti urbanistici ed edilizi per adeguarsi a un obbligo che in molti casi si rivelerà tecnicamente impossibile da applicare.

È una conseguenza che ANBBA aveva già segnalato in sede di audizione regionale: gli uffici tecnici dei comuni, già sottodimensionati, non hanno le risorse per gestire una mole simile di pratiche in tempi così stretti.

La posizione di ANBBA

ANBBA condivide pienamente l’allarme lanciato da Confcommercio Siena e lo affianca alla propria battaglia per la tutela del comparto extralberghiero. La richiesta è chiara: le strutture già attive e in regola devono essere salvaguardate. Non si può chiedere a chi ha sempre rispettato le leggi di smontare un’impresa costruita in anni di lavoro perché le regole sono cambiate retroattivamente.

La norma va corretta nel merito — non solo prorogata nei termini. E la distinzione tra imprese extralberghiere e locazioni turistiche non imprenditoriali deve diventare il punto di partenza di qualsiasi intervento legislativo serio sul settore.

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