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Firenze, la città svuotata dai residenti: la nuova tagliola sugli affitti brevi e il fallimento della politica di Sara Funaro

Sessant’anni dopo Bargellini, Firenze sceglie i divieti invece della rinascita

4 GIUGNO: TUTTI IN PIAZZA DELLA SIGNORIA ALLE ORE 10.00 – DIFENDIAMO IL DIRITTO DI ACCOGLIERE E DI LAVORARE

A Firenze non si gioca soltanto il futuro degli host toscani, ma quello di migliaia di famiglie e piccoli proprietari in tutta Italia. Questa non è una manifestazione locale: è il campanello d’allarme contro una campagna denigratoria che colpisce chi, nel rispetto delle regole, mette a reddito il proprio appartamento e contribuisce all’accoglienza turistica del nostro Paese.


Firenze continua la sua guerra agli affitti turistici brevi. Dopo il blocco introdotto nell’area UNESCO, la Giunta guidata dalla sindaca Sara Funaro allarga ora la stretta anche alle aree periferiche e semicentrali della città. Una vasta porzione del territorio urbano viene perimetrata con nuove limitazioni che, a partire dal 2028, rischiano di produrre effetti devastanti sul mercato immobiliare e sull’intero tessuto economico cittadino.

Il provvedimento, presentato come una misura per salvaguardare la residenza, finirà invece per eliminare dal mercato migliaia di appartamenti oggi non utilizzati a fini abitativi oppure destinati alle locazioni turistiche. Una scelta che rischia di aggravare ulteriormente il problema della casa, senza affrontarne le vere cause.

L’area interessata dal blocco supera i 16 chilometri quadrati e comprende oltre 103 mila abitazioni. Dopo il centro storico UNESCO, lo stop ai nuovi affitti brevi si estenderà a interi quartieri della città: dalle Cascine a Gavinana, da piazza Puccini alle Cure, fino alle zone attorno allo stadio Franchi.

Eppure Firenze non è più la città del passato.

Correva l’anno 1966. Il 4 novembre — tra pochi mesi ricorreranno sessant’anni dalla tragica alluvione — l’allora sindaco Piero Bargellini attraversava le strade sommerse dal fango con lunghi stivali ai piedi. Consolava i fiorentini, spronava la popolazione alla resistenza, alla rinascita, alla difesa delle botteghe storiche, degli artigiani, del patrimonio culturale ed economico della città. Con il suo carisma riusciva a dare speranza a chi aveva perso tutto. Firenze allora era una città viva di residenti, di tradizioni popolari, di laboratori artigiani, di relazioni umane autentiche.

Sessant’anni dopo, nella Sala Clemente VII di Palazzo Vecchio, siede sua nipote, Sara Funaro. Ma il clima appare completamente diverso. Le politiche dell’attuale amministrazione non sembrano consolare i fiorentini, bensì ostacolarli in una città che nel frattempo ha inevitabilmente cambiato volto.

Firenze oggi è una città internazionale, ricercata, visitata da milioni di persone ogni anno. Una città sempre più dinamica e attrattiva, con un’economia che vive anche grazie al turismo. Pensare di trasformarla nuovamente in una città esclusivamente “per residenti” appare un’illusione ideologica distante dalla realtà.

Anche perché il problema non nasce certo dagli affitti brevi.

Il centro storico soffre da anni di criticità ben più profonde: servizi carenti, costi elevatissimi, scarsità di parcheggi, assenza di aree verdi, abitazioni spesso vetuste e inadatte agli standard moderni di vivibilità. A questo si aggiunge una percezione crescente di insicurezza e degrado urbano che colpisce molte zone del centro storico. In numerosi immobili abbandonati o degradati trovano spazio situazioni di illegalità diffusa, occupazioni irregolari e microcriminalità che contribuiscono ad allontanare famiglie e residenti storici.

La domanda diventa allora inevitabile: davvero il problema di Firenze sono i piccoli proprietari che affittano ai turisti? Oppure si sta cercando un facile capro espiatorio per nascondere il fallimento di anni di politiche urbanistiche e sociali?

Perché la sensazione è che, dietro la retorica della tutela della residenza, si stia progressivamente comprimendo il diritto dei cittadini a utilizzare liberamente le proprie proprietà, penalizzando famiglie, piccoli investitori e intere categorie economiche che vivono grazie all’indotto turistico.

Il rischio concreto è che Firenze finisca per perdere ciò che l’ha resa grande: la sua vitalità, la sua capacità di attrarre persone, investimenti, energie e opportunità. E mentre si annunciano nuove restrizioni e nuovi divieti, la città continua lentamente a svuotarsi dei suoi servizi, della sua sicurezza e della sua identità sociale.

Grazie, signora Funaro. Firenze meritava forse una rinascita diversa.

Cesare Gherardi


4 GIUGNO: TUTTI IN PIAZZA DELLA SIGNORIA ALLE ORE 10.00

Mercoledì 4 giugno sarà una giornata decisiva per il futuro delle locazioni turistiche a Firenze. Mentre il Consiglio Comunale sarà chiamato a votare la delibera che estende il divieto di nuove locazioni turistiche brevi a numerosi quartieri della città, host, piccoli proprietari e operatori del settore si ritroveranno in Piazza della Signoria (lato Via dei Gondi) alle ore 10.00 per manifestare il proprio dissenso.

Gli organizzatori del Coordinamento 4 Giugno lanciano un appello a tutti coloro che ritengono che il provvedimento rappresenti una limitazione della proprietà privata e della libertà economica delle famiglie.

4 GIUGNO – ORE 10.00
PIAZZA DELLA SIGNORIA – LATO VIA DEI GONDI
DIFENDIAMO IL DIRITTO DI ACCOGLIERE E DI LAVORARE

La partecipazione sarà un segnale importante per far sentire la voce di migliaia di famiglie, host e piccoli proprietari che chiedono di essere ascoltati prima dell’approvazione definitiva di una misura destinata a incidere profondamente sul futuro dell’ospitalità extra-alberghiera fiorentina.

L’appuntamento è quindi per il 4 giugno alle ore 10.00 in Piazza della Signoria.

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