Home / OTA e Piattaforme / Booking.com applica per errore la cedolare secca ai titolari di partita IVA: cosa sta succedendo e cosa fare

Booking.com applica per errore la cedolare secca ai titolari di partita IVA: cosa sta succedendo e cosa fare

Ritenuta indebita: Booking.com preleva la cedolare a chi ha P.IVA

Aggiornamento del 12 Giugno 2026 (leggi tutto )

Nelle ultime settimane numerosi gestori associati ad ANBBA hanno segnalato un problema serio e concreto: Booking.com sta applicando la ritenuta per locazione breve — la cosiddetta cedolare secca al 21% — anche ai titolari di partita IVA, che per legge ne sono esclusi.

ANBBA ha contattato direttamente il customer care di Booking.com, che ha confermato: si tratta di un errore di configurazione della piattaforma. Le somme prelevate indebitamente verranno restituite. Ma fino a quando il problema non sarà risolto del tutto, ogni gestore deve tenere la situazione sotto controllo e non dare nulla per scontato.

La normativa è chiara: partita IVA esenta dalla ritenuta

Per capire l’entità dell’errore, è utile ricordare come funziona il regime fiscale delle locazioni brevi nel 2026.

La cedolare secca — un’imposta sostitutiva dell’IRPEF — si applica esclusivamente ai privati che affittano immobili ad uso abitativo con contratti di durata inferiore a 30 giorni, al di fuori di qualsiasi attività d’impresa. Con la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199 del 30 dicembre 2025) il regime è rimasto confermato ma con nuovi limiti: aliquota al 21% sul primo immobile, 26% sul secondo, e obbligo di partita IVA a partire dal terzo.

I soggetti che operano con partita IVA — B&B, affittacamere, case vacanze registrate come attività commerciali — svolgono per definizione un’attività d’impresa e sono completamente fuori dal perimetro della cedolare secca. Booking.com stessa lo afferma esplicitamente nella propria documentazione ufficiale per i partner: “Se hai un numero di partita IVA e lo hai indicato nell’extranet, queste norme fiscali non ti riguardano e pertanto non ti applicheremo la ritenuta fiscale.”

Applicare la ritenuta a questi soggetti è dunque un errore doppio: normativo e operativo.

Cosa si vede sui pagamenti: un esempio concreto

Nell’immagine allegata è visibile un estratto pagamento di Booking.com relativo al periodo 28 maggio – 4 giugno 2026. Su guadagni lordi di 2.292,54 €, la piattaforma ha trattenuto 481,45 € come “Ritenuta per locazione breve” — una voce che non dovrebbe comparire per un operatore con partita IVA. Il pagamento netto risultante è di 1.364,02 €, con una decurtazione fiscale del tutto illegittima.

Cosa deve fare chi ha subito la ritenuta

  1. Verificare i pagamenti ricevuti da Booking.com nelle ultime settimane e identificare eventuali trattenute alla voce “Ritenuta per locazione breve”.
  2. Controllare i propri dati nell’extranet di Booking.com: accedere alla sezione fiscale e verificare che il numero di partita IVA sia correttamente inserito e aggiornato.
  3. Contattare il customer care di Booking.com segnalando il problema con riferimento ai pagamenti specifici. La piattaforma ha già riconosciuto l’errore; è importante che ogni singolo caso venga registrato formalmente.
  4. Tenere traccia di tutto: conservare screenshot dei pagamenti, delle comunicazioni e degli importi trattenuti, in attesa del rimborso.
  5. Consultare il proprio commercialista per valutare come gestire le somme nelle scritture contabili in attesa di restituzione.

ANBBA monitora e sollecita

ANBBA è già in contatto con Booking.com per seguire la vicenda e sollecitare la risoluzione definitiva del problema e il rimborso di tutte le somme trattenute per errore. Se hai subito questa ritenuta indebita, segnalacelo: raccogliere i casi ci permette di agire con più forza a tutela di tutti gli associati.

Aggiornamento del 12 Giugno 2026

Il comunicato ufficiale di Bookin.com

Gentile Partner,

Grazie per aver contattato Booking.com.
Desideriamo informarla che, a causa di un disguido tecnico, il documento relativo alla ritenuta per le locazioni brevi è stato generato erroneamente. Il nostro team tecnico è già al lavoro per risolvere l’anomalia e provvederemo quanto prima ad emettere una nota di credito per annullare il documento errato.
Ci scusiamo sinceramente per il disagio e per qualsiasi preoccupazione questo inconveniente possa averle causato.
Per qualsiasi dubbio relativo alle normative fiscali sugli affitti a breve termine in Italia, la invitiamo a contattare il suo consulente fiscale o commercialista.
Inoltre, per maggiori informazioni su questi adempimenti, può consultare l’articolo “”Informazioni sulla trattenuta delle imposte per gli affitti a breve termine dei partner in Italia (cedolare secca)”” disponibile nel nostro Partner Help.
Ringraziandola per la comprensione e la collaborazione, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Il team di Booking.com

Note :

Booking.com riconosce ufficialmente l’errore sulle trattenute della cedolare secca

Arriva una prima importante conferma alle segnalazioni raccolte da ANBBA. Booking.com ha infatti comunicato ad alcuni operatori che le trattenute effettuate a titolo di cedolare secca derivavano da un “disguido tecnico” e che la relativa documentazione fiscale era stata generata erroneamente. La piattaforma ha quindi avviato le procedure di storno e restituzione delle somme trattenute. Tuttavia, alcuni gestori segnalano che il rimborso sarebbe stato effettuato mediante nuove operazioni gravate da ulteriori commissioni di transazione, circostanza che ANBBA ritiene opportuno approfondire per verificare che la restituzione degli importi avvenga integralmente e senza ulteriori oneri a carico degli operatori interessati.

Tag:

Comunicati recenti

Categorie