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Aprire un B&B in Italia: tra burocrazia, leggi regionali e caos digitale

Aprire un B&B in Italia è sempre più complesso: burocrazia, leggi regionali e caos digitale. L’analisi ANBBA.

Di Cesare Gherardi  – Direttore ANBBA

Aprire un B&B in Italia oggi non è solo complicato: è un’impresa eroica. E per B&B intendiamo strutture a conduzione familiare che offrono ospitalità e servizio di colazione, non semplici locazioni turistiche che oggi vengono impropriamente chiamate “B&B”. Questa distinzione è fondamentale: i veri B&B rappresentano ospitalità familiare e servizio diretto, mentre le locazioni turistiche sono spesso immobili affittati senza gestione familiare né colazione inclusa.

Non parliamo di cantieri o permessi edilizi: per quelli, finalmente, grazie a standardizzazioni e procedure digitali uniformi, è possibile completare pratiche in tempi certi, indipendentemente dal comune. Nel settore turistico, invece, regna il caos: portali obsoleti, regolamenti locali contraddittori e procedure disomogenee mettono in difficoltà cittadini e operatori.

Dalla standardizzazione edilizia alla giungla turistica

Nel settore edilizio, le procedure digitali e uniformi permettono a cittadini e imprese di operare con efficienza e certezza dei tempi. Nel turismo, invece, ogni comune ha il suo SUAP, ogni portale funziona diversamente, e le regole cambiano da una città all’altra.

Esempio concreto:

  • Aprire un B&B a Milano può richiedere poche ore: SCIA completata, CIN rilasciato, pratica chiusa in pochi giorni.
  • A Roma, la stessa attività può richiedere diversi giorni, con costi aggiuntivi per diritti di segreteria e duplicazioni di documenti.
  • In altre città italiane, tempi e procedure sono imprevedibili, e i portali digitali sembrano fermi a un’altra era.

Il risultato è un sistema disomogeneo che penalizza l’ospitalità familiare e le piccole imprese turistiche, a vantaggio di chi opera con strumenti informali e spesso illegittimi.

Leggi regionali che aggravano la situazione

Il caos burocratico si somma a leggi regionali che rischiano di distruggere il settore:

  • In Toscana, alcune recenti leggi regionali impongono vincoli e requisiti difficili da rispettare, limitando la possibilità di aprire veri B&B familiari.
  • In Sicilia, decreti regionali analoghi creano barriere burocratiche che rallentano investimenti e scoraggiano i cittadini dal gestire strutture ricettive legittime.

Queste disposizioni, unite al caos dei portali locali, impediscono al turismo italiano di crescere e offrire opportunità concrete di lavoro e sviluppo economico, soprattutto nelle piccole comunità.

Digitalizzazione e uniformità: la proposta di ANBBA

Noi di ANBBA lanciamo un grido forte e chiaro al Governo e al Ministro del Turismo: basta con la giungla burocratica, basta con portali obsoleti, basta con leggi regionali che penalizzano l’ospitalità familiare!

Esistono già strumenti efficaci: il portale “Impresa in un Giorno”, gestito da Unioncamere, permette di aprire attività economiche in modo digitale, centralizzato e rapido. Se funziona per commercio e industria, perché non applicarlo ai B&B e alle strutture ricettive extra-alberghiere?

Una piattaforma nazionale unica garantirebbe:

  • Uniformità dei processi in tutti i comuni italiani.
  • Riduzione dei tempi e dei costi per cittadini e operatori.
  • Maggiore trasparenza e certezza normativa.
  • Opportunità reali di sviluppo economico e lavoro nelle comunità locali.

Il tempo di agire è ora

Ogni giorno perso tra portali lenti, moduli duplicati e leggi regionali penalizzanti è un giorno perso per il turismo italiano, per i cittadini che vogliono investire e per le comunità che potrebbero beneficiare di nuova occupazione e sviluppo.

ANBBA continuerà a denunciare questa situazione e a proporre soluzioni concrete: una piattaforma nazionale unica, procedure digitali moderne e uniformi, e regole chiare per tutti i veri B&B familiari.

Ministro del Turismo, l’Italia vi chiama. Intervenite subito: cittadini, operatori e imprese hanno diritto a chiarezza, efficienza e opportunità reali. Non c’è più tempo da perdere.

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