La storia ci insegna - I tabernacoli ad altare a Firenze

La storia ci insegna  

 

15 marzo 2020 - III° Domenica di Quaresima

 

Forzatamente a casa , ma davanti a TV e al PC,   come penso un po’ tutti in questa emergenza , ma sicuramente pensando a tutti coloro che devono lavorare negli ospedali e nel sistema produttivo per assicurarci il sostentamento quotidiano , ai volontari che assistono gli anziani, alle forze dell’ordine che controllano il territorio con turni estenuanti ma anche  ai  pastori di anime che in questi particolari momenti hanno anche grande difficoltà o impossibilità a celebrare funerali  di persone decedute a causa del virus.  In questo scenario,   peggiore di una guerra , in quanto si sta combattendo un nemico invisibile e subdolo e la scienza non è ancora riuscita a trovare i rimedi. Stamani , aggiornandomi sulle ultime news ,  ho raccolto questa notizia che mi sembrava importante e che mi ha aperto il cassetto della mia memoria :

 

Coronavirus, celebrazioni di Pasqua in streaming | Papa Francesco: prego per chi continua a lavorare

Pasqua a porte chiuse in Vaticano: il sito della Prefettura della Casa pontificia informa che "a motivo dellʼattuale emergenza sanitaria internazionale, tutte le celebrazioni liturgiche della settimana santa si svolgeranno senza la presenza fisica di fedeli.

 

Il mio ricordo è corso subito a quando un grande Sindaco di Firenze,  il Prof. Piero Bargellini (tutti lo ricordano come il Sindaco dell'alluvione di Firenze del 1966 ) mi  fece,  come regalo di nozze,  i tre tomi della “Splendida storia di Firenze”  da lui scritta  che io e mia moglie leggemmo con tanta foga e i cui ricordi mi sono riaffiorati  subito non appena letta la notizia sopra riportata. Il ricordo è verso una realtà ancora esistente a Firenze e cioè i tabernacoli fiorentini che nel 1348,  durante la peste , tantissimi furono trasformati in tabernacoli ad altare , per la maggior parte quelli che erano  già esistenti agli  angoli  delle strade e , davanti ai quali,  i sacerdoti celebravano le “Sante Messe” che venivano seguite dai cittadini dalle finestre delle loro case.

Uno dei più famosi e , ben conservato, è senz’latro quello che è in via Orsanmichele , in angolo con il Palazzo dell’Arte della Lana , cioè quello di Santa Maria della Tromba che non era li. La sua collocazione originaria non è quella attuale  (in precedenza era collocato all’angolo tra la vicina Via Calimaruzza e Piazza del Mercato Vecchio , oggi Piazza della Repubblica) . Fu smantellato e ricollocato , dove si trova attualmente, alla fine del 1800,  per dare spazio ai palazzi della nuova Piazza. La trasformazione della Piazza è visibile in una ricostruzione , con un bellissimo plastico , visitando il Museo di Firenze com’era . Sicuramente questo tabernacolo era esistente negli anni della peste del 1348   con all’interno una tavola dipinta da Jacopo del Casentino che raffigura la Madonna con Angeli e Santi , databile prima del 1347 e quindi dipinto esistente appunto nell’anno della peste. Il nome di questo tabernacolo le fu attribuito in quanto la sua collocazione era  quella di trovarsi vicino al piccolo vicolo detto “della tromba” dove era al tempo la sede dei trombettieri di quando Firenze era comune,  prima dell’avvento dei Medici

 

 

Il  tabernacolo della Madonna della tromba a Firenze

 

 

Ed allora la storia si ripete con i mezzi moderni.  Papa Francesco non farà celebrare le funzioni non nei tabernacoli ad altare ma si avvarrà dei moderni mezzi di comunicazione e le attuali funzioni religiose e quelle della prossima Settimana Santa , saranno sicuramente  trasmesse in streaming sul sito della Prefettura della Casa Pontificia , trasformato in moderno “tabernacolo ad altare”

 

Cesare Gherardi

 

 

Breve storia dei tabernacoli fiorentini da una ricerca sul web.

I tabernacoli fiorentini persi agli angoli delle strade e o lungo le vie. Sono più di mille, cento quelli comunali e costituiscono un vero e proprio museo diffuso nella città, a cielo aperto. Sono quasi sempre affreschi. I tabernacoli hanno radici antiche, fin dall'epoca romana si collocavano lungo le strade tempietti con immagini sacre protettrici della casa o dei viandanti. La cosa è proseguita poi con l'affermarsi del Cristianesimo. A Firenze questa forma di architettura religiosa ha avuto una ripresa nel 1200 quando i cattolici, sotto la guida di Pietro da Verona, combattevano l'eresia non solo con la predicazione, ma anche ponendo immagini sacre agli angoli delle strade. Le immagini raffiguravano quasi sempre la Madonna e all'inizio erano mobili. Davanti ai tabernacoli si celebravano anche messe e alla fine venivano accesi i lumini. Durante la peste del 1348 alcuni tabernacoli furono provvisti di un vero e proprio altare: per diminuire i rischi di contagio si preferiva celebrare la messa all'aperto anziché dentro le chiese. A partire dal Quattrocento le arti cittadine, le confraternite delle chiese, i conventi e i mercanti facevano realizzare (anche ad artisti famosi) delle immagini sacre per tabernacoli che dovevano testimoniare la loro devozione. A partire dal Quattrocento le arti cittadine, le confraternite delle chiese, i conventi e i mercanti facevano realizzare (anche ad artisti famosi) delle immagini sacre per tabernacoli che dovevano testimoniare la loro devozione ma anche la loro ricchezza e potenza. Lungo le strade più importanti che conducevano fuori città furono costruiti tabernacoli con raffigurazioni della Madonna in trono per proteggere e accompagnare i viaggiatori. Non tutti però potevano commissionare a un grande artista un'opera per un tabernacolo, e così le botteghe dei della Robbia, di Donatello e di altri maestri famosi iniziarono a far uso di stampi per realizzare "in serie" immagini in terracotta o ceramica, alle quali dal Settecento si aggiunsero anche le stampe: a queste immagini a basso costo è dovuto il gran numero di tabernacoli fatti costruire da semplici cittadini. Alla fine del XIX secolo nel centro storico furono distrutti palazzi, chiese e torri - e quindi tabernacoli - per fare spazio alle nuove vie e piazze, ma in molti casi le opere d'arte che vi erano contenute furono salvate dall'antiquario Stefano Bardini che le raccolse nella collezione oggi visibile nel Museo Bardini. Un vero interesse per i tabernacoli si è risvegliato dopo la seconda guerra mondiale, e a partire dagli anni Cinquanta i tabernacoli di Firenze sono stati studiati e in molti casi restaurati.

 

Data: 15/03/2020