Locazioni turistiche - pronte le nuove regole antievasione

Airbnb e affitti brevi, il Fisco a caccia dei furbetti: pronte le nuove norme anti evasione

Dal Corriere della sera  - Economia

 6 agosto 2019

Il Fisco italiano cambia le regole per evitare l’evasione delle imposte sugli affitti brevi gestiti da piattaforme e siti (Airbnb, Booking e gli altri) che agiscono come intermediari. La cedolare secca del 21% - la cosiddetta «tassa Airbnb» - lo scorso anno ha prodotto molto meno dei 140 milioni di gettito previsto dal governo (guidato all’epoca da Paolo Gentiloni): in realtà, nella casse dello Stato sono entrati solo 44 milioni, circa un terzo di quanto preventivato nel suo primo anno di applicazione. Molto meno anche di quanto aveva ipotizzato Federalberghi (i rivali «ufficiali» dei siti di affitti brevi), che parlava di un mancato gettito di oltre 250 milioni. Secondo i dati delle dichiarazioni dei redditi 2018 pubblicati dal ministero dell’Economia e delle finanze (relativi al 2017), ad adeguarsi alla normativa sarebbero stati soltanto 7.200 contribuenti. L’intento della tassa «secca» era quello di far emergere i redditi di chi affitta case attraverso servizi come Airbnb, Booking o HomeAway. Gli scarsi risultati hanno convinto l’attuale governo a cambiare le regole.

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Data: 06/08/2019