Alla RAI , quando fa comodo di incassare soldi per il canone speciale, ci si avvale di vecchie leggi emanate al tempo del Regno d’Italia , in epoca fascista.

Canone speciale RAI , le richieste della sede RAI di Trieste a norma di leggi di un tempo che fu !!!

Si  allega il testo,  trascritto dall’originale , di ciò che è stato inviato dalla  sede RAI di Trieste ad una locatrice nella forma legale / fiscale di “locazione turistica” che nella lettera in parola sarebbe obbligata al pagamento del Canone speciale. La stessa signora ,  su indicazione del nostro servizio di consulenza,  rispondeva ad una prima richiesta, che pagava già il canone Rai in bolletta e che faceva locazione turistica e quindi il canone era già per lei ampiamente pagato.  Ecco cosa le scrivono in risposta :

Trieste 11/04/2019

Oggetto : canone Speciale TV

Con riferimento alla Vostra comunicazione precisiamo che , a norma di quanto previsto dall’art. 27 de R.D.L. 21/02/1938 n.246 , convertito nella legge 4/06/1938 n.880 e dall’art 2 del D.L.Lt 21/12/1944 n.458 , la detenzione di apparecchi radiotelevisivi fuori dall’ambito familiare comporta l’obbligo di stipulare un canone speciale.

L’esistenza di un canone TV ad uso privato non esclude assolutamente l’obbligo di uno contestuale di tipo speciale, nel caso di un’ulteriore detenzione di apparecchi televisivi al di fuori dell’ambito familiare : le due tipologie di canone TV infatti , sono differenti e indipendenti tra loro, come previsto dagli artt. 1 e 27 del R.D.L. 21/02/1938 n.246.

Pertanto per agevolarvi nel pagamento , alleghiamo un bollettino di c/c postale 2015 già compilato . Vi rammentiamo che l’importo del canone speciale , qualora sussistano i presupposti fiscali , può essere dedotto dal reddito di impresa.

Vi informiamo , inoltre che agli Organi di Controllo è demandato il compito di verificare sul territorio il regolare pagamento del canone.

Nel rimanere a disposizione per eventuali ed ulteriori informazioni, cogliamo l’occasione per porgere i nostri migliori saluti.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Direzione Canone

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Il Direttore

 

Questa nostra comunicazione ,  oltre che sul nostro sito ufficiale sarà inserita su tutti i social  amministrati sia direttamente da ANBBA e che dalle nostre delegazioni nel territorio italiano  affinchè  notizia abbia la  più ampia divulgazione.

Da parte nostra ci permettiamo solo di precisare che la locazione turistica non prevede la coesistenza di due famiglie, ma di una sola. Quindi che siano inquilini e/o proprietari, l’apparecchio televisivo resta sempre quello in uso alla famiglia domiciliata.

Se fosse acclarato questo principio "mussoliniano", tutti gli inquilini dovrebbero pagare canone speciale e in questa ipotesi, dovrebbero detrarre il pro rata temporis del periodo non utilizzato nella propria abitazione dell’apparecchio di proprietà.

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Stralcio degli articoli citati

 

Art. 27 de R.D.L. 21/02/1938 n.246

Titolo III

CANONE DI ABBONAMENTO PER AUDIZIONI IN

LOCALI PUBBLICI OD APERTI AL PUBBLICO.

  Art. 27.

     Il canone di abbonamento dovuto per audizioni date in locali pubblici od aperti al pubblico, è stabilito in ragione di anno solare ed è determinato mediante speciali convenzioni di abbonamento con la società concessionaria.

     Tali abbonamenti si intendono tacitamente rinnovati di anno in anno e l'utente è tenuto senza alcun preavviso al pagamento del canone, salvo che abbia provveduto a dare disdetta con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno alla società concessionaria non oltre il mese di novembre di ciascun anno.

     Chiunque effettua audizioni in locali pubblici od aperti al pubblico senza aver concordato il canone d'abbonamento di cui al presente articolo, è passibile delle penalità previste dall'art. 19, ancorchè abbia corrisposto il canone di abbonamento stabilito per l'uso privato di cui all'art. 2.

     Con decreto reale ai sensi dell'art. 1, n. 3, della legge 31 gennaio 1926, n. 100, su proposta del ministro per le finanze, d'intesa coi ministri per le comunicazioni e per la cultura popolare, la riscossione dei canoni speciali di cui al presente articolo potrà essere affidata agli uffici del registro con le modalità e secondo le tariffe da stabilirsi con lo stesso decreto.

     Sono applicabili inoltre agli apparecchi in uso in locali pubblici o aperti al pubblico anche le disposizioni dei precedenti art. 9 a 13, 15 e 16, 21 a 26.

 

Art 2 del D.L.Lt 21/12/1944 n.458

 

UMBERTO DI SAVOIA

 

    Principe di Piemonte

 

       Luogotenente Generale del Regno

Art. 2.           Audizioni in locali pubblici o aperti al pubblico.    Il secondo comma dell'art. 10 del R. decreto-legge 23 ottobre 1925, n. 1917, convertito nella legge 18 marzo 1926, n. 562, e'  sostituito dal seguente:  «Qualora le radioaudizioni siano effettuate in esercizi pubblici  o in locali aperti al pubblico o comunque fuori dall'ambito  familiare, o gli apparecchi radioriceventi siano  impiegati  a  scopo  di  lucro diretto o indiretto, l'utente dovra' stipulare uno speciale contratto di abbonamento con la Societa' concessionaria».   

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Cenni storici

 

1928 - Nasce EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche.

  

 

L'evento segna il vero e proprio atto di nascita della radiofonia in Italia che inizia ad imporsi come mezzo di comunicazione di massa e che come tale verrà utilizzato dal regime.

 

  

 

Nel giugno del 1933 si diffonde la Radiorurale. Si tratta di un ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche standardizzate promosso dall'Ente Radio Rurale, istituto del Regime per la diffusione della radio in ambienti collettivi e soprattutto nelle zone rurali delle bonifiche agrarie. L'apparecchio è acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici o per donazione agli stessi. Oltre tre milioni di scolari italiani hanno cosi' conosciuto la radio e incominciato a conoscere la lingua italiana.

Il Balilla  apparecchio radio del 1939

 

 

Data: 17/04/2019