Publicata la sentenza per AirBnB - Cedolare secca avanti tutta !!! - Ma AirBnB si difende ...

 

Aggiornamento del 23/02/2019

 

 

AirBnB si difende adducendo motivi validi sotto sia il profilo normativo in ambito UE che fiscale nel territorio italiano  riguardo a questa legge (Ex DL 50/2017 convertito con la legge 96 nota ormai come  “Legge Airbnb”,

Nell’articolo 4 e commi seguenti della legge  in vigore dal 1 giugno 2017 è prevista  un’imposta,  sotto forma di “cedolare secca”  del 21% anche per gli affitti brevi “inferiori ai 30 giorni”, stipulati da persone fisiche direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online ” così detti OTA”. Questo  provvedimento aveva sostituito l’imposta dell'Irpef e quella di registro per chi affitta ed è  chiamato a pagare a fine anno con la dichiarazione dei redditi. Ma il colosso dell’home-sharing si è subito dichiarato contrario dichiarando di non avere alcuna intenzione di operare da sostituto d’imposta, con le note procedure di dichiarare  al fisco:  il nome, cognome e codice fiscale del locatore, la durata del contratto, l’importo del corrispettivo lordo e l’indirizzo dell’immobile, con il meccanismo  che comporta questa operazione con la  predisposizione e la trasmissione dei dati,  attraverso i canali telematici dell’Agenzia.

Secondi AirBnB , come spiegato dal loro Country Manager Matteo Stifanelli per l’Italia , all’AGI,   viola in diversi punti la normativa europea, soprattutto in termini di privacy,  In pratica per Airbnb, che fattura i suoi servizi dall'Irlanda, il ruolo di sostituto d'imposta comporterebbe l'obbligo di avere la residenza fiscale in Italia. E ciò è contrario alla libertà di stabilimento che la Ue garantisce alle piattaforme digitali, avevano chiarito rilanciando la proposta di stipulare accordi diretti con l’Agenzia delle Entrate. 

Di rincalzo,  spiega Amministratore Delegato di Airbnb Italia, Matteo Frigerio,  la norma rappresenta un chiaro disincentivo ad utilizzare il digitale e strumenti di pagamento tracciati (carte di credito, bonifici), in favore del contante, strumento che rischia purtroppo di favorire fenomeni di evasione fiscale. Chi affitta tramite un agente immobiliare o una piattaforma digitale che intermedia i pagamenti si vede applicato il regime (in teoria facoltativo) della cedolare secca”. Inoltre, “resta svantaggiato nei flussi di cassa in caso debba trovarsi a sostenere grosse spese: oggi si vedrebbe decurtato mese per mese il 21% di imposta, mentre i clienti di altri intermediari avranno disponibilità di tutte le somme andando a denunciare i redditi solamente in dichiarazione l’anno successivo”.  La norma  in sintesi rappresenta un chiaro disincentivo ad utilizzare il digitale e strumenti di pagamento tracciati (carte di credito, bonifici), in favore del contante, strumento che rischia purtroppo di favorire fenomeni di evasione fiscale.

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LA NOTIZIA

La telenovela fra lo Stato italiano  e AirBnB  sembra essere conclusa

 

AirBnB  come soggetto che incassa per conto degli Host  dovrà versare la cedolare secca come  sostituto di imposta.

-          -  Il TAR del Lazio con la sentenza n. 2207/2019 ha respinto le richieste di Airbnb che finora si era rifiutata di riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all'Agenzia delle Entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi. Ma Airbnb ha già annunciato che farà nuovamente ricorso.

La sentenza  del TAR arriva dopo mesi e mesi  di “ping pong”  fra TAR e Consiglio di Stato. Ora i giochi sono fatti.

Il Sole 24Ore intitola la notizia  come una stangata per i “furbetti” degli affitti bervi  come se tutti coloro che si servono del  famoso portale fossero dei conclamati evasori fiscali , ma forse non è così , perché in sintesi cambierà solo il metodo di versamento :  se riscuote ArBnB tratterrà la cedolare secca e la verserà lui allo stato come  sostituto di imposta o meglio dovrà designare , come stabilito dalla legge,  ex DL. 50/2017 convertito nella legge 96,  il soggetto giuridico italiano preposto a tale operazione , se non la verserà AirBnB la dovrà versare l’host come avviene  negli altri casi in cui gli  ospiti provengono da altri portali OTA che non  incassano  direttamente

ANBBA a breve (aspettava la sentenza)  farà corsi on-line dedicati all’argomento  atti a dissipare dubbi e false interpretazioni e grande confusione generata dal fatto che : vuoi per tutte le notizie che appaiono sulla stampa , e sia  per  la mancanza  di normative  e procedure in campo regionale  proprio per le locazioni turistiche. Nei corsi , che si svolgeranno su piattaforma telematica,  verranno spiegate tutte le modalità operative e tutti gli adempimenti , sia in campo amministrativo che fiscale,  per tutti i  soggetti che operano nel settore, siano  essi persone fisiche, che  giuridiche.

Purtroppo c’è da dire anche che oggi per trarre  un adeguato profitto alla loro attività  , gli host si trovano in seria difficoltà soprattutto per  questa aliquota del 21% che  ci sembra eccessiva  in quanto se si sommano le provvigioni sui portali per  promo-commercializzarsi , le spese vive relative ai consumi energetici  e tutto quanto inerente ad una corretta gestione,  in sintesi all’host rimane  relativamente poco . ANBBA si sta battendo per una riduzione dell’aliquota o in alternativa una riduzione forfettaria della base applicabile da assoggettare  a cedolare secca pari al 30%  riducendo al 70% la quota su cui applicare l’ormai famoso 21% .

Il turismo è una delle fonti primarie sui cui puntare per far crescere il PIL e  dalla Bit di Milano , chiusa il 12 febbraio u.s.  , è venuto un chiaro avvertimento da parte del Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio che,   mostrando il tricolore ha inaugurato la grande rassegna . Puntare sul turismo , settore sempre in crescita,  è andare nel segno giusto in quanto è indubbiamente  una delle fonti principali di reddito sui cui investire ma deve essere ben regolato con leggi  univoche con un'unica cabina di regia. Oggi  purtroppo non è così,  ci sono le Regioni che navigano a vista senza radar e  il tutto si perde nella nebbia della burocrazia. I sistemi telematici che dovrebbero aiutare e semplificare il tutto  si stanno rivelando strumenti di inaudita complicazione  . Urge la necessità , come più volte da noi di ANBBA ribadito,  di una legge quadro nazionale che detti norme   e procedure uguali in tutte le Regioni , sia dal punto di vista amministrativo che fiscale , altrimenti andremo poco lontano .

 

Cesare Gherardi

Direttore dei servizi tecnico-amministrativi di ANBBA

 

 

 

 

La Notizia sul Sole24Ore

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-02-18/stop-furbetti-affitti-brevi-airbnb-dovra-riscuotere-cedolare--175712.shtml?uuid=ABYr9bVB

 

Data: 19/02/2019