TAR del Lazio : cosa è successo per il ricorso di AirBnB ?

Cosa è successo al TAR del Lazio relativamente alla famosa “Causa AirBnB” ?

Nelle  newsletter di  Sergio Lombardi ,  attivo difensore dei proprietari e consumatori delle strutture ricettive extra-alberghiere  , che puntualmente invia ad ANBBA il report delle sue attività , scrive quanto segue :

Il 17 ottobre si è tenuta presso il Tar del Lazio l’udienza di merito della “Causa Airbnb”. Nulla trapela sull’esito della discussione, ma è fortemente probabile che il Tar o successivamente il Consiglio di Stato, rimetta il giudizio Airbnb alla Corte di giustizia dell’Unione europea in via pregiudiziale. Secondo il Consiglio di Stato, le molteplici questioni dedotte da Airbnb nel suo ricorso in relazione a una possibile lesione del diritto dell’Unione Europea, “appaiono meritevoli di attento apprezzamento e come tali devono essere approfondite nella più opportuna sede del merito anche in relazione all’eventuale rimessione ai sensi dell’art. 267, par. 2, del Trattato per il funzionamento dell’Unione Europea”.

A tal proposito il sottoscritto ha già pubblicato sul numero 11/2018 di  Ipsoa -  Immobili&Proprietà,  una corposa inchiesta fiscale su Airbnb,  con dati aggiornati, scenario “europeo” e disponibile in versione integrale attraverso questo link .

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La vicenda è da tempo monitorata da ANBBA attraverso i suoi servizi tecnici in quanto,  avendo inserito nel proprio statuto la tutela degli Host,  vale a dire di tutti coloro che immettono sul mercato delle locazioni  ,  brevi o turistiche,  un immobile abitativo , a  vario titolo  posseduto, sia che siano soggetti privati o persone giuridiche (caso eclatante nella Regione Lazio che le persone giuridiche non possono gestire immobili dati in locazione turistica) . E' notorio che gli stessi Host si servono di portali OTA , fra cui AirBnB. e quindi l'interesse alla vicenda è polarizzato sugli adempimenti fiscali imposti dalla recente normativa scaturita dall'ex DL 50/2017 , convertito con la legge 96/2017 , ed in particolare di quanto scritto nell'art. 4 ,con i suoi numerosi commi,  che estende il pagamento della cedolare secca ai canoni di locazione nella misura pari al 21% sul lordo , imponendo ai portali OTA che incassano direttamente le somme dagli ospiti , di diventare sostituti di imposta nei confronti dello stato italiano. E' da notare che fra l'altro la percentuale del 21% sul lordo è stata fra l'altro definita una tassa sul "non percepito" o addirittura definita come se fosse un "anatocismo" - interesse su interesse - in quanto in sintesi l'Host paga anche sulle commissioni di AirBnB oltre che  sulle spese che esso sostiene per la gestione ecc. e quindi sul non percepito  vale a dire  anche  sulla parte del pagamento che dovrebbe essere già tassato alla fonte. Tutto quanto è stato rimarcato dal Presidente di ANBBA durante il recente incontro che,  nello scorso mese di ottobre,  è avvenuto a Roma con i sottosegretari al MISE e al Turismo, durante il  quale sono stati illustrati tutti i punti di criticità e ai vari adempimenti  che tutti i gestori delle attività extra-alberghiere devono  osservare ogni giorno per la gestione e in particolare   le problematiche del settore degli Host ,  rimarcando che fra l'altro che  , nella citata legge 96/2017,  era prevista entro 90 giorni l'emanazione di un regolamento attuativo ( comma 3 - bis )  che l'allora Governo in carica avrebbe dovuto fare ma che,  per la scadenza della legislatura,  è rimasto incompiuto. Il regolamento dovrebbe chiarire molti aspetti e dare un po' di ordine alla materia in quanto ancora  gli Host navigano nella nebbia,  senza radar , e si impaludano nelle normative regionali nascenti dalla istituzionale diatriba fra Stato e Regioni - Sono strutture ricettive la cui giurisdizione è appannaggio delle Regioni o locazioni regolate da leggi dello Stato ?

ANBBA,  come associazione nazionale attende ,  in primis,  risposte  in merito.

Data: 10/11/2018