Obblighi INPS-INAIL nei B&B, Case Vacanze ecc.

B&B ed affittacamere non professionali e Case Vacanze non professionali

 

Il B&B e l’affittacamere non professionale, laddove l’attività risulta essere a carattere meramente saltuario è esclusa dal campo di applicazione dell’Iva e si è pure esonerati dagli adempimenti relativi alla tenuta della contabilità Iva, contribuzione Inps, iscrizione alla Camera di Commercio e iscrizione Inail.

Al cliente dovrà, comunque, essere rilasciata regolare ricevuta con bollo da 2 euro se di importo superiore a 77,47 euro, in duplice copia, riportante data e numero di emissione. L’insieme delle ricevute costituirà la base per determinare l’imponibile ai fini della dichiarazione dei redditi.

I redditi percepito sono configurati come redditi diversi ovvero derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente. Sono determinati come differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese, opportunamente documentate, specificamente inerenti alla loro produzione.

Sui redditi percepiti per l’attività di B&B si dovrà calcolare la tassazione Irpef. A tal fine si potrà presentare la dichiarazione dei redditi mediante il modello 730 o il modello Unico.

Qualora l’attività fosse contemporanea all’essere lavoratore dipendente di qualsiasi azienda, sia essa pubblica o privata, non sussistono condizioni di incompatibilità.

 

B&B ed affittacamere  professionali e Case vacanze professionali

 

Il B&B e l’affittacamere  professionale, laddove l’attività non è a carattere saltuario.

Perciò risulta compresa nel campo di applicazione dell’Iva come pure si hanno gli obblighi degli adempimenti relativi alla tenuta della contabilità Iva, contribuzione Inps, iscrizione alla Camera di Commercio e iscrizione Inail, comunicazione dati Provincia, ecc.

L’attività può essere svolta sia in forma di ditta individuale sia in forma societaria.

I redditi percepito sono configurati come redditi di impresa ovvero derivanti da attività commerciali esercitata abitualmente. Sono determinati come differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese, opportunamente documentate, ed annotate nei registri obbligatori (discorso a parte per i c.d. forfettari)

Sui redditi percepiti per l’attività di B&B e CAV  ecc. si dovrà calcolare la tassazione Irpef. A tal fine si potrà presentare la dichiarazione dei redditi SOLO mediante il modello Unico.

Nel caso si svolga l’attività di B&B o affittacamere o CAV professionali o come ditta individuale, il titolare,  o come società, il legale rappresentante e tutti i soci illimitatamente responsabili, sorgono determinati obblighi.

 

Conflitto di interessi, divieto di concorrenza in presenza di lavoro dipendente

Dipendente pubblico

Il legislatore ha operato alcune modifiche importanti in tema di incompatibilità riguardanti i lavoratori della pubblica amministrazione con un impiego part-time non superiore al 50% rispetto a quello a tempo pieno, offrendo così la possibilità al dipendente pubblico di optare, se il caso, per un orario ridotto, alleggerendo in questo modo le casse statali. Allo stesso tempo sono state invece rafforzati i termini dell’incompatibilità dei dipendenti a tempo pieno, adeguando le sanzioni in caso di mancato rispetto.

L’incompatibilità fu determinata dagli artt. 60-65 d.p.r. n. 3/1957: a seguito di tali norme, richiamate dall’art. 58,- primo comma, d.lgs. n. 29/1993 e poi confermate con il d.lgs. n. 165/2001 art 53, sono vietate al pubblico dipendente le attività di lavoro subordinato o autonomo ed in particolare le libere professioni, nonché ogni forma di attività commerciale, comprendendo l’assunzione di cariche gestionali in società a scopo di lucro.

Le attività assolutamente incompatibili

Sono elencate nel d.p.r. n. 3/1957: costituzione di altro rapporto di lavoro a carattere subordinato o autonomo, compreso l’esercizio delle libere professioni; cumulo di impieghi pubblici; effettuazione di attività commerciali, ivi compresa l’assunzione di cariche gestionali in società aventi scopo di lucro. Tali attività sono sempre inderogabilmente vietate al pubblico dipendente; pertanto non è prevista alcuna possibilità di richiedere un’eventuale autorizzazione

Le attività relativamente incompatibili

Sono quelle che formano oggetto di incarichi retribuiti, indicate nell’art 53 d.lgs. n. 165/2001. Il principio cardine è la loro estraneità ai compiti e ai doveri d’ufficio. Tuttavia, questa incompatibilità può essere superata ogni qualvolta l’incarico relativo sia espressamente previsto o disciplinato dalla legge ovvero esplicitamente autorizzato.

Le attività compatibili

Sono quelle oggetto di incarichi gratuiti, nonché le attività, che, pur rientrando nell’ambito di un incarico retribuito, consistano in:

  • collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
  • utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;
  • partecipazione a convegni e seminari;
  • incarichi per i quali è corrisposto il solo rimborso delle spese documentate;
  • incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
  • incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.

Queste attività sono sempre consentite e non sono soggette ad alcuna autorizzazione preventiva.

Un discorso a parte merita la disciplina dell’incompatibilità per i lavoratori pubblici titolari di un contratto part-time. La regolamentazione del pubblico impiego, avviata nel 1996, ha infatti ampliato e facilitato il lavoro a tempo parziale esterno per i dipendenti pubblici, con esclusione dei soli dirigenti, nonché del personale militare, di quello delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. L’unica eccezione è l’ipotesi dello svolgimento di un’attività che provochi un conflitto di interessi, altrimenti non vi è alcun bisogno di richiedere un’autorizzazione all’amministrazione di appartenenza.

E’ invece totalmente esclusa la possibilità di cumulare un lavoro pubblico part-time con un altro rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione a meno che la richiesta non provenga da un ente locale (Comuni, Provincie, Città metropolitane, Regioni). Se la seconda occupazione prevede l’iscrizione presso un albo, è fatto espresso divieto di ricevere mandati professionali da parte di qualsiasi pubblica amministrazione, altresì, espressamente nel campo legale, è fatto divieto di assumere il patrocinio in controversie nelle quali una delle controparti sia costituita da una pubblica amministrazione

Dipendente privato

Un dipendente privato può aprire una partita IVA, come ditta individuale/società o come libero professionista, senza problemi di compatibilità, ovvero può aprire una propria attività mantenendo in essere il proprio lavoro alle dipendenze di un’azienda privata a patto che non vi sia concorrenza tra i lavoro svolto come dipendente e quello a partita IVA, se il contratto lo vieta espressamente. Se non vi è esplicito divieto non vi è alcun problema di coesistenza tra le due attività. In generale non vige alcun obbligo di comunicazione al datore di lavoro, anche se è generalmente conveniente informare l’azienda per non incorrere in problematiche che potrebbero portare ad un licenziamento per giusta causa.

Si ricorda in merito che l’art. 2105 del Codice Civile prevede l’obbligo di fedeltà del lavoratore di non trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio. La violazione dell’obbligo di fedeltà costituisce inadempimento contrattuale che dà luogo a responsabilità disciplinare e, nella maggior parte dei casi, integra la giusta causa di licenziamento. Il lavoratore è inoltre tenuto al risarcimento dei danni subiti dal datore di lavoro (Cass. n. 6473/1993).

Per quanto riguarda la contribuzione previdenziale INPS:

L’attività professionale incorre nell’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti presso l’INPS.

In deroga al metodo contributivo applicato a tutti gli imprenditori, artigiani e commercianti, per gli esercenti l'attività di affittacamere il calcolo dell'INPS viene fatto senza l'applicazione di alcun minimo contributivo, cioè si verserà il contributo INPS in rapporto al reddito effettivamente prodotto anche se questo è inferiore al livello minimo imponibile per artigiani e commercianti.

Qualora l’attività imprenditoriale sia contemporanea all’essere dipendente bisogna fare i seguenti distinguo:

-in caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato full time (ovvero con almeno 26 ore lavorative settimanali) che avvia un’attività d’impresa commerciale, se è possibile qualificare il lavoro in azienda come prevalente sia in termini di tempo che in termini reddituali (reddito annuo come lavoratore dipendente maggiore del reddito derivante dall’attività commerciale), non è necessaria l’iscrizione alla Gestione commercianti dell’INPS né il versamento di ulteriori contributi. Una volta avviata l’attività l’INPS invierà al lavoratore comunque una comunicazione in merito all’iscrizione del soggetto alla Gestione commercianti, tuttavia sarà sufficiente rispondere spiegando i motivi che prevedono la cancellazione dell’iscrizione e provando l’esistenza del rapporto di lavoro dipendente allegando una copia dell’ultima busta paga percepita.

- in caso di contratto di lavoro a tempo determinato bisogna valutare se dipendente può essere o meno considerato prevalente rispetto all’attività commerciale esercitata

Per quanto riguarda la contribuzione previdenziale INAIL:

Le opinioni discordano a seconda del fatto che l’attività sia svolta in forma individuale o societaria.

Nel caso sia svolta in forma societaria l’obbligo di iscrizione e contribuzione è immediatamente operativo e vi si deve adempiere contemporaneamente all’inizio dell’attività attraverso la pratica di COMUNICAZIONE UNICA (COMUNICA).

Nel caso sia svolta in forma individuale l’obbligo  presso l’INAIL sussiste sempre quando si hanno dipendenti, solo nel caso in cui vi sia la collaborazione di uno o più coadiuvanti (membri della famiglia) addetti all’uso di attrezzature e all’esercizio di attività che comportino un rischio di infortunio (nel caso dell’affittacamere potrebbe trattarsi del forno per le colazioni, di attrezzature come aspirapolvere e lucidatrici per la pulizia).

In tal caso il titolare deve iscrivere tali coadiuvanti all’INAIL. (cfr. http://www.provincia.torino.gov.it/sviluppolocale/file-storage/download/pdf/bed_break.pdf).

Non condivido questo parere poiché il rischio, elemento base su cui si fonda l’obbligo di iscrizione all’INAIL, se sussiste è un fatto oggettivo: se nell’esercizio dell’attività esiste un pericolo, esiste l’obbligo di iscrizione e contribuzione INAIL.

Pertanto io indico sempre tra gli obblighi di colui che intende intraprendere attività ricettiva in forma di B&B ed affittacamere professionale in forma individuale l’iscrizione alla gestione INAIL ed il relativo versamento dei contributi.

 

A cura del Rag. Paolo Sardi

Membro del C.T.S. di ANBBA